Romics e mondo cosplay. Intervista a Mariodonato Lombardini

Romics e mondo cosplay. Intervista a Mariodonato Lombardini

INDIANA JONES PROPS & MEMORABILIA

Props e memorabilia su Indiana Jones

Dopo lo straordinario successo dell’ edizione primaverile, il 5 ottobre scorso la nuova fiera di Roma ha ospitato l’appuntamento autunnale del Romics, una delle fiere del fumetto più importanti d’Italia. Il Festival Internazionale del Fumetto, dell’Animazione e dei Games, arrivato ormai alla XVIa edizione, ha infatti registrato un nuovo strepitoso risultato: 150 mila presenze.
La manifestazione, durata quattro giorni consecutivi, ha proposto eventi di ogni tipo per appassionati di tutte le età, in cui si sono susseguite presentazioni editoriali, conferenze, anteprime cinematografiche, laboratori di disegno e colore per i più piccoli e gli attesissimi contest di Karaoke e Cosplay che ogni anno raduna migliaia di ragazzi da tutta Italia. Inoltre, premiazioni e assegnazioni di riconoscimenti importanti quali il Romics d’Oro che quest’anno ha premiato tre delle matite più importanti del panorama fumettistico italiano: i maestri, Lele Vianello, Stefano Babini e Luca Enoch.
Tantissimi gli stand di gadget, delle case editrici, di collezionisti e delle scuole e Accademie che più rappresentano il mondo del fumetto e del videogioco, così come le numerosissime fumetterie, non solo romane, che arrivano in fiera proponendo la formula “vendo, compro, scambio” attirando l’interesse di vecchi e nuovi collezionisti in cerca di rarità come per esempio l’albo n.1 di Dylan Dog edito nel 1986 da Bonelli e arrivato a cifre esorbitanti. Infine, moltissime le associazioni ludiche e fan club italiani, molte delle quali no profit come la Saber Guild di Roma, indescrivibile realtà romana che unisce gioco e divertimento al volontariato che svolge spettacoli di beneficenza negli ospedali della capitale, come ci racconta Luigi Collalti, un giovane volontario dell’associazione, che scopriamo essere del vicino comune di Ardea.
Ma a presentarci meglio l’ambiente ludico del cosplay è Mariodonato Lombardini, un vero e proprio cultore del genere, giovane giornalista di Nettuno e da poco vincitore del primo premio come miglior cosplay maschile al Latina Comics, la prima manifestazione pontina dedicata al fumetto anni ’80, svoltasi nei giorni scorsi in Piazza del Popolo a Latina.

D. Quando e perché ti sei avvicinato al mondo del cosplay?
R. Erano gli anni ’95/’96, frequentavo il IV° o il V° superiore e organizzando una festa in maschera con gli amici di scuola decisi di travestirmi da Milord, il personaggio maschile principale della serie televisiva giapponese di Sailor Moon. In quel periodo venni a conoscenza della fiera di Roma sul fumetto e partecipai al Romics con lo stesso personaggio. Sono un po’ cresciuto col Romics, ci partecipo da vent’anni!

D. Oltre al Romics partecipi ad altre realtà simili? Quali sono e dove si svolgono?
R. Le realtà più importanti a cui ho partecipato sono del centro – sud Italia come il Lucca Comics, la manifestazione più grande che raduna tutti gli esperti e professionisti disegnatori e tutto ciò che ruota intorno al mondo videoludico a 360 gradi, il Comicon a Napoli e il CavaCon a cava de’ Tirreni a Salerno. Ma anche Fumettopoli a Milano è una realtà molto importante e ce ne sono altre in espansione, come quella umbra di Narnia Cosplay.

THE LEGEND OF ZORRO

THE LEGEND OF ZORRO – Mariodonato Lombardini

D. Un cosplayer che si rispetti fabbrica da sé il proprio costume. Come avviene la fase della realizzazione?
R. Il cosplay come lo intendiamo oggi, ricordiamolo, è una realtà per metà statunitense e per metà giapponese, trae le sue origini negli anni Ottanta – Novanta dai gruppi di rievocazione filmica come Guerre Stellari e Star Trek, inizialmente, quindi limitato all’ area anglofona – statunitense, poi i giapponesi ne hanno fatta una vera e propria cultura artistica ed industriale diffondendo personaggi manga che offrono maggior spettro di riproduzione. Nella realizzazione di un cosplay bisogna distinguere tra cos-maker, coloro che fanno solo costumi, che siano corazze o costumi di sartoria e prop-maker, coloro che fanno soltanto accessori ed oggetti vari, che nell’ambiente vengono chiamate Prop, ovvero repliche di oggetti filmici che nella realtà sono stati fatti da scenografi e da artisti. Sono dei veri e propri oggetti artistici, costruiti a mano, ognuno diverso dall’altro e ciò è importantissimo per la tradizione della manifattura italiana perché avviene un recupero di quelle cose che si stanno un po’ perdendo.

