UN1KO, ARRIVA FRANCESCA NUNZI E LA SUA CARRELLATA DI… (BUONE) DONNE FAMOSE

UN1KO, ARRIVA FRANCESCA NUNZI E LA SUA CARRELLATA DI… (BUONE) DONNE FAMOSE

Quante volte la sera, prima di andare a letto, facendo l’analisi della propria giornata, si sarà sentita la padrona di casa stanca, affranta, dopo aver lavorato, cucinato, spolverato, portato i figli a scuola, fatto la lavatrice, stirato e magari andata in palestra per mantenersi in forma per il marito, gridare: “Ma chi me lo fa fare? Ma non era meglio che facevo la mignotta?”

Ecco –proprio come ci ha detto la stessa autrice nell’intervista che riportiamo a margine- da questo concetto, comune a tantissime donne, è partita l’idea per questa testo che ha voluto mettere in evidenza una contraddizione della nostra società…

Sono tante le donne normali che almeno una volta nella vita hanno detto o hanno pensato di trasformarsi in una mantenuta, mentre sono tante quelle che pur essendolo, stanno cercando –in tanti casi riuscendovi- di elevarsi a rango di donne di gran classe: politiche, stiliste, giornaliste, e via dicendo.

“Un gioco ironico per una riflessione amara sulle ambizioni femminili”, questo è quanto Francesca Nunzi e Bernardino Iacovone, i due autori, hanno voluto dire con questo spettacolo dal titolo provocatorio ‘Volevo fare la mignotta’, che sarà portato in scena venerdì 4 marzo e, in replica il giorno successivo, al teatro Un1co di Lavinio mare.

franc. nunzi Francesca Nunzi

Un viaggio ironico e musicale (musica di Iacopo Fiastri, suonate dal vivo dal Maestro Fabio Dolci), che partendo dalle considerazioni di una donna affaticata dalla vita di tutti i giorni, si confronterà con alcuni modelli del passato.

Tutte donne famose che in qualche modo hanno fatto la storia, loro malgrado, partendo dalla prima: Eva per passare a Elena di Troia, Beatrice, Lucrezia Borgia, la monaca di Monza e la Gioconda, tutte interpretate dall’estrosa e poliedrica Francesca Nunzi; donne che forse avrebbero voluto continuare ad essere solo delle cortigiane, anche divertendosi un ‘poco’, ma che per un disegno superiore (divino, storico, politico) si sono ritrovate a cambiare le sorti del mondo.

Da brillante ‘one woman show’ com’è Francesca Nunzi sfoggia tutto il suo bagaglio poliedrico ed interpreta a modo suo questa carrellata di donne, dandole ad ognuna una commisurazione personale e dialettale, come nel caso della regina Cleopatra, immaginata come la figlia di una donna di servizio di Pozzuoli emigrata in Egitto e casualmente arrivata al trono.

Una carrellata di personaggi in cui può mettere in evidenza tutte le sue dote recitative, ma anche musicali (tra l’altro le parole delle canzoni dello spettacolo sono sue), quest’ultima, un’altra sua grande passione nella quale da sempre eccelle.

Uscita dalla scuola di Gigi Proietti, la Nunzi –dopo una serie di pellicole,  dove ha avuto modo di lavorare con registi come Verdone, Vanzina, De Sica, Brizzi, Pompucci e Tinto Brass,  ha collezionato molte apparizioni in Tv (‘Don Matteo’, ‘Il bello delle donne’, ‘Il maresciallo Rocca 5’) per poi dedicarsi al teatro.

Anche Francesca Nunzi, come tutti gli altri attori che l’hanno preceduta ad Un1co,  ha accettato di buon grado, una nostra intervista.

Signora Nunzi, cos’è e come è nato, nello specifico, questo spettacolo di cui lei è anche autrice?

