Ambiente

Pineta della Gallinara: denuncia ai Carabinieri

Dopo una lunga e tormentata diatriba  fra cittadini ed amministrazione comunale sul futuro della Pineta della Gallinara al Lido dei Pini,  era apparso a  tutti evidente, oltre che scontato, ciò  che l’Assessorato all’Ambiente avera assicurato e cioè che, anche in previsione di interventi fitosanitari per curarne la malattia che l’ha colpita, sarebbe stato proibito l’utilizzo commerciale del parco pubblico.  I cittadini, organizzati nel Gruppo Operativo Salviamo la Pineta,  ne avevano preso atto come un segno del fatto che finalmente l’amministrazione comunale stava facendo sul serio.  Avevano auspicato che ai giostrai, che pure hanno il diritto di lavorare per vivere, fosse offerta una soluzione adeguata e consona alle loro esigenze commerciali. Questo accadeva durante il mese di giugno fino a metà luglio poi, una mattina,  i lucchetti di accesso al parco sono stati forzati e grandi camion hanno fatto accesso nello spiazzo verde lasciato libero da circa un centinaio di alberi abbattuti perché malati.  La gente si è chiesta come mai fosse stato concesso ad attrezzature meccaniche ed a mezzi commerciali l’utilizzo del parco. La gente si è chiesta la ragione per la quale ciò sia stato permesso in un luogo protetto e classificato come luogo da preservare. La gente si è chiesta perché il comune, dopo avere promesso che ciò non sarebbe avvenuto, ha deciso di dare le autorizzazioni ad occupare un suolo che avrebbe dovuto isolare e proteggere anche per curarlo; e ciò su chiara indicazione del Servizio Fitosanitario della Regione Lazio, la raccomandazione di esperti del settore e dopo che il Consiglio Comunale, all’unanimità,  si era impegnato a proteggere. Quesiti di cui non  si conosce la risposta. Appare certo, però,  che l’Assessorato all’Ambiente, in modo coerente con le promesse fatte ai cittadini e con  le proprie responsabilità istituzionali, ha dato parere contrario ad un’altra violenza  verso la pineta  motivando accuratamente le ragioni di tale posizione. A questo punto abitanti della zona  hanno il diritto di sapere le ragioni  di scelte che penalizzano  un proprio bene naturale. Un nutrito numero di essi, rappresentanti di associazioni, enti e cittadini  si è ritrovato, in data 31 luglio, presso la Stazione dei Carabinieri di Lavinio per chiedere, attraverso  un esposto  presentato nelle mani del Comandante di Stazione, M.llo Giuseppe Luca,  se quanto avvenuto rientri nelle prerogative dell’amministrazione  o se gli accadimenti individuino qualche ipotesi di reato da perseguire.  L’azione era stata preannunciata  in via informale ai rappresentanti dell’istituzione locale. L’esposto è stato anche inviato, per debita conoscenza, al comando locale della Guardia Forestale.

Dr. Sergio Franchi

O.I.D.A. (Osservatorio Intercomunale per la Difesa degli Alberi. Anzio-Nettuno)

http://www.oida-anzionettuno.org/

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