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IL PIACERE DI RIDERE, RIFLETTENDO. LUCIANO LEMBO A VILLA ADELE IL 16 AGOSTO

Ancora una volta il connubio tra pubblico e privato porta alla realizzazione di un evento gratuito, la sera del 16 agosto  E’ diventato ormai un appuntamento fisso dell’estate, lo spettacolo del 16 agosto a Villa Adele con un comico proveniente dai programmi del piccolo schermo come ‘Colorado Cafè’ o ‘Zelig’,  organizzato grazie alla sinergia tra l’Associazione Crazy School, in collaborazione con ‘Fuori i secondi-doc’, la coppia vincente di Radio Enea, Fabio Pontecorvo e Andrea Serpa, che si sono occupati della parte organizzativa, grazie anche al contributo di sponsor privati che si sono accollati le spese dello spettacolo e il Comune di Anzio, Assessorato alla cultura, che anche quest’anno, per questo evento, metterà a disposizione, gratuitamente, il teatro all’aperto anziate.

Un giusto connubio, tra privato e pubblico, che oltre ad ottenere un buonissimo riscontro da tre anni a questa parte, permette a tante famiglie anziate e a tanti turisti, di passare una piacevolissima serata, senza sborsare un centesimo. Il che, con l’aria di crisi che c’è, non è di poco conto.

Già dal titolo dello spettacolo ‘80 voglia di ridere’, che vedrà sul palco l’esibizione di Luciano Lembo, comico romano, famoso per la sua presenza in ‘Colorado Cafè’, si capisce tutto il senso umoristico della serata, col doppio senso (per riallacciarsi al tema della crisi) degli 80 euro promessi dal Premier Matteo Renzi, agli italiani.

Come dicevamo, dopo Tiziana Foschi, Alessandro Serra, Fabrizio Gaetani e Annalisa Aglioti, quest’anno sarà la volta dell’eclettico Luciano Lembo, un artista a 360 gradi, che alterna nei suoi spettacoli gags, monologhi, imitazioni, canzoni e poesie.

Quaranta sei anni, nasce artisticamente, come molti dei suoi colleghi dello spettacolo, come intrattenitore in un villaggio turistico, nel suo caso a Lampedusa. Nel 1999 Teo Mammucari, socio del club “Gildo“, locale romano con una buona tradizione cabarettistica (e dove Lembo aveva intrapreso i primi passi ‘professionistici’), decide di lasciare il locale per provare l’avventura televisiva; il nostro comico si ritrova così a doverlo sostituire, e lo farà in maniera talmente egregia da farsi notare da vari manager che gli spalancheranno le porte del mondo del cabarettistico e poi di quello televisivo, dove negli anni ha saputo mettere in risalto le sue grandi doti di comunicatore e di intrattenitore. Nei suoi spettacoli, infatti, non manca mai ne la parte di interazione con il pubblico, nè tantomeno la musica e i momenti di riflessione con le sue fantastiche poesie.

Il suo inizio di imitatore (cominciò con ‘Beato tra le donne’, per poi apparire in ‘Amore’ di Raffaella Carrà), lo ha portato a creare delle bellissime parodie di personaggi che lo hanno reso famoso al grande pubblico come Robert De Niro, Maurizio Costanzo e Renato Zero, tanto da fargli vincere, nel 2002, il Premio ‘Show man dell’anno’, nella categoria ‘Volti nuovi’, a Castrocaro Terme.

Abbiamo incontrato Luciano Lembo e gli abbiamo chiesto alcune domande sulla sua vita artistica e sullo spettacolo che farà a Villa Adele.

Signor Lembo, alcune sue biografie raccontano di come lei da ‘buon folletto di casa’ deliziasse i suoi parenti, nei pomeriggi domenicali, delle sue imitazioni… è vero o è solo una leggenda metropolitana?

“Sì, è vero… ho incominciato, imitando tutte le persone che conoscevo: parenti, professori… Poi sono venuti i personaggi come De Niro, che grazie alla televisione mi ha fatto conoscere al grande pubblico e mi ha dato un paio di anni di grande notorietà nazionale. Che poi però è passata. Una cosa che, invece, perdura nel tempo e che è, per così dire più veritiera, al di lò del momento televisivo, è il successo radiofonico a Radio Globo, una delle più importanti radio della Capitale. Sono 5 anni che collaboro con questa radio e che mi ha fatto conoscere a tantissima gente con la trasmissione ‘Ciao Renato’, in cui eseguo una parodia di Renato Zero, fatta a modo mio, molto fantasiosa… e poi da un po’ di tempo lavoro a ‘Central Station’, un programma su Sky, in cui faccio il monologhista’

Se Teo Mammuccari non avesse lasciato il Gildo, come sarebbe stata la carriera di Luciano Lembo?

