Pesca

Pesca a sorpresa: una Lampreda Marina mai sbarcata ad Anzio

Stamane sulla banchina della piccola pesca è apparso un animale strano e suggestivo dalle caratteristiche preistoriche pescato da Cosimo Di Mille a soli tre metri di profondità. Solo all’arrivo della Guardia Forestale di Tor Caldara è stata svelata la sua identità, si tratta di un parassita predatore denominato “Lampreda marina” (Petromyzon marinus). A vederlo somiglia vagamente ad una murena ma osservandolo meglio si capisce che non è neanche un pesce soprattutto per la conformazione della bocca e delle branchie. Nonostante non sia mai stato pescato pare che questa specie sia comune nei litorali marini per poi risalire lungo i fiumi per la riproduzione. Il corpo può essere lungo fino a 1,2 metri con un peso che arriva fino a 2,5 kg, cilindrico affusolato, compresso posteriormente, con una doppia pinna dorsale; è senza mascelle la bocca ovale con piastra sopraorale munita di due denti vicini tra loro, piastra suborale con 7-9 denti e 4 piastre labiali con due denti ciascuna. La Lampreda di mare adulta è un parassita che attacca molti pesci marini e d’acqua dolce, compresi salmoni, trote, aringhe, sgombri e alcuni squali. Si attacca alla preda con i denti e ne succhia il sangue utilizzando la ruvida lingua.

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