Presentazione del progetto di digitalizzazione dei manifesti politici e storici dell’Udi – Unione delle donne in Italia

Presentazione del progetto di digitalizzazione dei manifesti politici e storici dell’Udi – Unione delle donne in Italia

Donne Manifeste digitali – Udi: “Nei manifesti storici la storia delle donne che torna nell’attualità”

In occasione del 73esimo anniversario del diritto di voto alle donne e a 40 anni dalla legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, l’Udi ha presentato oggi il progetto di digitalizzazione dei manifesti che raccontano la storia delle donne.

“Si tratta della digitalizzazione dei primi 680 tra manifesti, documenti dei Gruppi di difesa della donna e materiali clandestini di Noi Donne (1944-1945), conservati presso l’Archivio centrale dell’Udi. Un patrimonio storico, politico e culturale che abbiamo voluto digitalizzare per sottrarlo al deterioramento del tempo” ha affermato Vittoria Tola della segreteria nazionale dell’Udi nel corso della presentazione a cui hanno partecipato, Micaela Procaccia , dirigente del Servizio Patrimonio della Direzione generale degli archivi – Mibact, Andrea Mancinelli – Struttura di Missione e anniversari di interesse nazionale Pcm, Linda Giuva – docente di Archivistica Università la Sapienza di Roma, Rosangela Pesenti – Presidente Associazione Nazionale degli Archivi dell’UDI,Fiorenza Taricone – Docente di storia moderna Università di Cassino, Anna Villari – Docente di Museologia Università Uninettuno, Struttura di Missione anniversari di interesse nazionale PCM,Letizia Di Leo – Archivista DigiLab Università la Sapienza di Roma e Ilaria Scalmani – Archivio Centrale UDI.

“ I recenti attacchi all’autodeterminazione delle donne, tradotti in manifesti affissi per la città che mistificano e strumentalizzano i diritti acquisiti, rendono ancora più urgente la valorizzazione e la diffusione di questo materiale – ha afferma a margine Giulia Potenza, responsabile nazionale dell’Udi – La digitalizzazione degli archivi storici, risponde così a due necessità: quella di conservare e di preservare il materiale e quella di renderlo fruibile a tutti, tramandando una memoria storica che oggi più che mai viene messa in discussione”.

L’archivio dei manifesti dell’Udi – valorizzato ora anche da un sito web dove sarà possibile visualizzare e ricercare il materiale digitalizzato – comprende oltre 1500 pezzi che coprono gli anni dal 1944 al 2015. La documentazione digitalizzata è molto ampia e va dai gruppi di difesa della donne durante la Resistenza, da cui nascerà l’Unione Donne Italiane, alle prime edizioni illegali di Noi Donne, che diventerà il giornale dell’associazione, dai manifesti sul diritto al voto alle donne, alla Costituente (dove 11 delle 21 donne elette erano dell’UDI).

“Un patrimonio storico e politico – hanno affermato all’unisono le relatrici presenti all’incontro – che permette di attraversare i 73 anni non solo della storia dell’Udi e delle donne, ma anche di questo Paese. Si tratta di pezzi unici che mettono in evidenza i momenti di maggiore attività dell’Unione delle Donne in Italia, le parole d’ordine del movimento, la dimensione nazionale e internazionale, i passaggi generazionali, i linguaggi, i costumi di un’Italia in cambiamento, le reti politiche”.

Il progetto è stato finanziato dalla Struttura di Missione per gli anniversari di interesse della Presidenza del Consiglio ed ha visto la stretta collaborazione tra UDI e DigiLab, il Centro interdipartimentale di ricerca dell’Università Sapienza di Roma, con l’obiettivo di produrre soluzioni di qualità applicando tecnologie evolute e standard internazionali a particolari e delicati materiali archivistici.

“Siamo soddisfatte della riuscita del progetto e del grande interesse e apprezzamento che ha suscitato in tutte le figure istituzionali e non presenti – ha affermato Ilaria Scalmani dell’archivio centrale dell’Udi – Auspichiamo quindi che in futuro possa trovare una sua continuità per consentirci di portare a compimento l’opera di digitalizzazione del materiale conservato negli archivi dell’Udi”.