SETTE GIORNI AD ANZIO -CRONACA, POLITICA, ATTUALITA’ (Digest dall’8 al 14 gennaio 2019)

SETTE GIORNI AD ANZIO -CRONACA, POLITICA, ATTUALITA’ (Digest dall’8 al 14 gennaio 2019)

9 GENNAIO – La giunta comunale ha deliberato l’installazione di 16 colonnine di ricarica per i veicoli elettrici,  sull’intero territorio comunale. Grazie ad un accordo sottoscritto con Enel X Mobility, l’installazione e la manutenzione delle stesse, sarà a costo zero per il Comune.

Unico compito dell’Amministrazione indicare i luoghi in cui posizionare le 16 postazioni. “Questa è un operazione importante per la nostra Città” -ha speigato GianLuca Mazzi, assessore alle Politiche del Territorio, subito dopo la delibera- “siamo tra i primi comuni nella provincia di Roma ad installare colonnine per la ricarica di auto elettriche, a dimostrazione del fatto che si sta lavorando e bene nel rispetto dell’ambiente e di una mobilità sostenibile con lo sguardo che volge al futuro ed all utilizzo di nuove tecnologie. Nei prossimi mesi saranno installate su tutto il territorio così come deliberato nella deliberazione 153 del 28.12.2018 nelle quali con il Sindaco e la giunta abbiamo condiviso dove posizionarle“.

10 GENNAIO – Finalmente è arrivato il parere positivo della  Sovrintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone, Latina e Rieti al prolungamento di via Vesuvio e al suo raccordo con via della Cogna, che consentirà di superare ai disagi causati dalla chiusura del Casello 45, per la realizzazione del sottopasso ferroviario, sulla strada provinciale Nettunense, che coinvolge ben 4 comuni (Aprilia, Anzio, Nettuno e Lanuvio).

L’atto, atteso da quasi due anni dai residenti, che sono praticamente prigionieri del loro quartiere, costretti a fare 13 km in più per recarsi ad Aprilia, consente ora alla Regione Lazio e a RFI di procedere con i lavori per la realizzazione della nuova strada.

11 GENNAIO – Mentre si sta preparando il Consiglio Regionale al cui o.d.g. c’è proprio l’inadempienza degli obblighi della Capo d’Anzio spa, quest’oggi si è riunita l’Assemblea dei soci, nella quale sono state definiti gli ulteriori adempimenti da apportare alla documentazione di gara, da inviare all’ANAC, al fine di pubblicare il Bando entro fine mese. Questo l’obiettivo del Comune di Anzio e di Marinedì che hanno l’obiettivo comune di veder pubblicata la gara.

E’ stata rinviata ad un’assemblea ad hoc, la nomina del Presidente della società stessa.

11 GENNAIO – Questa mattina  gli operai sono al lavoro per realizzare il nuovo asfalto a diverse vie del Quartiere Europa di Anzio, dopo che nelle passate settimane l’assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Ranucci ne aveva annunciato la realizzazione “per migliorare la qualità della vita dei residenti, molti dei quali anziani, che hanno difficoltà a muoversi con l’asfalto in condizioni pessime”.

12 GENNAIOSecondo quanto riportato dal quotidiano ‘Il Messaggero’, “Il tribunale del riesame di Roma ha respinto il ricorso con il quale il primo cittadino di Anzio Candido De Angelis, prima di Natale, aveva chiesto il dissequestro dei beni e dei conti correnti per un milione di euro

Benchè il pronunciamento del Tribunale si stato disposto il 28 dicembre scorso, se ne è avuto conoscenza solo oggi. “Al momento non si conoscono le motivazioni che hanno portato a respingere la richiesta di dissequestro dei beni dei conti correnti”.

