Un sogno d’arte chiamato Shingle22j diventato realtà

Un sogno d’arte chiamato Shingle22j diventato realtà

Dalla prima mostra collettiva nata e ideata nel 2007 ad oggi, Shingle22J La Biennale d’Arte Contemporanea di Anzio e Nettuno (http://www.shingle22j.com/) ne ha fatta di strada: in questi dieci anni è cresciuta di Biennale in Biennale attirando artisti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo e ha ottenuto importanti riconoscimenti come quello “Buone Pratiche Culturali” ricevuto dalla Regione Lazio. Ideatore e curatore della manifestazione è Andrea Mingiacchi, artista, professore d’arte e consigliere comunale dal 2013, che con passione e grande determinazione ha creduto in questo sogno: realizzare una Biennale d’arte nella sua città natale – Anzio – e nel limitrofo comune di Nettuno, valorizzando l’arte del territorio e allo stesso tempo contribuendo a far diventare le due città della provincia di Roma un importante luogo di scambio e confronto artistico. Tutto ciò grazie anche alla collaborazione dell’Associazione culturale 00042.

Andrea Mingiacchi, direttore artistico Shilngle22J

Oggi Shingle22j – che prende il nome dall’operazione degli Americani che nel ’44 sbarcarono ad Anzio – è arrivata alla sesta edizione che prenderà il via dal 9 al 24 settembre con un ricco calendario: la sezione concorso “Quale futuro” con l’esposizione delle opere di ben 32 artisti provenienti da tutto il mondo e selezionati da una giuria di esperti; la sezione “Ospiti d’onore” alla quale parteciperà il fotografo Giovanni Troilo con la mostra fotografica “La Villa Noire” allestita a Villa Corsini Sarsina (dal 12 al 22 settembre), e la sezione “Poesia” con una serie di eventi e performance artistiche al Parco Archeologico di Anzio (dal 16 al 24 settembre). A meno di una settimana dall’inaugurazione della Biennale, il direttore artistico Mingiacchi ci racconta questa sesta edizione, facendo anche un bilancio complessivo di questi anni segnati da soddisfazioni ma anche difficoltà. “L’orgoglio più grande – ci dice –  è quello di aver reso la Biennale un evento sempre più internazionale, dimostrando come l’arte rappresenti anche un ponte e una forma di dialogo tra culture e mondi spesso lontani e diversi”.

Quest’anno la sesta edizione di Shingle 22J si interroga sul futuro di domani. Cosa vi ha spinto a scegliere questo tema? Che futuro immagina Lei da artista?

Shingle22j ha come obiettivo quello di affrontare, di volta in volta, delle tematiche sentite non solo nel mondo dell’arte, ma soprattutto nel sociale, quindi, dopo una serie di proposte e di discussioni sul tema da portare avanti per la VI edizione, quella sensazione dominante delle incertezze e della precarietà del presente ha prevalso e ci ha spinto verso questo quesito sul Futuro. Per quanto riguarda la domanda, come immagino il Futuro, sicuramente un gran bel Futuro! La cosa importante è saper cogliere bellezza ed elementi positivi già nel nostro presente.

Quali sono le novità di questa edizione 2017?

Quest’anno abbiamo alzato a 3.000 euro il primo premio e a 1.500 il secondo, più una mostra premio e un rimborso di 250 euro per il terzo classificato; inoltre consegneremo ben quattro menzioni speciali: Nerone, Antonio da Sangallo, Capodanzio e 00042. Tutto questo per premiare la fiducia sempre crescente che gli artisti stanno avendo per la nostra manifestazione e soprattutto per dare stimolo alla partecipazione di giovani artisti. In più, per questa edizione, abbiamo scelto una giuria prestigiosa, composta da: Leonardo Carrano, Enrico Ghezzi, Flavia Mastrella, Luca Raffaelli e Antonio Rezza. Altro fiore all’occhiello di questa edizione è la Sezione l’ospite d’onore che vedrà l’esposizione della ‘Ville Noire’ di Giovanni Troilo, fotografo di fama internazionale vincitore del World Press Photo, e la rinnovata collaborazione con Fusibillia, per una serie di performance che uniscono la musica con la poesia.

La Biennale sta diventando ormai un appuntamento importante e fisso nell’agenda degli artisti di tutto il mondo. Da New York a Beirut, da Cipro a Teharan, e poi tanta Italia. Orgoglioso del fermento culturale e creativo che muove la manifestazione?

