Uscire dall’impasse

Uscire dall’impasse

Come uscire dall’impasse di una Europa distante, non certo colpevole di tutte le accuse che le vengono fatte, ma nemmeno capace di dare le risposte che i cittadini  si attendono per uscire dalla crisi? Denunciare le falsità che vengono continuamente  messe in circolazione contro l’Unione europea e contro l’euro è un primo passo. Ma non è sufficiente. L’Europa che abbiamo di fronte oggi è ben lontana dalle  aspirazioni dei cittadini. È però una illusione pensare che le sfide della globalizzazione possano essere affrontate meglio dai singoli paesi europei, ciascuno per conto proprio. La maggior parte di essi ha dimensioni inferiori a quelle di alcuni Stati americani o delle province, oppure città, cinesi. Ma l’idea che si possa fare meglio da soli è in parte figlia della lentezza con cui l’Europa agisce, della distanza che rimane tra i cittadini e le istituzioni europee, dei dettagli nei quali si perdono i processi burocratici.

Non è facile però fare passi avanti, perché come dimostra l’esperienza americana i processi di integrazione democratici richiedono tempo e talvolta anche duri scontri. Basta ricordare che nel 1841-1842 gli Stati del Nord si rifiutarono di aiutare 9 Stati del Sud e dell’Ovest che dovettero dichiarare bancarotta o ripudiare il debito, provocando una grave crisi e tensioni che si sono protratte fino alla guerra civile.

C’è bisogno innanzitutto di fiducia, tra i paesi europei e tra i loro cittadini. Il danno principale della crisi economica e finanziaria è lo sbriciolamento del patto fiduciario che era stato creato nel dopoguerra intorno al progetto europeo. Solo l’uscita dalla crisi, con la ripresa della crescita economica e dell’occupazione, potrà convincere chi ha sofferto maggiormente che lo sforzo di aggiustamento valeva veramente la pena e che l’Europa è stata di aiuto e non una costrizione. Le inchieste d’opinione mostrano che la fiducia nelle istituzioni europee è strettamente correlata con la situazione economica. I recenti miglioramenti del clima di fiducia in Irlanda, non solo nella propria economia ma anche nei confronti dell’Unione europea, lo confermano.

Il recupero della fiducia sarà comunque un processo lungo perché questa crisi è profonda e nasce dalla difficoltà dei paesi avanzati di integrarsi nell’economia globale. Aspettate passivamente l’uscita dalla crisi è tuttavia rischioso perché lascia spazio a chi cerca di colpevolizzare il mondo esterno, a cominciare dall’Europa, per le difficoltà che attraversano le società avanzate, spingendole a chiudersi ulteriormente. C’è bisogno di nuove iniziative, non solo per accelerare l’uscita dalla crisi ma anche per ridare fiducia ai cittadini europei sul fatto che la soluzione dei loro problemi passa attraverso una maggiore integrazione e una condivisione delle scelte strategiche per l’intero continente.