TEATRO DI ‘CLASSE’ AD UN1KO… ARRIVA LA SCUCCIMARRA

TEATRO DI ‘CLASSE’ AD UN1KO… ARRIVA LA SCUCCIMARRA

Terzo spettacolo in programma al Teatro Un1ko di Lavinio; stavolta in scena ci sarà, per la prima volta nei nostri Lidi, uno dei ‘mostri’ sacri del teatro ironico italiano, Grazia Scuccimarra.

Nata come aspirante giornalista (a 17 anni era già corrispondente per la sua regione del ‘Corriere della sera’) e come cantautrice, fu proprio durante un’esibizione al ‘mitico’ Folkstudio (celebre sala romana, fucina di tanti talentuosi artisti come Venditti, De Gregori, Bisignano), che ottenne tanti di quegli apprezzamenti che lo stesso signor Cesaroni, ‘patron’ del locale, la convinse a fare il salto di qualità, puntando con le sue innate doti, direttamente al cabaret. Fu una scelta giusta e nel giro di pochi anni per la Scuccimarra si aprirono le porte dei più importanti teatri italiani, iniziando nel 1979 la serie dei suoi spettacoli con ‘Successi’, un’ironica opera sulla mania di successo nel mondo dello spettacolo di quegli anni.

La notorietà arrivò nel 1983 con la spassosissima e ormai diventato un vero ‘cult’: ‘Noi, le ragazze degli anni ’60’, uno spaccato -nel solito modo ironico che contraddistingue tutta l’opera della Scuccimarra- della società del ‘mitici anni sessanta’, visto con gli occhi di un’adolescente di allora… un grande successo sia di pubblico che di critica, che la portò ad essere annoverata tra le ‘grandi’ del teatro comico italiano.

Dopo una parentesi politica (1990-95), come consigliera al Comune di Teramo, nelle file della lista civica ‘Civica, Laica e verde’ con Pannella e l’altro cantautore Ivan Graziani, ci fu il ritorno, alla grande, al teatro, con altri successi tutti legati da un tema comune, dire cose importanti usando due mezzi,  la pungente ironia, soprattutto parlando di se stessa, e l’allegria che a volte si fa malinconica ed amara.

A questi successi teatrali, sono legati anche una serie di Premi che la Scuccimarro ha raccolto in questi 38 anni di carriere, tra cui ricordiamo nel 1987 un ‘Nettuno d’oro’  per ‘le sue doti artistiche e il contributo apportato all’arte’; nel 1988 ‘Una vita per il Teatro’ aTaormina e il prestigioso ‘Premio della Società Dante Alighieri per la Cultura del 2005.

A Lavinio proporrà ‘Sono una donna laceroconfusa’, una ‘larga’ (come ama dire la stessa attrice)rivisitazione del testo già portato in scena nel 2003.

Si tratta di uno spettacolo in cui, partendo dalla voglia dell’artista di ripercorrere i suoi trentotto anni di carriera, la Scuccimarra avverte il bisogno di fermarsi e di fare un pò di conti. Stavolta, a confronto di tanti spettacoli già portati in scena o di tanti temi trattati sempre in modo satirico, pungente, diretto ed ironico, Grazia Scuccimarra vuole trattare e soffermarsi sugli avvenimenti che via via hanno segnato la nostra società: quasi un teatro-cronaca, ma con l’intento di curiosare, divertendosi a coglierne i paradossi. Di qui l’esigenza di guardare, con gli occhi di oggi, alla lunga strada già fatta, per darsi torto o ragione e per verificare con quale e quanto anticipo, lei abbia segnalato i fenomeni di costume e le variazioni nei rapporti sociali, sentimentali, professionali, politici.

Come al solito abbiamo avuto modo di intrattenerci con l’artista e parlare un pò con lei, sia dello spettacolo che della sua carriera.

Prima di parlare dello spettacolo di venerdì prossimo, vorrei soffermarmi al suo inizio carriera. Lei ha cominciato come cantautrice al Folkstudio. Rimpiange il fatto di non aver continuato per quella strada o adesso, dopo tanti anni, pensa di aver fatto bene a passare al teatro?

