Pesca

Il tonno rosso protetto dall’ UE

Le norme europee

Il tonno rosso in pochi decenni, a causa della pesca intensiva,  soprattutto delle reti a circuizione, stava rischiando l’estinzione. Anno dopo anno diminuivano sensibilmente di numero e di grandezza  media finché l’UE con il regolamento num. 640 del 2010 istituiva un programma di documentazione delle catture variabile per categorie di pesca per quantità e per tempo. I mari interessati sono sulle coste europee dell’Atlantico e del Mediterraneo.  La quota complessiva concessa è di 7939 tonnellate che è cresciuta del 5% per l’ingresso della Croazia. La quota italiana è di 1950 Tonn., giunti a questo limite la pesca al tonno è chiusa. Le quote variano ogni anno e solitamente sono più basse dell’ anno precedente. Anche per i pescatori sportivi ci sono regole ferree. Innanzitutto devono registrarsi in Capitaneria e richiedere il permesso di pescare il tonno, se ne può catturare solo uno che pesa almeno 30 kg oppure è lungo 115 cm, appena il pesce è sul paiolo bisogna avvertire la Guardia Costiera che  allo sbarco lo registrerà. La quota totale dei diportisti è di 40 tonnellate. Qualsiasi infrazione delle norme sulla pesca del tonno è severamente punita con multe salate e denunce penali.

La posizione della Regione Lazio

Un pescatore professionista di Terracina per la cattura di alcuni tonni è stato multato per seimila euro denunciato penalmente e obbligato al fermo temporaneo dell’ imbarcazione. Questo è successo perché il Lazio non ha fatto la richiesta delle quote per pescare il tonno all’ UE, probabilmente tra le pochissime regioni italiane a dare un taglio alla pesca professionale di questo pesce. I pescatori nel Lazio catturano il tonno solitamente con attrezzi forniti di ami e non fanno la pesca intensiva con reti a circuizione, anche se questi tipo di pescherecci arrivano dal sud. Alcuni pescatori di Ponza che vanno a Pescispada con le coffe lamentano il fatto di essere costretti a rigettare in mare tonni che sono già morti per aver abboccato ai loro ami e che quest’anno sono più degli anni scorsi.

I giapponesi

C’è, però,  una contraddizione paradossale in questa tenace tutela del tonno. Le norme sono valide soltanto in acque nazionali, cioè entro le 12 miglia dalla costa. Mentre il pescatore italiano è facilmente controllabile perché deve rientrare in porto i grandi pescherecci giapponesi con le reti a circuizione e gli elicotteri che servono ad avvistare i tonni continuano da decenni a pescare il nostro pregiato pesce del Mediterraneo perché si trovano in acque internazionali, cioe’ oltre le 12 miglia dalla costa.

Alessandro Tinarelli

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