Ambiente

TENUTA PUCCINI: PARLA ATTONI

Lunedì scorso si è tenuta la tanto attesa Conferenza stampa dell’Assessore – Ok, dite pure che siamo prevenuti contro questa Giunta, ma se fossimo in un’altra città, all’uscita della Conferenza Stampa dell’assessore all’Urbanistica Sebastiano Attoni in riferimento alla Tenuta Puccini, avremmo detto: ‘Buone proposte. Con molte incognite, per l’Amministrazione , ma buone proposte’.

Ma purtroppo siamo ad Anzio e conoscendo i ‘nostri polli’, queste incognite rischiano di essere macigni invalicabili, macigni che possono rappresentare l’ennesimo ‘disastro’ del tipo di quello che stiamo vivendo con l’idea della ricostruzione del porto.

Un disastro che stavolta, ahimè, andrebbe a discapito dell’ambiente e di una zona tra le più belle ed incontaminate del territorio.

Ed è inutile definire (come è scritto sulla relazione del progetto) che è una zona degradata e abbandonata, perché se così fosse, il resto della città dovremmo paragonarla ad una gigantesca pattumiera.

Anche stavolta siamo stati informati di un progetto faraonico, stranamente ecosostenibile (tanto da farci dire: da quando in qua, il Comune di Anzio si interessa alla ecosostenibilità?); abituati ai voli Pindarici dell’amministrazione Comunale, anche stavolta rischiamo di vederli partire senza l’ausilio degli IFR, ed è lecito pensare che le belle proposte illustrate da Attoni potrebbero rivelarsi un boomerang.

Sentendo parlare di quattro insediamenti di tipo alberghieri con oltre 1000 stanze… è logico che la prima cosa che viene in mente a chiunque è: ma chi ce le porta tutte quelle persone a Lavinio, in quelle strutture?

sebastiano attoni L’Assessore Sebastiano Attoni

Secondo quanto dichiara l’Assessore, uno dei complessi, il villaggio turistico del tipo Valtur, sarebbe l’unico del suo genere nel centro Italia, e -secondo le previsioni- dovrebbe portare da noi tutti quelli che non vogliono arrivare fino in Puglia e Calabria… ma il rovescio della medaglia ci indica un’altra realtà, ma perché dovrebbero venire da noi con un mare decisamente più brutto (non ci scordiamo tutti i problemi di quest’anno: dragaggio, malattie infettive e via dicendo) e senza le strutture extra-villaggio che questi luoghi possiedono da anni?

Ma veniamo al piano, visto in se stesso. L’area denominata ‘Tenuta Puccini’, ha una grandezza di circa 72 ettari ed è di proprietà della Soc. Immobiliare ‘La Pineta’, che è riuscita a farla inserire, per la relativa lottizzazione, nel PRG del 1968, approvato sei anni dopo. Ma unitamente all’inserimento nel Piano Regolatore partirono i primi problemi con ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato, tutt’ora pendenti.

La società arrivò a fare al Comune una proposta, quella di concedere gratuitamente una parte di terreno a parco pubblico (circa 46 ha) per avere il permesso a realizzare un complesso alberghiero, con finalità termali e di beauty farm.

E tale proposta è stata, in parte, presa in considerazione dal PRG Cervellati del 2004, tanto che oltre alla parte di verde attrezzato di ‘proprietà comunale’, in esso si faceva menzione della  “restante parte, più a nord/ovest ad attività alberghiera ricettiva”.

Insomma era previsto uno o più alberghi nel triangolo che dà sulla via Ardeatina, l’incavo della proprietà e il restante territorio, davanti al complesso del S.Giuseppe. Una specie di polo che ‘condensava’ in quella parte di territorio tutto  il complesso alberghiero, lasciando nel verde più totale l’immenso parco, su cui si sarebbero realizzati gli interventi di riqualificazione come la costruzione di piste pedonali e ciclabili, spazi di gioco per i bambini ed elementi edilizi di arredo e servizi (chiosco, servizi igienici e fontane).

Adesso veniamo agli ultimi aggiornamenti, quelli illustrati da Attoni, partendo da come l’area in questione è definita dal Piano Territoriale Provinciale (PTPG): “Aree agricole di discontinuità interna agli insediamenti con potenzialità di recupero naturalistico e aree con valori naturalistici residui da mantenere, attrezzare e rendere fruibili”.