“Assolutamente no. Quello era un teatro ‘tampone’, dove si faceva non solo musica, e quantomeno canzoni di un certo tipo, di un certo stampo, che potevano andare d’accordo con il teatro. Quel luogo era un luogo ‘sacro’, dove la gente stava in silenzio assoluto ad ascoltare, mentre durante le mie esibizioni io mi dilettavo a parlare anche con chi mi accompagnava, e vedevo che la gente, si divertiva, rideva perché interpretavo diversamente queste canzoni. Fu proprio durante un intervallo che Cesaroni venne in camerino e mi disse perché non prendevo in considerazione il fatto di fare teatro, perché no anche continuando a fare musica e il miei primi spettacoli contenevano tanta musica”.

Sempre tornando a quell’inizio di carriera, vorrei soffermarmi un attimo al suo primo spettacolo, quel ‘Successo’ con cui debutto 38 anni fa… Secondo lei, quanto è cambiata la ‘mania’ di successo nel mondo dello spettacolo in tutti questi anni?

“Si è esasperata, non c’è paragone. Prima c’erano dei ‘paletti’ che non venivano normalmente superati. Adesso no, non c’è limite. Se una persona vuol raggiungere il successo, cerca di ottenerlo in mille maniere e mille modi”

I suoi spettacoli si basano sempre sull’ironia. Com’è cambiato lo spettacolo ironico in questi 38 anni?

“E’ andata scemando sempre più. Il periodo d’oro, culminante della satira sono stati gli ultimi anni settanta, tutto il decennio degli anni ottanta per finire con i primi del decennio dopo…  poi si è andati indietro. La satira, l’ironia, quella pura e autentica non c’è più… adesso c’è solo il beffeggiamento, anche perché tanti attori, anche bravi, bravissimi, hanno a disposizione sempre pochi minuti per metterla in pratica, si consuma tutto troppo velocemente, non c’è più la riflessione che era il senso della satira… è diventato tutto più superficiale. E poi oggi la satira ha molto meno funzione di un tempo… oggi tutti sanno tutto ed è tutto sotto la luce del sole, mentre prima l’ironia e la satira avevano la funzione di svelare qualcosa che la massa non conosceva” 

Tanti la ricordano, o l’hanno conosciuta grazie a quello spettacolo cult del 1983 ‘Noi, le ragazze degli anni sessanta’. Ma per lei è il meglio che ha scritto o pensa che ce ne siano altri migliori, che forse il pubblico non ha saputo recepire.

“Devo dire che sono un’artista fortunata perché sono riuscita a mantenere, durante questi  quarant’anni, , un livello sempre buonissimo dei miei spettacolo. Ovviamente certi spettacoli, come quello, sono più ricordati per caratteristiche intrinseche… ad esempio ‘’Noi, le ragazze degli anni sessanta’, stigmatizzano un periodo rimasto nella storia della nostra vita. Ancora adesso, se ci giriamo intorno, vediamo che tanta moda di oggi, fa riferimento a quegli anni, ma non solo, anche tanta musica, tanta cultura. Anche disastri, purtroppo, come certe ‘politiche’ fatte allora dai nostri amministratori. Quindi un successo che è venuto proprio per come era stato ideato e predisposto quello spettacolo”

Per concludere, la solita domanda finale che faccio un po’ a tutti: Perchè il pubblico, anche tenendo conto dei primi freddi di stagione, dovrebbe uscire di casa sabato sera e venire al teatro Un1ko a vedere la Scoccimarra?

“Me lo chiedo anch’io… lo può anche scrivere, sono la prima a dire che io non uscirei masi di casa, con il freddo, per andare a vedere uno spettacolo”

E su questa battuta, dove c’è tutta la sua ironia, ci congediamo da Maria Grazia Scuccimarra, riproponendo il solito invito ai nostri lettori: Tutti a teatro! venerdì 24 novembre ore 21:00 al Teatro Un1ko di Lavinio mare (Viale del Sole, 4)

Ricordiamo che il biglietto d’ingresso costa 16 euro e prevede il buffet finale offerto dalla Pizzeria-Bisteccheria ‘La Regina’(Viale Dante, 9), così come, sempre a fine spettacolo, ci sarà l’estrazione di un biglietto che vincerà una cena per due persone offerto di volta in volta da uno degli sponsor della rassegna teatrale (Ristorante Los Hermanos, I Kalloncini, Ristorante Saint Tropez, L’Antico Grottino, Pinseria Retro, l’Agriturismo Valle Maggio).

Per info:  348 052 4676  –  347 664 4361    –  info@crazyschool.it

Maurizio D’Eramo

 

 

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