Cultura

Giochi Olimpici: cosa sono e cosa rappresentano

Dalle origini
I Giochi Olimpici ebbero origine nell’antica Grecia nel 776 a.c. e si celebravano ogni quattro anni nella città di Olimpia, durarono fino al 393 d.c. e avevano valenza atletica e religiosa in quanto erano dedicati al dio Zeus. Olimpiade veniva chiamato il periodo tra una celebrazione e l’altra, la ricorrenza dei giochi erano una sorta di calendario con cui contare gli anni e durarono fino al 393 d.c. . Al contrario dei tempi moderni, in cui i giochi vengono interrotti a causa delle guerre, i greci sospendevano gli eventi bellici con una “Tregua Olimpica”.

Le Olimpiadi moderne
Le prime Olimpiadi moderne ripresero proprio da Atene nel 1896 ad opera del barone Pierre De Coubertin, a partire dal 1924, vennero istituiti anche dei Giochi Olimpici invernali specifici per gli sport invernali. In più, esistono anche le Paraolimpiadi, competizioni fra persone disabili.
Contrariamente alle speranze del barone De Coubertin, le Olimpiadi non impedirono le guerre. I Giochi del 1916 furono cancellati a causa dello scoppio della prima guerra mondiale, e lo stesso avvenne per i giochi del 1940 e 1944, a causa della seconda guerra mondiale.Tutte le nazioni che persero la guerra (tranne l’Italia, a cui venne riconosciuta l’attenuante di aver dichiarato guerra, dopo l’armistizio del 1943, all’invasore tedesco) vennero escluse dai Giochi di Londra nel 1948. Dal 1992 il CIO (Comitato delle Olimpiadi) in occasione di ogni Olimpiade chiede ufficialmente alla comunità internazionale (con il supporto dell’ONU) di osservare la TREGUA OLIMPICA.

Organizzazione ed obiettivi
Il Comitato Olimpico Internazionale, noto anche come CIO (dalle iniziali del nome originale francese: Comité International Olympique, è un’organizzazione non governativa creata da Pierre De Coubertin nel 1894.
Attualmente il CIO ha sede a Losanna, in Svizzera e vi aderiscono 205 comitati olimpici nazionali.
La bandiera olimpica, uno dei simboli più riconosciuti al mondo, raffigura cinque anelli intrecciati in campo bianco, che simboleggiano i cinque continenti. I colori scelti sono presenti nelle bandiere di tutte le nazioni, quindi la loro combinazione simboleggia tutti i Paesi, mentre l’intreccio degli anelli rappresenta l’universalità dello spirito olimpico.
La Carta Olimpica è un documento ufficiale, approvato dal CIO, che contiene un insieme di regole e linee guida per l’organizzazione dei Giochi Olimpici e il governo del movimento olimpico, codificandone i principi fondamentali.
La Carta Olimpica è composta da 6 capitoli e 61 articoli.
Il capitolo 1 definisce il movimento olimpico, la missione e il ruolo del CIO, la non discriminazione, l’uguaglianza di genere e lo sviluppo sostenibile. Le sue tre componenti principali sono il CIO, le federazioni internazionali, i comitati olimpici nazionali e i comitati organizzativi per i Giochi olimipici, a cui si aggiungono i comitati organizzativi per i Giochi olimipici. (Art.2: L’Olimpismo è una filosofia di vita, che esalta in un insieme armonico le qualità del corpo, la volontà e lo spirito. Nell’associare lo sport alla cultura ed all’educazione, l’Olimpismo si propone di creare uno stile di vita basato sulla gioia dello sforzo, sul valore educativo del buon esempio e sul rispetto dei principi etici fondamentali universali)

Il capitolo 2 descrive il CIO come “un’organizzazione internazionale non governativa, non a scopo di lucro dotata di personalità giuridica”, e avente come scopo quello di “soddisfare la missione, il ruolo e le responsabilità assegnate dalla Carta Olimpica” (art. 15).

Il capitolo 3 descrive la missione e il ruolo delle federazioni internazionali.
Il capitolo 4 definisce i comitati olimpici nazionali. La loro missione è di “sviluppare, proteggere e promuovere il movimento olimpico nei loro rispettivi paesi, conformemente alla Carta Olimpica”.

Il capitolo 5 descrive le regole dei Giochi olimpici, tra cui quelle per la celebrazione dei Giochi, la selezione della città organizzatrice, il comitato organizzativo, il codice di ammissione ai Giochi, il programma dei Giochi e il protocollo olimpico.

Il capitolo 6 descrive le misure e le sanzioni in caso di violazione della Carta Olimpica.

 

Il Presidente della Repubblica Sandro Pertini alla 85° sessione del Comitato Olimpico Internazionale 26 maggio 1982.