Il nuovo progetto prevede, in conformità al PUCG, la cessione all’Amministrazione Comunale di altri ettari di terreno, fino ad arrivare ad un massimo di 58,5 ettari e dell’area occupata per la realizzazione di una strada che conduca da Via Ardeatina allo stradone di S.Anastasio, al fine di costituire una valida alternativa al traffico diretto verso il mare, senza dover intasare le piccole viuzze del quartiere.

Dall’altra parte il complesso alberghiero, previsto nel triangolo a nord, verrebbe per così dire ‘sparpagliato’ sull’intera area, diviso in quattro distinti insediamenti in modo, da quanto si legge nella relazione comunale: “da minimizzare l’impatto ambientale con un unico grande complesso turistico ricettivo di 66-70.000 mq di superficie utile lorda su una superficie fondiaria di 12 ha circa potrebbe provocare”… e qui abbiamo qualche, anzi molti dubbi in proposito.

Tenuta-Puccini

Secondo il nostro piccolo giudizio, da incompetenti della materia edilizia, ma non ‘visiva’ ed ‘ambientale’, in un parco di 72 ettari (parchè ci si ostina a parlare solo di 12ettari?) se un ‘male’ ci deve essere, è meglio relegarlo da una parte e lasciare il bello tutto intorno… con i quattro complessi divisi, invece la cementificazione sarebbe dappertutto (più piccola, siamo d’accordo, ma dappertutto).

Poi se vogliamo vederla dal lato economico… Certo quattro investitori, sono meglio di uno solo…

Seconda cosa, questo cambiamento di ‘veduta’, non comporterebbe una variante al PUCG, ma rientrerebbe in quanto prescritto dall’art. 1 bis della Legge Regionale 36/87 al comma 2, lettera i, e diventerebbe (anzi lo sarà) esecutivo con la semplice approvazione della Giunta Comunale, senza essere minimamente discusso in Consiglio Comunale.

Non vogliamo certo parlare e tirare in ballo termini come putsch, colpi di mano, e via dicendo, ma certo una discussione su questo argomento in Consiglio, non sarebbe stata male…

Su questo argomento l’Assessore ha spiegato come si è cercato di arrivare al più presto ad una conclusione dell’iter burocratico, per evitare intoppi che avrebbero ritardato la realizzazione del progetto; un progetto che è stato portato avanti dal Comune anche dialogando a tutto tondo con la proprietà  del Fondo “per evitare che i progetti sulla lottizzazione restassero lettera morta. Un confronto importante e produttivo, che ha visto coinvolti anche i tecnici del comune e della Regione Lazio, perché proprio Puccini voleva essere certo di non portare avanti un inutile e costoso sforzo progettuale che poi si poteva arenare davanti alle perplessità degli enti chiamati ad approvare i progetti”.

Ma arriviamo adesso alla parte progettuale, cominciando dai quattro complessi alberghieri, ideati per tutti gli scopi e per tutte le tasche di chi usufruirebbe di essi; un albergo di lusso, con circa “300 stanze, beauty farm, palestre, spazi espositivi, ristoranti stellati, sale congressi e meeting. Rivolto ad un target di persone che amano i confort, alle società e aziende che organizzano eventi” e alle coppie in cerca di location suggestive per le nozze (sic!).

Poi una seconda struttura dedicata a ragazzi e famiglie con una pluralità di attività per lo svago e tempo libero (con sale attrezzate per il Texas holdem, pub) che potrebbero -secondo le intenzioni- essere usati anche dai residenti.

Poi il grosso villaggio turistico di cui abbiamo fatto cenno all’inizio dell’articolo  “adatto a tutte quelle famiglie che cercano un posto piacevole e sicuro per i propri bambini, dove trascorrere le proprie vacanze” realizzato  con una struttura abitativa fatta da unità indipendenti, con giardino e terrazzo, con spazi comuni quali piscina, spazi per bambini, con una unica pecca, sarebbe aperto solo nel periodo estivo (o quantomeno da maggio a ottobre).

