Verso l’Europa con spirito giovanile

Verso l’Europa con spirito giovanile

VERSO L’EUROPA CON SPIRITO GIOVANILE

A colloquio con la più giovane candidata alle Elezioni Europee del Centro Italia

Con i suoi 28 anni, Manuela Bora è la candidata più giovane per la circoscrizione dell’Italia Centrale (che comprende Lazio, Marche, Umbria e Toscana) nelle Elezioni Europee del 25 maggio. Una laurea triennale in Business Administration all’Università Bocconi di Milano, con la  specializzazione in Economia e Management delle Amministrazioni Pubbliche e delle Istituzioni Internazionali presso la stessa università, hanno portato Manuela Bora, nel corso degli anni a studiare e interessarsi dei temi economici europei. “Per questo ritengo” –sono testuali parole sue- “che il progetto degli Stati d’Europa rappresenti oggi un’opportunità soprattutto per le giovani generazioni, un progetto che il nostro Paese può e deve perseguire anche in previsione del semestre europeo”.

Dottore commercialista e revisore legale ad Ancona, è entrata in politica facendosi eleggere consigliere comunale, nelle fila del PD, nel comune di Monte San Vito, in provincia di Ancona, dove ha vissuto fino ad un paio d’anni fa, prima di trasferirsi ad Anzio. Abbiamo avuto modo di incontrarla durante una delle sue ‘tappe di avvicinamento’ alle Elezioni, mentre presentava il suo progetto ‘#Finalmente’.

Dai tuoi discorsi si evince che sei una fervente europeista, in un periodo in cui tanti vorrebbero l’Italia fuori dall’Euro e dall’Europa stessa. Perché dobbiamo avere fiducia in questa Europa e nel tuo ‘progetto’ #finalmente?

“Il 25 maggio si scelgono i giocatori della partita per le grandi scelte del nostro futuro, molte delle quali passano dall’Europa. Non pensiamo a mettere in discussione l’Europa come progetto, ma quelle che sono state le politiche della destra europea che hanno prodotto tecnocrazia e austerity e quindi è necessario uscire da questo empasse con una politica che metta al centro la crescita, il lavoro e la giustizia sociale. Se ascoltiamo le sirene populiste, metteremo in discussione il livello di integrazione monetaria che ha consentito di superare i nozionismi aprendo la strada alla globalizzazione, quindi ci vuole un passo avanti ma cambiando direzione. Il cambiamento che vogliamo imprimere è nel segno della solidarietà”.

Riallacciandoci alla domanda di prima, essendo te la più giovane candidata della circoscrizione Centro Italia, cosa si devono aspettare i giovani, da questa Europa?

“In questo delicato periodo storico la generazione under 35, quella maggiormente investita dalla crisi, non può tirarsi indietro e deve anzi essere in prima linea per battersi per un’Europa diversa: più giusta, più libera, più competitiva e più forte. Per questa ragione credo che il PD debba raccogliere l’indicazione proveniente non solo dalla sua organizzazione giovanile, ma anche da tanti giovani amministratori, segretari di circolo, militanti e iscritti, attivi nei più disparati campi della società civile, dell’associazionismo e del volontariato: questa volta la nostra generazione, se davvero si è deciso di voltare pagina, deve concorrere con una candidatura che possa rappresentarne il punto di vista nella competizione per l’elezione del nuovo Parlamento Europeo. Oggi in Europa un giovane su cinque è disoccupato. Tale situazione affligge 5 milioni di giovani europei. Forse non tutti sanno che a causa del fenomeno della dispersione scolastica, un giovane su sei non sta né lavorando né studiando. Uscendo dalla scuola (spesso) senza le necessarie competenze richieste dal mercato del lavoro, i giovani europei vedono aumentare la disoccupazione di lungo periodo e sono relegati nella trappola del lavoro a termine e di basso livello. I giovani da questa Europa anzitutto si aspettano, anzi esigono, la tutela del diritto ad avere un posto di lavoro”. 

Ultima domanda di carattere prettamente personale. Tu vieni da Monte San Vito, una cittadina della provincia marchigiana, e solo da poco tempo abiti ad Anzio. Che differenze hai trovato tra le due cittadine? 

“Sono arrivata ad Anzio per amore, sono qui da due anni con mio marito Diego. In questo periodo se pur breve ho imparato a conoscere le persone di Anzio e del litorale, sono rimasta colpita dalla loro accoglienza, calore ed empatia. Monte San Vito è una terra dedita alla produzione di olio extravergine di oliva ed è stato premiato come Comune Riciclone 2013 per aver raggiunto nel 2012 una raccolta differenziata del 80,04%. Con tale risultato Monte San Vito è al primo posto tra i Comuni ricicloni della Provincia di Ancona. Il riconoscimento della qualità del territorio è dimostrato anche dal premio Bandiera Verde Agricoltura che da anni il Comune di Monte San Vito ottiene per le politiche di tutela dell’ambiente e del paesaggio. I monsanvitesi sono orgogliosi del proprio territorio e sono molto vigili nei confronti dei propri amministratori. Ho l’impressione che i cittadini di Anzio siano assuefatti ai disservizi e alla cattiva gestione del proprio paese. C’è bisogno di una grande scossa e c’è sete di buona Politica. Dopo il 25 maggio vorrei mettermi a disposizione del PD di Anzio, per ricostruire un partito unito che torni ad essere il partito di maggioranza”.

 

Maurizio D’Eramo