CINQUE SECOLI DOPO MARCANTONIO COLONNA TORNA IN LAGUNA

CINQUE SECOLI DOPO MARCANTONIO COLONNA TORNA IN LAGUNA

Alla Regata Storica di Venezia un’imbarcazione di Nettuno riallaccia l’antico legame della città, con quella lagunare – Il gran giorno, alla fine, è arrivato. Dopo mesi di preparazione e di fervida attesa, domenica 7 settembre, l’imbarcazione nettunese ‘Bissona Nettuno’ ha potuto partecipare alla Regata Storica di Venezia, dando modo al Presidente dell’Associazione Voga Veneta Nettuno-Anzio, Nando Taurelli, di rivivere questa indimenticabile esperienza a 23 anni di distanza dalla prima, avvenuta nel settembre del 1991.

Ciò che determinò, in qualche modo, la vicenda umana del Taurelli, era avvenuta pochi mesi prima sulla spiaggia di Nettuno, quando l’allora giovane bagnino dello Stabilimento Sangallo, uscito al largo su un pattino, per un soccorso in mare, venne notato da una anziana signora veneziana che, vedendo il suo modo di remare, che rispecchiava in pieno la tecnica di voga lagunare, gli chiese se per caso fosse Veneziano. Da lì nacque un’amicizia che lo portò, due mesi dopo a Venezia a frequentare, per volontà stessa dell’Assessore al Turismo di Venezia, Gianfranco Pontel, la scuola di perfezionamento e di formazione Diadora di Venezia Lido. Superato a pieni voti il duro esame, grazie anche ai consigli e agli insegnamenti di quello che col tempo diverrà un suo ‘amico fraterno’, Lino Farnea, ai primi di settembre il Taurelli fu ‘autorizzato’ a prendere parte alla ‘Storica’ su una imbarcazione in cui, oltre a lui e a 4 veneziani, riuscì a portare anche il suo vecchio maestro Vincenzo De Franceschi, per gli amici Vik.

Dopo 23 anni il suo sogno si è di nuovo avverato, ed eccolo ancora lì, in laguna.

casteo (il gruppo della remiera Casteo)

 

“Il tutto è nato l’anno scorso” –ci dice lo stesso Taurelli –“quando a Nettuno c’è stata la rievocazione di Marcantonio Colonna… mi sono detto perché non creare qualcosa in comune con gli amici veneziani? Dopotutto  Colonna aveva combattuto nella battaglia di Lepanto ai comandi dell’Ammiraglio Veneziano Sebastiano Venier, la cosa era fattibile… Grazie all’ADS Canottieri Nettuno, ho scelto e formato, tutto da solo, un gruppo di ragazzi, insegnando loro la voga veneta a bordo di un pattino, poi mi sono mosso con gli amici di Venezia. Nonostante i 23 anni trascorsi da quell’esperienza, ho sempre tenuto dei cordiali rapporti con le Autorità veneziane, anzi devo dire che ho più amici in laguna che a Nettuno…  Grazie anche alla grande opera organizzativa di Andrea Cafà, che ha curato tutti gli aspetti organizzativi e mediatici (partendo dal logo, brochure, gagliardetti e quant’altro necessario di questa importante operazione) oltre a una svariata serie di articoli inviati alla stampa locale che hanno permesso di valorizzare tutto il nostro operato, sono partito insieme a lui e a Paolo Pigliucci, per Venezia, dove abbiamo presentato la nostra Associazione agli organizzatori veneziani. Ritornammo entusiasti e da li partirono una serie di conferenze informative dove abbiamo illustrato i nostri progetti. E  alla fine è arrivata la risposta dall’Assessorato e dall’Ufficio Regate, che ci ha invitato a partecipare ai primi di giugno alla Vogalonga. Ci siamo fatti trentadue chilometri, con i ragazzi che non hanno mai mollato un attimo… e finalmente la Regata”.

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Le autorità cittadine hanno in qualche modo aiutato l’impresa?