Queste tre strutture alberghiere nasceranno a ridosso della nuova strada di cui dicevamo sopra (a due corsie e con viale alberato), che collegherà l’Ardeatina allo Stradone S.Anastasio, con un costo previsto di 4,5 milioni  interamente a carico dei costruttori.

Poi, il quarto insediamento, forse la cosa, secondo noi, più bella dell’intera idea, un borgo rurale da far nascere intorno al vecchio casale della ‘Vignarola’, che sarebbe inglobato, ristrutturandolo, in esso. In questo complesso verrebbero create stanze d’albergo, sala eventi, sale didattiche, palestra e piscina, con la possibilità anche di un maneggio.

Un progetto che qualora venisse realizzato nella sua interezza darà un’occupazione non indifferente alla popolazione del territorio; lavoro sia in fase di realizzazione delle strutture, che dopo con la cura e la gestione degli alberghi. In strutture del genere, infatti, serve ogni genere di personale e non solo stagionale. Decisamente –sempre sentendo quanto detto dall’Assessore- una spinta nel settore turistico importantissima.. .

conferenza stampa

Tutto il resto dell’Area è verde, un bellissimo parco che, per estensione, sarebbe il quinto nel Lazio, e che diventerebbe di proprietà del Comune non appena verrà presentata la prima richiesta di concessione edilizia. Un parco il cui progetto, secondo le intenzioni dell’Assessore, prevedere oltre a piste ciclabili, pedonali, ad un’area fitness con percorso vita e un laghetto, “restituendo agli abitanti un senso di contatto con la natura e, al tempo stesso, di relax e risanamento”, anche la realizzazione di singoli settori di giardini con una serie di piantagioni caratterizzate da “differenti  cromatismi ottenuti mediante la scelta di apposite specie arboree ed arbustive, in base alle caratteristiche botaniche ed ornamentali, al colore delle foglie, al fusto”, in modo che secondo le varie stagioni dell’anno abbiamo sempre una differenziazione di colori e di toni.

Un progetto che ricorda molto, anzi troppo, da vicino quello per l’orto botanico… ma sappiamo bene quanto è stato speso per realizzarlo (o meglio per ‘istituirlo’), per ripulirlo e per vederlo morire…

E secondo Attoni sta proprio lì, la sfida che l’Amministrazione Comunale lancia a se stessa, quella di mantenere quel po-pò di roba…  una cosina da poco, diciamo noi. Per fortuna, qualche dubbio in merito viene anche all’Assessore che spera nell’intervento dei privati per mantenerlo…

Dobbiamo dimostrarci in grado di saperlo gestire. Io spero anche con la collaborazione dei privati”. e qui casca l’asino, ma se interviene il privato a pagarne le spese, cosa vorrà in cambio?

E allora, perché parlare di pubblico? Anche perché si è cercato di sorvolare, nelle risposte, su un’altra questione, quella della possibile gestione e sfruttamento economico legato ad ulteriori cubature. O per meglio dire le risposte date sono state molto evasive e nessuno dei presenti le ha recepite o capite…

Ma questi sono aspetti, scherzandoci sopra,  per così dire secondari, visto che saranno da tenerne conto solo alla fine, quando tutto il resto del progetto sarà realizzato…

E proprio durante questo appello all’intervento dei privati, l’assessore si è lasciato andare ad un ‘mea culpa’ a riguardo dello scellerato PRG, dicendo anche che l’amministrazione sembrerebbe pronta a ridiscuterlo, visto che non ha dato i risultati sperati.

Stiamo lavorando” -ha detto Attoni- “per rivedere i piani particolareggiati per il centro, che è scarsamente abitato, anche per una serie di scelte sbagliate. Questo piano potrebbe prevedere una zonizzazione per quanto riguarda le attività commerciali, secondo gli standard europei, quindi vie dedicate solo ad un’attività che favoriranno la libera concorrenza”.

Tra le altre idee lanciate dall’Assessore anche la realizzazione di uno skyline della città per evitare ulteriori brutture architettoniche.

Ah, dimenticavamo l’ultima osservazione… quella venale sui costi… sempre secondo la relazione tra opere stradali, fognature, rete idrica, telefonica, di elettricità e quelle del parco, il totale della spesa sarebbe di 9.425.910 euro… alla faccia del bicarbonato di sodio, direbbe Totò.

Maurizio D’Eramo

 

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