QUANDO SI DICE FAR LA DIFFERENZA

QUANDO SI DICE FAR LA DIFFERENZA

Questa estate del 2015 resterà nella memoria collettiva per vari motivi, alcuni lieti altri purtroppo serissimi e tutt’ora in corso. Ma qui ad Anzio abbiamo il nostro bel motivo in più per mettere una sfilza di pallini neri al calendario: la situazione dei rifiuti.

Stiamo assistendo a una sceneggiata sconcertante, con la città ridotta a un palcoscenico in cui si muovono personaggi contrastanti. Vediamo migliaia di persone preparare per benino i propri secchielli colorati e metterli nel giorno giusto fuori del cancello in attesa di un furgoncino sibilante che se li ingoi. Le stesse persone, liete di aver fatto il proprio dovere, se ne vanno poi in giro e scoprono che le strade sono costellate di cumuli di sacchi di plastica. Il colpo è duro, prende allo stomaco e provoca risentimento e rabbia. “Allora sono fesso io a servirmi del porta a porta? Chi si permette di scaricare rifiuti ovunque?” E si scattano fotografie, si telefona e si scrive al comune, si inveisce e si minaccia sui social network e nei bar, qualcuno arriva ad appostarsi per cogliere in flagrante il colpevole e poter diffondere l’atroce foto dell’untore.

E puntuale piove l’illuminata diagnosi dell’assessore preposto all’Ambiente (ma anche alla Salute, all’Igiene, al Verde ecc. ecc.) che sentenzia: “E’ semplice, la zozzeria in giro è causata dagli zozzoni, l’inciviltà dagli incivili, l’evasione dagli evasori, e ci si mettono pure nettunesi e ardeatini che sgusciano nei nostri confini per riempirci della loro immondizia. Metterò telecamere intelligenti che scopriranno il colpevole anche se butta il sacchetto in un altro posto,  chiederò il tesserino sanitario a chi vuole scaricare al centro raccolta e in un baleno scoprirò se costui è residente o villeggiante, se ha pagato o pagherà e, con un po’ di attenzione, se è stato vaccinato oppure no.”

Scenario confortante! la consolazione della tecnologia onnipotente è finalmente qui davanti a noi, a portata di mano. Ricordo le parole estasiate di un anziano collega di lavoro quando gli installarono il primo computer “Accidenti che potenza, basta mettere dentro due o tre dati e questo trik-trik-trik ti tira fuori vita morte e miracoli”, dimenticando che i due-o-tre-dati devi conoscerli e devi saperli strutturare, in poche parole devi SAPERE ciò di cui stai parlando se vuoi che la macchina ti aiuti. In caso contrario “fumata nera” o, se sei bravo a vendere il fumo, un grande effetto e risultati zero. Non sarà mica che alla fine è solo questo che conta?

Purtroppo stiamo vivendo un clamoroso caso di valutazione errata dell’emergenza: si dà la precedenza alle battaglie di principio e si trascura il disagio quotidiano in cui la popolazione è immersa. L’immondizia avanza ma l’assessore si ostina a voler prima stanare gli evasori, eppure l’evidenza dice chiaramente che il peso di quegli “zozzoni, incivili, evasori e confinanti” è minimo rispetto alle migliaia (migliaia!) di residenti temporanei od occasionali che sono semplicemente “spersi” nel mondo del rifiuto anziate.

Chi ha preso una casa in affitto raramente è stato istruito dal proprietario sulle modalità di smaltimento (nel migliore dei casi per dimenticanza, nel peggiore perché lo stesso proprietario non si è mai informato del nuovo sistema di raccolta).  La situazione diventa esplosiva coi soggiornanti del weekend: il rifiuto prodotto è modesto, uno o due sacchetti al massimo. Impensabile lasciare per una settimana i cinque mastellini incustoditi fuori casa per la raccolta porta porta. Magari ci fosse  un posto dove portare bottiglie di plastica, carta, vetro e umido senza aspettare il martedi, il mercoledi e il venerdi! Ma la possibilità non c’è: gli unici due punti aperti al pubblico (via Campana e via Goldoni) sono riservati agli oggetti ingombranti e non accettano il piccolo rifiuto. Per di più fanno un orario incompatibile con i flussi turistici chiudendo i battenti nei pomeriggi festivi, cioè proprio quando il grosso delle persone sale in macchina e torna in città.