Il Presidente della Repubblica Sandro Pertini alla 85° sessione del Comitato Olimpico Internazionale 26 maggio 1982.

Cenni ad episodi storici
Lo statunitense di colore Tommie Smith nel 1968 vinse la medaglia d’oro sui 200 m nella finale olimpica di Città del Messico con il tempo di 19″83, primo uomo al mondo a scendere sotto il limite dei 20 secondi (record battuto in seguito da Pietro Mennea), sul podio al secondo posto si piazzò un altro statunitense di colore, John Carlos. Entrambi fecero scalpore e crearono indignazione soprattutto negli Stati Uniti per aver fatto un gesto contro il razzismo mentre venivano premiati: alzare il pugno della mano con un guanto nero.

Giochi della XIX Olimpiade, Città del Messico. Finale dei 200 metri. Gli statunitensi Tommie Smith (primo classificato) e John Carlos (terzo) alzano il pugno guantato.
Le Olimpiadi di Berlino nel 1936, in pieno regime nazista, crearono notevole imbarazzo ad Hitler che riteneva la competizione come una gara per l’affermazione della forza della razza ariana. Un atleta di colore, Jesse Owens, vinse ben 4 medaglie d’oro e il Fuhrer fu obbligato a lasciare lo stadio prima della premiazione per non essere costretto a stringergli la mano.
Il massacro di Monaco di Baviera fu un evento terroristico avvenuto durante le Olimpiadi del 1972, a Monaco di Baviera (Germania Ovest). Un commando dell’organizzazione terroristica palestinese “Settembre nero” irruppe negli alloggi destinati agli atleti israeliani del villaggio olimpico, uccidendo subito due atleti che avevano tentato di opporre resistenza e prendendo in ostaggio altri nove membri della squadra olimpica di Israele. Un successivo tentativo di liberazione da parte della polizia tedesca portò alla morte di tutti gli atleti sequestrati, di cinque fedayyin e di un poliziotto tedesco

Il congresso di Bruxelles del C.I.O nel 1905 assegnò i giochi olimpici a Roma su forti pressioni di De Coubertin ,ma il nostro governo con l’onorevole Giolitti in testa era contrario e quindi si dovette scegliere un’ altra sede che fu Londra.
L’episodio più celebre è legato al fornaio di Carpi , Dorando Petri, che nella maratona giunse stremato e barcollante sul traguardo di una gara in cui era capoclassifica ma dove ormai stentava a restare lucido e cosciente;fu aiutato dal giudice Andrews a tagliare la linea di fine maratona, crollando esanime subito dopo. Petri lottò tra la vita e la morte per 24 ore, dopo essere stato trasportato in ospedale e la sua vittoria fu vana; infatti fu squalificato dopo il reclamo dell’americano Hayes,ma divenne un eroe per la sua mancata impresa. La Regina Alessandra gli donò una coppa d’oro e la sua popolarità varcò i confini nazionali procurandogli gloria e riconoscimenti. Si tenne poi un pranzo ufficiale, nel corso del quale il barone De Coubertin, in un discorso, lesse una frase divenuta il più famoso marchio di una competizione sportiva : “L’ importante in queste gare non è vincere ma partecipare”
Helsinki 1952, nel nuoto giunse in semifinale dei 100 metri stile libero il 1° connazionale sceso sotto il minuto sulla distanza, il napoletano Carlo Pedersoli; in seguito divenuto il famoso attore Bud Spencer di tanti film pieni di sganassoni e umanità

Riflessioni
Di episodi durante tutte le olimpiadi ce ne sono stati molti, dai più drammatici ai più spettacolari, atleti che interrompono la gara agonistica per aiutare uno sfidante caduto confermando lo spirito olimpico da sempre caratterizzato al rispetto degli altri, unica manifestazione apolitica dove la stessa politica, l’espressione più nobile dell’uomo, si è manifestata con tutti i crismi come quando gli atleti di colore sul podio rivendicano la parità di genere alzando il pugno con il guanto nero.
Un evento talmente importante per lo spirito e il fisico dell’uomo da far sembrare assurde certe decisioni mirate a non ospitarlo, come è successo con Giolitti nel 1905. Accogliere un Olimpiade rientra nello spirito sportivo, come recita l’articolo 2 del Capitolo 1 della Carta Olimpica : “L’Olimpismo è una filosofia di vita, che esalta in un insieme armonico le qualità del corpo, la volontà e lo spirito. Nell’associare lo sport alla cultura ed all’educazione, l’Olimpismo si propone di creare uno stile di vita basato sulla gioia dello sforzo” …dello sforzo….lo sforzo che serviva a Roma per accogliere l’evento più importante del pianeta.

Alessandro Tinarelli

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