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FR8: ALTRI PROBLEMI

In redazione è arrivata, con preghiera di pubblicarla, una e-mail di una nostra lettrice che si è fatta portavoce di un un problema che sta creando non pochi grattacapi a chi decide di utilizzare, come mezzo di trasporto, il treno.

In base alle nuove ‘norme’, introdotte dal 1° luglio da Trenitalia, il vecchio biglietto a fascia chilometrica (per intenderci quelli acquistati dalle rivendite, senza data e senza tratta, in commercio dal 1993) è stato abolito  e sostituito dal nuovo biglietto digitale, acquistabile attraverso i canali tradizionali, come le biglietterie con operatore e macchinette self service, si affiancheranno  i canali digitali come il sito trenitalia.com e l’App Prontotreno, dove l’acquisto può avvenire quattro mesi prima del viaggio fino a 20 minuti prima della partenza del treno, e il biglietto non deve essere stampato.

I nuovi biglietti “conterranno sempre l’indicazione delle stazioni di partenza e di arrivo e saranno utilizzabili entro un tempo determinato dal loro acquisto” fanno sapere dall’azienda, che con questo nuovo sistema vuole introdurre del tutto la digitalizzazione del sistema ferroviario.

La scelta di portare tutte le operazioni di acquisto dei biglietti esclusivamente su internet nascerebbe dalla lotta all’evasione intrapresa ultimamente da Trenitalia, “con un utilizzo improprio e fraudolento non sempre accettabile“. Proprio per questo motivo, secondo quanto afferma l’Azienda, i nuovi canali d’acquisto favoriranno la lotta all’evasione e allo stesso tempo permetteranno di “monitorare con precisione i reali flussi della domanda di trasporto, fornendo informazioni utilissime per una migliore programmazione dell’offerta da parte delle Regioni committenti”.

Fino a qui tutto bene, il problema nasce, però dal fatto che se parliamo di grande tratte e di stazioni importanti, tutto fila liscio, ma se bisogna fare il biglietto, magari all’ultimo momento, in una stazioncina piccola e dimenticata dal mondo?

Proprio da questo fatto e dalle vicissitudini di una signora nasce la famosa e-mail di cui parlavamo sopra:

 

Oggetto: impossibilità acquisto biglietti Padiglione treno regionale Roma-Nettuno

Mi chiamo M. A. e prendo molto spesso il treno regionale Nettuno-Roma alla stazione di Padiglione ma non sono abbonata poiché non ne usufruisco tutti i giorni. Purtroppo in questa stazione non abbiamo biglietteria automatica ed i tre punti vendita più vicini a piedi (bar chiosco della stazione, alimentari sulla Nettunense e rifornitore Agip sulla nettunense) non sono forniti di mezzi per poter emettere  i biglietti per poter prendere il treno. Non è giusto per un cittadino dover pagare la multa sul treno poiché sprovvisti di biglietto anche se ci si reca immediatamente dal capotreno. Chiedo che possa essere messa una biglietteria automatica nella stazione per poter viaggiare in regola. Attendo un vostro immediato riscontro, e prego la Sig.ra Rosalba , che ci rappresenta sulla linea  FR8,  di sollecitare una immediata soluzione per questa nostra già troppo disagiata tratta ferroviaria, grazie.

Un cordiale saluto

 

Come dicevamo la signora Rosalba Rizzuto, una dei rappresentanti storici delle battaglie ferroviarie nate per rendere più ‘vivibile’ la tratta FR( Roma-Nettuno, ci ha mandato il suo commento:

Siccome la richiesta della signora Assunta, riportata in calce, alla direzione di Trenitalia è caduta nel vuoto, mi faccio portavoce, mio malgrado, dei continui disagi che Trenitalia sta procurando agli utenti dei mezzi pubblici regionali.

Queste nuove  assurde restrizioni di condizioni di validità dei biglietti, che devono essere emessi al momento dell’utilizzo con definiti il giorno, l’orario,  il verso di percorrenza e magari anche il codice del treno, stanno rendendo la vita impossibile alla gente che vuole usare il treno come mezzo di locomozione.

Le stazioni vanno dotate prima degli appositi presidi (possibilmente umani) e poi possono entrare in vigore le regole sempre più restrittive ed escludenti di Trenitalia.

La questione è: 

– che ne è stato della richiesta fatta alla Regione Lazio del biglietto unico chilometrico valido per ogni tratta laziale, su bus-metro-treno, di scadenza illimitata, in qualunque giorno, in qualunque verso, di cui la gente se ne poteva fare una scorta da usare all’occorrenza e in casi di tratte abbandonate al loro destino, come i 20 km a binario unico della Roma-Nettuno?

– chi ha deciso che fare il biglietto a bordo al momento della salita diventa l’equivalente di un reato che va punito con una sovrattassa? La Regione Lazio ha tacitamente avallato questa nuova regola?

Possibile che si vada sempre contro le richieste del pubblico e sempre nel verso della tutela degli interessi privati?

Se l’obiettivo voleva essere disincentivare i furbi a fare il viaggio gratis la soluzione era mettere controllori (la gestione pubblica dei treni ne prevedeva 2 e combatteva efficacemente l’evasione) a bordo dei mezzi o tornelli con lettore in stazione e personale di controllo.

Invece con questa comoda scorciatoia Trenitalia risparmia tre volte, sul personale di bordo (treni con il solo capotreno-esattore) e di terra (stazioni non presidiate), e biglietti supergonfiati che vessano i poveri malcapitati viaggiatori occasionali, i quali o impazziscono davanti a macchinette criptiche perdendo i treni o si rassegnano a pagare biglietti triplicati una volta a bordo, in mancanza di punti vendita a terra.

Complimenti per la gestione di un servizio pubblico universale coi fichi secchi!

 

 

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