13 GENNAIO – Domenica 13 gennaio il Comitato per la Difesa della Vignarola è sceso in piazza a tutela dell’area verde di fronte a Tor Caldara denominata “Vignarola”. L’impegno del Comitato è nato dal 2015, da quando una delibera di giunta approvò una variante del piano regolatore che avrebbe permesso di costruire all’interno di quell’area, anziché ai margini, compromettendone per sempre la sua integrità. Come è riportato dal Comunicato del Comitato stesso “Innumerevoli i fronti di contrapposizione a questa scelta scellerata, da quelli politici a quelli legali. Siamo in attesa dell’esito di un ricorso al TAR per vizio procedurale ma, al di là delle questioni burocratiche, chiediamo al Sindaco di Anzio di prendere una posizione decisa e di ritirare la delibera di giunta n.110 del 18/11/2015” 

La decisione di far ‘risentire’ la propria voce, è nata anche dal fatto che proprio ultimamente, il T.A.R. ha accolto il ricorso della proprietà ‘Puccini’  contro il Comune, imponendo a quest’ultimo di prendere una posizione chiara sulla questione. In parole semplici, il Comune entro 3 mesi deve decidere se portare a termine l’iter procedurale avviato tre anni orsono approvando, con semplice delibera di giunta, il Piano Urbanistico Attuativo assistito da Convenzione, con il quale si potrà costruire su tutta l’area, oppure non approvarlo, salvaguardando l’ultima risorsa naturale e paesaggistica della città.

Ricordiamo che nel Piano urbanistico approvato nel 2005, oggi in ore, il Comune ha accolto l’osservazione della proprietà Puccini consentendo di edificare circa 63.000 mq, pari a oltre 200.000 mc, su un unico terreno a ridosso di un’area già urbanizzata, precisamente all’altezza della chiesa San Francesco, e  destinando il resto dell’area (circa 70 ha) a verde pubblico. Nel dicembre 2015 l’Amministrazione Bruschini con una delibera di giunta ha adottato -come riporta il Comunicato- “in modo per noi illecito“, un Piano Urbanistico Attuativo che consente di ‘spacchettare’ la cubatura consentita dando la possibilità di costruire in più punti dell’intera area e compromettendo in tal modo “l’ampliamento del parco Regionale di Tor Caldara impedendo di fatto la fruizione del verde pubblico che, in tal modo, finirebbe per essere asservito alle proprietà private“.

Il Comitato e le associazioni che appoggiano la sua lotta nella questione ‘Vignarola’, ricordano che l’attuale Sindaco nella sua recente campagna elettorale aveva garantito che. qualora avesse vinto le elezioni, “mai avrebbe permesso lo scempio dell’area in questione, pertanto la città si aspetta da parte dell’amministrazione anziate un parere sfavorevole alla variante di piano”.

14 GENNAIO – E’ stata chiamata già la ‘svolta epocale’, quella decisa dal nuovo Direttore Sanitario dell’Ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno, Ciriaco Consolante, che prevede il raddoppio delle prestazioni chirurgiche, interventi sulla struttura e una gestione dei posti letto che saranno raddoppiati  rispetto al momento, in modo da dare  un po’ di respiro al Pronto soccorso. La nota di Consolante, informa che sono “stati stanziati dei fondi per intervenire con migliorie concrete sulla struttura e, soprattutto, grazie ad una sapiente riorganizzazione interna e con l’impegno massimo del personale medico e infermieristico, sono miglioranti in maniera esponenziale i servizi offerti ai cittadini che ne fanno richiesta. Inoltre si sta realizzando l’Ambiente che dovrà ospitare la nuova Risonanza magnetica di cui l’ospedale sarà dotato in tempi rapidissimi. Ma la vera novità riguarda” –ha continuato Consolante- “la UC chirurgica. Da 21 lunedì il reparto riapre in maniera potenziata. A causa della carenza di personale le attività era state ridotto al minimo storico e adesso è stata impressa una decisa svolta. Basti pensare che da 10 sedute operatorie fino a dicembre l’ospedale è già passata a 24 nel mese di gennaio. Un risultato notevolissimo che, è facile capire, abbatterà le liste di attesa dando una risposta sanitaria decisamente più efficace rispetto al passato e che è destinata a migliorare ancora. Ma non finisce qui. Dopo 12 mesi ha riaperto il reparto di Medicina ordinaria, per sistemare in una situazione più comoda i pazienti in eccesso che accedono dal Pronto soccorso e che necessitano di un’osservazione più lunga”