D. Il miglior costume che sei riuscito a realizzare?
R. Il miglior costume che ho realizzato è quello di Zorro, del film La Leggenda di Zorro, mi piace l’attore, mi piace il personaggio, ci ho lavorato per circa 8 mesi anche per reperire stoffe e decori, che di solito non trovi in zona e quindi devi andare fuori Roma. Dietro c’è un bell’impegno, ma sempre guidato dalla passione.

D. Per ogni costume che fai, c’è anche uno studio sull’interpretazione?
R. Certo, è la cosa più importante dopo aver costruito il costume. Un bravo cosplayer deve conoscere il proprio personaggio e saperlo interpretare per poterlo proporre.

D. Qual è il personaggio che preferisci interpretare?
R. Indiana Jones, perché è un personaggio che sento molto mio, lui non è un super eroe, se la deve cavare sempre da solo, è uno scienziato ma anche un uomo d’azione, ha questa doppia vita che mi rispecchia, un personaggio dai mille volti che unisce la simpatia, la spavalderia al suo essere sempre un po’ sopra le righe, dal dover passare a fare la lezione ai suoi studenti al combattere contro i nazisti e a ritrovare le sue reliquie in giro per il mondo, è un avventuriero a tutto tondo che rispecchia la mia passione per la storia antica e l’archeologia.

Mariodonato Lombardini

Mariodonato Lombardini

D. Parlaci brevemente di questa edizione autunnale 2014 del Romics a cui hai partecipato interpretando proprio il tuo beniamino, Indiana Jones… impressioni a freddo?
R. Il Romics, da quando è sorto ad oggi, è migliorato in termini di presenze ma peggiorato in termini di qualità, negli ultimi anni in Italia il fenomeno si è molto massificato e ciò ha fatto sì che sia diventato troppo commerciale, i personaggi spesso vengono stravolti e resi poco riconoscibili, anche a causa del crossplay, ovvero la tendenza di trasformare personaggi maschili in femminili e viceversa. Originariamente c’era più rispetto per il personaggio, oggi è tutto spettacolarizzato, troppi personaggi sopravvalutati e non attinenti al mondo cinematografico o fumettistico. Inoltre trovo che ci sia troppa competitività, che stia diventando una sorta di nuova lobby dove ci si vota l’uno con l’altro. Anche l’igiene e l’organizzazione lasciano a desiderare, molti spazi lasciati inutilizzati e le cose più belle tutte agglomerate in un piccolo spazio dove non è facile nemmeno transitare. Intanto i prezzi dei biglietti aumentano anno dopo anno a scapito della qualità dei servizi offerti.

D. Secondo te i comuni di Anzio e Nettuno si presterebbero ad eventi di questo genere?
R. Perché no. Qui vicino a noi abbiamo il Latina Fantasy Group, degli amici molto bravi, che hanno saputo creare qualcosa là dove non c’era nulla, abbinando alla cultura del cosplay e del fumetto anche la cultura parallela del gioco di ruolo. Sempre dell’area pontina c’è anche l’ associazione ludico – culturale, In cerca di Avventura che organizza eventi come quello del Cisterna Fantasy.
Anche Anzio e Nettuno potrebbero dare vita ad una realtà del genere, basterebbe trovare un periodo dell’ anno che sia climaticamente buono, che non sia un weekend già occupato da altre fiere più grandi. Tra le location utilizzabili abbiamo il Forte Sangallo, Villa Borghese o la zona del teatro, se fosse completato, vicino al centro commerciale Le Vele, io lì avevo proposto. Inoltre, si potrebbero coinvolgere le realtà di rievocazione storica, organizzando il tutto nel periodo dello sbarco di modo che chi vuole può presentare un costume storico o sfilare semplicemente.

D. Percepiamo che questo mondo ti affascina non poco. Progetti in vista?
R. Sì certo, quello di creare appunto occasioni per futuri raduni nella zona di Anzio e Nettuno, affinché si sviluppi, anche qui, una cultura del fumetto, del videoludico, del cosplay e del gioco di ruolo. Non bisogna sottovalutare il ritorno turistico, economico e di immagine che un simile evento apporterebbe alle nostre città d’aspirazione fortemente turistica. Inoltre, la creazione di un fan movie su Indiana Jones, insieme ad alcuni amici di Roma, Anzio, Nettuno, Latina e dintorni. Vogliamo creare qualcosa di completamente nuovo e che attraverso questa realizzazione faccia conoscere le realtà storiche, turistiche e museali che abbiamo e che potrebbero essere rivalutate gratuitamente proiettando il film o il trailer in questi festival.

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