“No. Già dopo l’esperienza del 1991 parlai con ben sei Amministrazioni diverse, ma nessuno mi ha mai aiutato, ma non mi è interessato, e soprattutto non mi sono dato per vinto. Sono sempre andato avanti da solo, con tanta voglia e passione, dando vita alla prima scuola di voga veneta del Lazio. Anche in vista della ‘Regata 2014’, anche per quello che poteva rappresentare per le nostre cittadine, ho chiesto un aiuto al Comune di Nettuno. Alla fine è arrivato un piccolo finanziamento di 2.000 euro, che quanto meno hanno permesso di sostenere le piccole spese, e ringrazio vivamente per questo l’Assessore al Turismo Verdolino… ma ne avevamo richiesti un po’ di più, solo per permetterci di effettuare questa operazione in un modo più digniotoso… per fortuna sono arrivati i privati che ci hanno aiutato non poco… Al Comune di Anzio, invece, ci hanno quasi riso in faccia… peccato, perchè era un modo di dare lustro al territorio, una vetrina mondiale. C’era la RAI che ha trasmesso la telecronaca in Mondovisione, c’era il Presidente del Senato Grasso, c’erano i pompieri americani dell’11 settembre, c’era il sindaco di New York… e poi per tutto il tragitto del Canal Grande lo speaker della manifestazione ha più volte ricordato, salutandoci, la presenza degli ‘amici arrivati da Nettuno’… insomma credo proprio che sia stata sottovalutata l’importanza che la nostra presenza a Venezia, in uno degli eventi più importanti della penisola, poteva rappresentare per la visibilità del nostro territorio. Ad esempio, e ci tengo a sottolinearlo, venerdi 5 settembre a Ca’ Foscari è stato presentato un libro sulla Regata Storica, realizzato da Giorgio e Maurizio Crovato, due giornalisti della RAI, a cui ha partecipato, in rappresentanza della nostra Associazione Andrea Cafà, che hanno inserito la nostra Associazione nell’elenco di quelle esistenti, evidenziando che è la prima associazione di voga veneta nel Lazio, facendoci dono delle copie firmate di cui orgogliosi ringraziamo. Decisamente un piccolo onore… (vedi foto).

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A questo punto, prima di continuare nell’intervista con il Signor Taurelli, vorremmo spendere due parole, anche per presentarla ai lettori, sulla manifestazione di domenica 7 settembre.

Che cos’è la ‘Storica’? E’ la più importante delle regate veneziane, quella che la prima domenica di settembre di ogni anno, richiama gente da tutto il mondo e non solo per la gara di per sé, che è la cosa che interessa di più al veneziano vero, ma per la particolarità che, col tempo, ha assunto l’intera manifestazione.

Infatti a far da cornice alle quattro gare che si svolgono lungo il Canal Grande (quella dei ‘pupparini’ riservata ai ragazzi; le ‘mascarete’  destinate alle donne; le ‘caorline’, imbarcazioni a 6 remi; ed infine quella dei ‘gondolini’, denominati la formula uno della Laguna), c’è il rituale, unico al mondo, del corteo storico che si snoda lungo il canale più grande e più bello della città, che ricorda quello compiuto, nel 1489, da Caterina Cornero, ultima regina di Cipro, arrivata in laguna per donare (in realtà fu quasi costretta) la sua isola alla Serenissima.

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Ad aprire il corteo storico c’è il ‘Bucintoro’ la magnifica galea di rappresentanza della Serenissima, subito dopo la ‘dogaressa’ la bissona  sulla quale trovano posto il Doge e la regina Caterina, che è seguita in una bellissima ricostruzione storica, da quella della dogaressa e di tutte le  importanti magistrature ducali. A far da contorno, la partecipazione di decine e decine di imbarcazioni tipiche cinquecentesche, tutte riccamente ornate, con gondolieri in costumi, a cui si accodano, poi, le imbarcazioni (anch’esse addobbate sfarzosamente) di tutte le più importanti associazioni remiere.

Ed è proprio in questa parte del corteo che era inserita la partecipazione dell’imbarcazione del gruppo della Voga Veneta di Nettuno-Anzio.