“Ho voluto fare un percorso al contrario di come è la normalità della nostra società. Oggigiorno nella maggior parte delle professioni, pur di arrivare, ci si concede… ecco io ho pensato una cosa al contrario, magari queste donne famose del passato, al contrario di tante donne di oggi, sono diventate famose non perché erano mignotte di ‘testa’ e vedendo le spettacolo si capisce il concetto, ma perché erano delle donne generose che magari si divertivano, ma che un disegno superiore, un destino particolare, le ha rese famose, mentre loro volevano semplicemente continuare a fare quella professione lì. Al contrario di quello che succede adesso. Mi divertiva questa cosa di stravolgere un po’ la realtà… mi  faceva ridere questa cosa che tante donne dicono scherzando tutti i giorni, quando arrivano a fine serata distrutte. Le donne normali, quelle che faticano fuori e dentro casa, che prima di andare a letto facendo il riassunto della giornata dicono la famosa frate: ma non era meglio che facevo la mignotta? Visto che avrebbero anche molte agevolazioni dal punto di vista economico. Da questa frase che ho sentito dire, per scherzo, tante volte in famiglia, tra le mie amiche, mi ha intrigato a tal punto che da lì è partito tutto il gioco”

Tra le donne a cui ha dato il volto nello spettacolo, qual è quella che sente più vicina, in cui lei si personifica di più?

“In nessuna. L’unica in cui esce la Francesca Nunzi è il monologo, quello che apre lo spettacolo… una specie di prologo fatto da me, per illustrare la visione che ho della donna normale, tra virgolette, quella che nella realtà sono io, come tante altre donne amiche, colleghe me familiari che conosco. Quella è l’unica che mi rassomiglia”.

Quindi lei non volevi essere una regina?

“No, niente di tutto questo. Con le donne famose ci ho solo scherzato…”

Lei, come tanti altri validi artisti, proviene dalla scuola di Gigi Proietti. Cosa le ha lasciato dentro questa esperienza?

“Tutto. Tutto quello che faccio. Devo dire che poi, iniziando con un personaggio così è davvero difficile mantenere un certo livello, nel senso che non sono mai stata diretta da uno come lui. Purtroppo, in tutto quello che è venuto dopo, ho sempre faticato un po’ ad accettare certi schemi. Essendo anche regista, ho sempre tanto da ridire… Diciamo che mi ha lasciato la presunzione, la consapevolezza di saperne un po’ più di tanti altri…”

volevo fare la mignotta locandina La locandina dello spettacolo

 

Passiamo alle esperienze cinematografiche. Oggi, Francesca Nunzi, come giudica certe scelte dei suoi primi film?

“Non la giudico. Fanno parte di un percorso, di un’età… non mi critico”

Prospettive per il futuro?

“Il 15 marzo su Canale 5 sarà trasmessa una fiction in otto puntate ’Non è stato mio figlio’, che ho girato questo inverno con Stefania Sandrelli e Gabriel Garko… poi vedremo. Per il momento non c’è nient’altro in vista”

Quindi una Francesca Nunzi tutta dedicata al teatro?

“No, sono dedicata a tutto… bisogna vedere quello che ti propongono. Se vale”

L’ultima domanda, quella che ho fatto sempre alla fine delle mie interviste, con tutti i colleghi che l’hanno preceduta sul palco di Un1co. Perché venerdì prossimo, e nel suo caso anche sabato, uno spettatore dovrebbe abbandonare casa sua ed uscire per andare a vedere Francesca Nunzi a teatro?

“Scherzando, possiamo dire: Perché gli può venire un’dea per il futuro. Non si sa mai… una donna può avere un’illuminazione, mentre gli uomini che ne sai, si possono mettere d’accordo con la moglie? A parte gli scherzi, devono venire perché si ride tanto, è uno spettacolo davvero carino e ci si diverte un mondo”.

L’appuntamento per i due spettacoli di Francesca Nunzi sono venerdi 4 marzo (Tutto esaurito) e sabato 5 marzo alle ore 21.00 al Teatro Un1ko di Via del Sole, 4 a Lavinio mare; come al solito, dopo i due spettacoli, ci sarà il ricco buffet offerto dallo sponsor delle serate ‘Ristorante Sain Tropez’.

 

Maurizio D’Eramo

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