PRIMA DI ROMA (Parte Prima)

PRIMA DI ROMA (Parte Prima)

La leggendaria nascita della città di Anzio si perde all’interno della annalistica greca e nella saga dei ‘nostoi’, ossia degli eroi achei di ritorno dalla guerra di Troia, o dei fuggiaschi della città di Ilio. Secondo lo storico greco Xenagora, sarebbe stato Anteo, leggendario figlio di Ulisse e della Maga Circe a fondarla, mentre per Gaio Giulio Solino, la fondazione della città sarebbe avvenuta ad opera di Ascanio, figlio di Enea, fondatore anche di Alba Longa. Comunque sia, la leggenda sembra far sua una vera e propria migrazione, seppur limitata nel numero delle persone, avvenuta in conseguenza della guerra, che costrinse molti a cercare nuovi mercati ove inserire la fiorente manifattura di ceramica, messa in crisi nell’Ellade, a seguito del lungo periodo bellico. Insomma la guerra di Troia è il fatto più eclatante di quel periodo storico, che finisce con l’influenzare un’intera epoca, modificando i canoni letterari (con l’Odissea e l’Iliade), ma anche l’aspetto geografico, con le nuove terre scoperte e colonizzate. Si può parlare, quindi, come ha fatto Domenico Musti, nella ‘Storia di Roma Einaudi’ di un “affidamento dell’elemento reco alla società locale”, che ha portato ad un aumento del livello culturale ed economico della popolazione indigena.

Un contatto, peraltro, che dovette essere vecchio e continuativo nel tempo, se già nel IX secolo a.C., Omero aveva una tale conoscenza delle coste laziali, da inserirle più volte nella sua Odissea. E l’archeologia viene in aiuto a questa tesi, con i molti ritrovamenti risalenti al periodo chiamato Micene IIIB (1300/1200 a.C.), tornati alla luce tra Asturia e Satricum nel 1987, che hanno fatto nascere tra gli studiosi l’ipotesi di un  insediamento miceneo, in questa parte del Lazio. La creazione di queste colonie greche portò, però, anche a spostamenti di altri popoli che abitavano la penisola da centinaia d’anni, come nel caso degli Osci che dalla Campania e dalla Lucania, vennero spinti verso nord, fino ad arrivare in quella zona della Ciociaria, a ridosso del fiume Liri, abitata dai Sanniti, dagli Ernici e dagli Equi.

Il popolo Volsco, che qualcuno ha ribattezzato gli ‘Umbri del sud’, si ritrovò ad un certo punto della sua storia a scendere dalle montagne per dilagare verso la pianura pontina, e nel caso di un gruppo (quello che si stabilirà ad Anzio) verso il mare, tralasciando le abitudini da contadini dediti alla pastorizia, per acquistare una mentalità marinaresca. Il momento preciso di questa ‘calata’ non è riconducibile ad una data precisa, non essendoci nessuna fonte letteraria che ne parli, così come nessuno dei diversi scrittori latini provenienti da questi territori ha mai cercato di scrivere una ‘storia Patria’ per narrare le origini della popolazione Volsca. Gli storici, però, la fanno risalire intorno all’VIII° secolo a.C. Per avere la prima notizia storica su di essi, invece, dobbiamo affidarci alla ‘penna’ di Strabone, che ci indica al VII° secolo, durante il Regno di Tarquinio Prisco, il primo scontro tra romani e Volsci Anziati, quando il quinto re di Roma riconquistò Suessa Pometia, caduta in mano a quest’ultimi. (segue…)

A breve la seconda parte dell’articolo

Maurizio D’Eramo