A questo punto, possiamo riprendere il discorso con il Signor Taurelli sul futuro, su ciò che la partecipazione della ‘Bissona Nettuno’ a Venezia, comporterà…

“Abbiamo in programma, dalla primavera prossima, alcuni progetti da realizzare sia a Nettuno che ad Anzio, grazie alla disponibilità e al supporto del mondo veneziano della voga veneta, in primis la Remiera Casteo, che non finirò mai di ringraziare.  Gli amici di Venezia verranno con gondole, Caorline e pupparini,  circa 6-7 barche, che poi ci doneranno, per permetterci di insegnare ai ragazzi della zona, stavolta su imbarcazioni vere, l’arte della voga. Speriamo che stavolta ci verranno in sostegno le Amministrazioni Comunali, in modo da poter inserire queste manifestazioni nelle iniziative di promozioni delle nostre città”.

Lo speriamo davvero, anche perché lo scopo primario dell’Associazione, come ci spiega il suo segretario, Andrea Cafà: “E’ l’ interesse a sviluppare un progetto della cultura del remo e quindi ‘la Voga alla Veneta’ sui nostri territori, attraverso la formazione di giovani, estensione verso il sociale e conferenze eventi con il supporto consolidato dell’organizzazione veneziana”

Poi partono i ringraziamenti a tutti coloro che hanno partecipato direttamente o indirettamente alla ‘trasferta veneziana’, partendo dai cento amici che sono partiti in treno, all’alba, con il gruppo regatante.

Sui ringraziamenti, a cui il signor Taurelli ci tiene tantissimo, vogliamo aggregarci anche noi, sperando di non scordarci nessuno.

Per cui partiamo dai veneziani della Remiera Casteo, per la loro disponibilità e assistenza, partendo dal Presidente Giusto, per poi ricordare Lino Farneo, Dino e Tino e tutti gli associati, poi un ringraziamento ai team dell’Ufficio Regate, Fabrizio D’Oria e Fulvio Pellagatta, e al giovane Giacomo Proto che era alla poppa dell’imbarcazione nettunese.

Poi si passa al gruppo di ‘casa’, e quindi all’Associazione ‘Stella del mare’ che ha messo a disposizione dell’evento i costumi di Marco Antonio Colonna, di sua moglie Felicetta Orsini (interpretati da Simone Massari e Marina Barattoni), dei figuranti e degli armigeri (Gabriella Graziosi, Lorenza Petriconi, Giuseppe Bertellini, Elio De Franceschi), che hanno preso posto sull’imbarcazione.

Imbarcazione comandata dal Taurelli, ma che ha percorso il lungo tragitto previsto (quasi cinque chilometri) dal bacino di San Marco fino ‘al giro del paleto’ per poi tornare indietro fino a Ca’ Foscari, soprattutto grazie all’opera organizzativa e tecnica operata dallo staff  composto da Andrea Cafà, Paolo Pigliucci  e Sandro Pedone, e ai sei vogatori (Cesare Mallone, Alberto e Alessandro Lanna, Ivan Sortino, Domenico Errico e Gabriele Carloni). E parlando dei ragazzi, l’ultimo ringraziamento di Taurelli, va proprio alla loro società, l’ASD Canottieri Nettuno.

Per la cronaca, quella sportiva, la gara più attesa, quella che infiamma gli animi di tutti gli abitanti dei sestieri e delle isole veneziane, ossia quella dei gondolini, ha visto ancora una volta la lotta spalla a spalla, anzi per rimanere in tema, remo a remo tra le due imbarcazioni che da oltre dieci anni si contendono la vittoria finale, stracciando tutti gli avversari. Vale a dire, quella dell’isola di Sant’Erasmo contraddistinta dal colore arancio dei cugini Rudi e Igor Vignotto, e quella verde di Burano di Ivo Redolfi Trezzat e Gianpaolo D’Este.

Stavolta la vittoria ha arriso a quest’ultima coppia (per il D’Este si tratta dell’undicesima bandiera rossa in carriera), che per soli 12 centesimi di secondo – decisamente un’inezia, visto la durata di oltre 36 minuti della gara- hanno prevalso sui rivali di sempre.

Per Andrea Cafà, nella vittoria di ‘Gigante’ D’Este, c’è un pizzico di Nettuno; infatti durante la benedizione dei gondolini, ricevuta da tutte le imbarcazioni il giorno prima della gara, i ragzzi di Nettuno avevano scelto di fare una foto-ricordo proprio col campione di Burano… quando si dice la fatalità.

Maurizio D’Eramo