 

14 GENNAIO – Prima della riunione del Consiglio Regionale dove si dibatterà anche la richiesta della Revoca delle Concessioni Demaniale (n.6586 del 21 settembre 2011)  alla soc. Capo d’Anzio, il Consigliere regionale PD aveva spiegato ai giornalisti presenti: “Dopo sette anni, non vi è traccia del porto che doveva essere realizzato in cinque anni, ma abbiamo ricostruito, atti alla mano, tutte le inadempienze su cui si fonda la richiesta di decadenza della concessione. In particolare, dalle carte è emerso che i termini della concessione risultano completamente disattesi dal concessionario.”

 Valentina Corrado

Alla fine del Consiglio, è  stata direttamente Valentina Corrado, consigliere regionale del M5S, e prima firmataria, a scrivere sul proprio profilo facebook, l’approvazione dell’Ordine del Giorno che “impegna la Giunta a dichiarare la decadenza della concessione demaniale marittima rilasciata alla società Capo D’Anzio, qualora ne sussistano i presupposti, alla fine delle verifiche amministrative per mancata realizzazione delle opere che si era impegnata ad eseguire entro 5 anni dalla sottoscrizione della convenzione. Oltre all’inadempienza degli impegni assunti, negli anni non sono stati versati i canoni di concessione demaniale e alla luce di ciò risultano inspiegabili alcune poste iscritte nel bilancio visto il mancato avvio delle opere stabilite nell’atto di concessione”.

Al post della Corrado, hanno fatto subito eco le note sia di ‘Alternativa per Anzio’, che del ‘Movimento 5 Stelle’ di Anzio, che ribadiscono come finalmente si sia arrivati al superamento dello stallo burocratico e all’istituzione di un tavolo tra la Regione ed il Comune “per analizzare i mancati adempimenti della società Capo d’anzio e la vetustà del progetto, per cui sussistono dubbi sulla corrispondenza dello stesso alle esigenze del territorio, nonché a procedere con l’iscrizione a ruolo dell’agenzia del demanio di tutte le annualità relative ai canoni concessori non versati”.

Con la firma dell’ordine del giorno” -scrive la Pollastrini, consigliere M5S di Anzio- “abbiamo dato concretezza a uno dei punti del nostro programma elettorale che prevedeva proprio queste fasi. Questa non è una vittoria, è l’inizio di un percorso-verità che metterà  finalmente anche l’amministrazione di fronte alle proprie responsabilità. Deve essere garantito l’interesse pubblico del porto, che permetta di tornare a ragionare di dragaggio, di rilancio del comparto pesca e commercio, coinvolgendo se possibile l’Autorità  Portuale”.

Dura anche la presa di posizione di Daniele Ognibene, capogruppo LeU in Consiglio Regionale Lazio “per capire la complessità della situazione che si protrae da anni senza che si sia data concretezza al progetto rischia di vedere fallire delle potenzialità di lavoro e sviluppo dell’indotto della nautica. E’ inconcepibile che ancora si parla di realizzare 480 nuovi posti barca ad Anzio quando ancora siamo a carissimo amico. Sul lavoro e sullo sviluppo economico del comune di Anzio non ci debbono essere partiti presi, ma è giunto il momento di convocare un incontro coinvolgendo la Regione Lazio, la Città Metropolitana, il Comune di Anzio e le società private, per trovare una soluzione e capire chi e dove ha sbagliato, verificando in maniera puntuale il ruolo del socio privato della ‘Capo d’Anzio SpA” prosegue Ognibene. “Prima di tutto bisogna decidere se il progetto iniziale è ancora valido per il territorio, mi sembra un progetto sopra dimensionato alle reali esigenze. Oggi abbiamo fatto un ordine del giorno in consiglio regionale proprio per dare una svolta all’immobilismo”.