Si sale in macchina, si badi bene, con sacchetto al seguito, intenzionati a depositarlo nel posto più rispettoso dell’ambiente, diciamo in un cassonetto del colore giusto…no, non se ne vedono in giro;

allora magari in uno dei cassonetti vecchio tipo che ancora stanno in centro…. Ahi! È lì che stanno appostate le guardie, multe a tappeto, facili come sparare a un animale all’abbeverata…. No, no! Torniamo allora in periferia e proviamo in quella piazza dove una volta c’erano tanti cassonetti… siii, ci sono già altri sacchi, altri hanno avuto la mia stessa idea! logico, sarà più comodo per gli operatori se domattina trovano l’immondizia concentrata qui….oh no! Che succede ora? Perché quelle facce truci? Mi guardano male, mi dicono che non si butta nulla qui, perché nessuno passerà a pulire; quello addirittura mi ha fotografato e mi corre dietro! Aiuto! risalgo in macchina, il sacco me lo porto via…magari lo butto a Roma. Dove una multa non me la leva nessuno per importazione abusiva di zozzume… ops! il sacchetto è caduto inavvertitamente dal finestrino.

Morale: nessuno è così cretino da andare in giro a buttare roba se ha la comodità del ritiro porta a porta, quindi? Quindi siamo in presenza di una grossa fetta di popolazione che ha dei motivi per comportarsi così. Tolti i veri zozzoni, gli evasori e i delinquenti (che però non sono certo la maggioranza) i più sono persone normalissime e civili che semplicemente NON possono usare il porta a porta. Penso a soggiornanti occasionali, affittuari a cui non è stata data informazione, ecc. Molti si comportano come hanno visto fare in altre città pensando che al mattino qualcuno passa a raccogliere le buste in strada altri si regolano a occhio, vedono che c’è un mucchietto e pensano sia un punto di raccolta. Le reazioni dei nostri amministratori finora sono state sempre aggressive e minacciose quando invece sanno benissimo che non hanno armi per contrastare un fenomeno che hanno scatenato proprio loro non attrezzando la città secondo la tipologia che ha, luogo che raddoppia gli abitanti e si gonfia e sgonfia come una fisarmonica nei weekend. Per questo mettere dei punti di raccolta (secchioni colorati) in ogni quartiere non significa abolire la differenziata o il porta a porta ma aiutarli a funzionare.

All’Assessore raccomanderemmo poi di evitare espressioni paternalistiche della serie “le do il mio numero, mi dica la via che faccio pulire“, un assessore di 50.000 abitanti non può gestire le cose come in un villaggio prealpino, qui non si tratta di due o tre casi.  Si capisce che così si costruisce consenso ma si perde anche tanto in dignità.  Le cose invece devono funzionare per tutti e senza interporre l’amicizia, la conoscenza. Quanto ci guadagneremmo tutti se l’Amministrazione adottasse iniziative semplici ed efficaci e perfino RAGIONEVOLI come la proposta riportata dal Granchio e da altri giornali basata sulla dislocazione quartiere per quartiere di batterie di cassonetti (chiamarle Isole ecologiche è più fico ma quello sono) NON controllate da telecamere né da personale (di altre assunzioni clientelari non abbiamo davvero bisogno) e aperte 24 ore. Sì perché la gente sa come differenziare ed è pure contenta di farlo. Tu però, Comune, impegnati a svuotarle tempestivamente, questo sì che è indispensabile.

A combattere gli evasori ci si deve pensare a tempo debito (magari in periodo elettorale, ah ah ah) non in piena emergenza. E prima di fare i duri da quattro soldi diamo a tutti la possibilità concreta di smaltire correttamente, le isolette  non ci costano niente e ci salvano da questo inferno.

Claudio Tondi