“Il Gildo, anche se è poco famoso, è stato un locale molto importante dal punto di vista cabarettistico, a Roma… quando Teo se ne andò, io cercai per un po’ di tempo di imitarlo, ma non era per me, il mio stile era molto più soft del suo che, per dirla tra virgolette, era talvolta ‘offensivo’. Sicuramente, senza la sua uscita di scena, avrei fatto ugualmente tutto quello che ho poi fatto nella vita… dopotutto, il Gildo era frequentato da molti manager, quegli stessi che poi hanno creduto in me e mi hanno fatto fare la televisione. Sono sicuro che avrei fatto quello che faccio, forse con più lentezza, mettendoci qualche anno in più, Credo però che quando tracci una strada, prima o poi il tuo cammino esce fuori… io ce l’avevo proprio dentro e volevo fare qualcosa nel mondo dello spettacolo. Non mi stava bene il lavoro che facevo allora… ero un commesso in una profumeria, ma quella non era la mia strada.”

A quale artista si è ispirato?

“Ho cominciato volendo imitare Teo, ma non faceva per me perché io non avevo quella faccia da schiaffi che ha lui. Poi, per fortuna ho portato fuori tutto il mondo interiore di Luciano Lembo e sono contentissimo di averlo esternato. A me piace scrivere, cantare, recitare, improvvisare e quello che avevo dentro non poteva restarsene chiuso. E’ da quando ho 13 anni che scrivo poesie… purtroppo la vita ti costringe, per mangiare, molte volte a dover fare ‘piazze’ poco consone a quello che vai a dire… quando è così mi vesto da ‘combattente’, da ‘coatto’ e cerco di parlare con un pubblico diverso, ma senza mai andar via senza aver detto qualcosa di profondo, di me, che valga la pena, quando vai a dormire di dirti: ‘Mi sono espresso anche lì’”.

Qual’è il personaggio a cui è più legato?

 “A livello di mimica facciale, sicuramente Robert De Niro. Mi piaceva da morire quando lo vedevo in ‘Taxi driver’ o in ‘Buoni ragazzi’. Lo vedevo esprimere con il suo viso rabbia, gioia, simpatia, cattiveria… a me da uno che ha un viso così mi arriva tutto, anche il silenzio. De Niro anche se non parla, con quel viso, ha detto già tutto… poi c’è Renato Zero. Se avete modo di sentire ‘Radio Globo’ scoprirete che ho creato un personaggio che è in qualche modo l’alter ego di Luciano, un personaggio che sta sempre in mezzo ai casini, con tanta gente che lo chiama al telefono e lui che risponde a tutti. Nella vita privata odio il telefono e non rispondo quasi mai… mentre per radio il Renato-Luciano non fa altro che cercare interlocutori… ‘Chiamatemi, se no, non so che fare… Sono due personaggi che mi hanno portato molta fortuna anche perché li ho molto caratterizzati”.

Per concludere, le do la possibilità di farsi un auto-spot pubblicitario: perché la gente deve venire il 16 agosto a Villa Adele a vedere il suo spettacolo?

Se non altro perché la comicità espressa da Luciano Lembo non è fine a se stessa, ma è un pretesto per ridere pensando. Io racconto sempre un episodio che mi è successo tempo fa. Uno spettatore mi ha detto: ‘sono contento di essere venuto perché mi ha fatto ridere, e avevo proprio bisogno di farlo’. Io gli ho risposto dicendogli che forse la risata era un pretesto, che lui aveva forse bisogno di piangere ma che non lo voleva fare. C’è in giro tanta gente che vuol ridere per evadere da qualcosa. Alla fine di ogni mio spettacolo le battute forse non te le ricordi perché sono veloci, invece il pensiero che cerco di comunicare, rimane. Io col mio spettacolo cerco di far pensare, perché ogni artista che è in tutti noi, poi ognuno lo esprime a modo suo con la pittura, la musica, la poesia, in qualche modo ti dice qualcosa… la sua follia di artista ti parla e ti lascia qualcosa. Ecco, se sei uno che non va di fretta vieni al mio spettacolo, invece se sei uno che rincorre il tempo e non vuole pensare, non venire a vedere Luciano Lembo. Io amo fermarmi, riflettere dire delle poesie. Io amo parlare ad un pubblico che è individuo, ad un pubblico-massa so parlare, non mi manca la faccia, ci so anche fare, ma non è la mia meta”.

La serata, come abbiamo già ampiamente detto, è del tutto gratuita grazie al contributo degli sponsor che meritano una menzione, oltre al ringraziamento: Rizzaro Franco & figli Costruzioni edili, Gisele Boutique, Ferramenta Fai da te, Farmacia Galassi Anzio, Itema Impianti Elettrici, Gusto di…norcineria Centro Anteo, Cuore a 4 zampe, Antico grottino, Fiorerie Imbiscuso, Pizzeria antiche ricette napoletane, Autofficina ‘A posto’ di Silvio Marsili, Francesco Nardini termo-camini Nettuno e Pasticceria Esposito.

A far da contorno all’esibizioni del comico, ci saranno –come di consueto- i balletti degli allievi della scuola di danza ‘Crazy School’ di Lavinio, diretta da Roberta Vitiello, e quasi sicuramente un ospite a sorpresa, come quei due mattacchioni di Fabio e Andrea ci hanno abituato in questi anni.

Maurizio D’Eramo

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