Foto archivio

Non sono avvezzo a vantarmi per le cose che faccio, però lei afferma una grande verità! Sono molto soddisfatto di tutta quest’attenzione che stiamo suscitando nel mondo dell’arte, essendoci noi posti come strumento e stimolo per artisti giovani e meno giovani d’Italia e del mondo. La cosa che maggiormente m’inorgoglisce è il fatto di rendere le nostre città di Anzio e Nettuno un centro d’interesse culturale mondiale. Credo, come ho sempre sostenuto nel contesto politico, che il nostro territorio deve esprimere maggiori iniziative che vadano in questo senso, e sapere valorizzare quelle poche che ci sono.

L’arte può davvero essere un ponte di dialogo e di riflessione in un mondo che, invece, appare sempre più diviso e in conflitto?

Risponderei con le parole di James Hillman nel suo testo Politica della bellezza: “Non è stata forse l’estetica ad abbattere il muro di Berlino e ad la Cina? Non il comunismo e i gadget dell’occidente come ci viene raccontato, ma la musica, il colore, la moda, le scarpe, le stoffe, i film, il ballo, le parole delle canzoni, la forma delle automobili. Pertanto la risposta estetica, diventa azione politica è azione politica”.

Quindi l’arte può diventare un modo per fare azione politica? In che modo?

Certamente. La valorizzazione della bellezza del proprio  territorio è la politica più  nobile con la P maiuscola. Tutti i diversi  progetti che ho portato avanti fino ad oggi si sono sempre  ispirati a questo principio, ancor prima  della mia esperienza da consigliere  comunale iniziata  nel 2013 ad Anzio.

La Biennale d’arte rappresenta una bella scommessa in cui Lei ha sempre creduto. Com’è nata l’idea di realizzare sul territorio un evento di questa portata? 

La Biennale nasce in un momento in cui ad Anzio vi era un grande fermento artistico, e da molte parti ho ricevuto stimoli a realizzare qualcosa d’importante per l’arte del territorio. Da una prima mostra collettiva nel 2007, mi sono poi spinto, di stimolo in stimolo, di amicizia in amicizia, di cercare di realizzare qualcosa di più grande. Di certo, il lavoro costante, insieme alla grande fatica, non ha mai smesso di accompagnare questo sogno e quello di tanti collaboratori che con costanza s’impegnano in questo progetto; e la soddisfazione a ogni edizione ci ha sempre premiato.

Se dovesse fare un bilancio di questi anni? 

I Cataloghi della Biennale

Sono e siamo molto contenti dei risultati ottenuti fino ad oggi, ma di certo non soddisfatti nel dover purtroppo contenere la crescita della manifestazione a causa di diversi fattori. Il primo fra tutti è sicuramente quello dei luoghi espositivi, in quanto le nostre città non sono adeguate e adeguatamente gestite per l’accoglienza di un’offerta culturale di respiro internazionale. Altro fattore è la difficoltà a farci capire dagli enti per l’enorme lavoro che facciamo per più di diciotto mesi necessari alla realizzazione di ogni edizione, che coinvolge ben due specialisti nel campo della grafica, due negli ambiti informatico- web e tre specializzati in storia dell’arte contemporanea, tanti altri collaboratori e in ultimo il sottoscritto. In questa edizione ci stiamo rendendo conto di essere cresciuti moltissimo e di avere un peso e un’immagine ben definita anche nel nostro territorio. Ci auguriamo di suscitare sempre di più maggiori attenzioni dagli enti locali e regionali per un impegno di grande professionalità, con il fine esclusivo della valorizzazione delle città di Anzio e Nettuno.

Prospettive future?

Siamo già a lavoro nel pensare alla prossima edizione, e se si creeranno presupposti migliori, ripartiremo molto presto. Intanto ci auguriamo di veder fiorire sul territorio molte altre iniziative culturali che s’ispirano alla nostra idea di città. Un ringraziamento all’Associazione Culturale 00042 per l’organizzazione, ai curatori di sezione e tutto il comitato organizzativo, a tutti gli sponsor, al Comune di Anzio per aver offerto il catalogo, e al Comune di Nettuno per le locandine e i manifesti, nonché ringrazio entrambi per la concessione degli spazi espositivi.