IL PD INCONTRA LA STAMPA… PROVE TECNICHE DI COMUNICAZIONE

IL PD INCONTRA LA STAMPA… PROVE TECNICHE DI COMUNICAZIONE

Riportiamo la prima parte del dibattito avvenuto con i Consiglieri Comunali e il Segretario cittadino del PD, durante la Festa dell’Unità anziate. –  Nel corso della Festa del PD, che si è svolta tra il 22 e il 31 agosto, nella storica sede dei giardini di Via Roma – Pinetella, si è tenuto mercoledì 27 agosto, un interessantissimo dibatto dal titolo ‘Incontro fra il PD di Anzio e la stampa locale’, dove sono stati trattati i più importanti temi della vita anziate. Si è andati dalle opere infrastrutturali legati al nuovo porto, alle tasse approvate nell’ultimo discusso Consiglio Comunale, dai problemi legati alla raccolta differenziata a quelli più di carattere sociale.

Ospiti del palco, il segretario Comunale del PD, Gianni De Micheli, e i tre consiglieri Comunali: Ivano Bernardone, Maria Teresa Lo Fazio e Andrea Mingiacchi.

Ognuno ha affrontato il dibattito con uno stato d’ansia e d’emozione, tutto proprio, che ha conseguentemente, caratterizzato il proprio intervento.

Molto emozionata la debuttante, come ha ribadito lei stessa, in questo genere di interventi, Lo Fazio, ottimo il capogruppo al Consiglio Comunale, Mingiacchi, in forma splendente Bernardone, che hanno risposto alle varie domande di Gianni Del Giaccio, chiamato a moderare il dibattito, bravissimo sia nella formulazioni delle domande, che nel disciplinare gli interventi dei quattro.

Molto apprezzati dalla platea, anche gli interventi del segretario cittadino, splendido padrone di casa.

La prima domanda fatta, ha toccato quasi più la sfera personale che pubblica, e riguardava le impressione riportate in questa loro nuova esperienza, essendo la Lo Fazio, Mingiacchi e De Micheli, degli esordienti nell’ambito del consiglio comunale o per quanto riguarda quest’ultimo, in quello della Segreteria.

Proprio De Micheli è stato chiamato ad aprire la fase delle risposte: “Si un’esperienza nuova che si è aperta in un momento particolare con la gestione del Partito che viene dopo una fase molto complessa come quella delle ultime elezioni, un’operazione di cambiamento, tanto che abbiamo voluto dare un titolo a questa festa ‘Anzio cambia verso’ sulla falsariga dello slogan di Renzi, e stiamo ricostruendo le basi per un partito che svolga al meglio il suo ruolo dove gli elettori ci hanno collocato, quella dell’opposizione e lo sta facendo nel migliore dei modi, portando avanti una battaglia molto efficace nei confronti di un’Amministrazione che ne ha combinate di tutti i colori”.

A prendere la parola è stata, poi, l’unica donna del gruppo.

“Sono contenta di fare questa esperienza, perché penso che la politica debba essere fatta con una ‘P’ maiuscola ed oggi stiamo svolgendo un lavoro da oppositori, soprattutto di vigilanza. Il mio impegno nasce proprio per dare un Servizio”.

Per ultimo, è toccato al capogruppo Mingiacchi: “Sono rimasto molto affascinato da questo primo anno di lavoro, perché al di là dello svilimento e della confusione dei primi giorni, per mettere a fuoco, a sistema, parole e modalità nuove di confrontarsi con la realtà sociale e civile, sto sempre di più entrando in questo ambito e questa cosa mi sta dando grande gratificazione, soprattutto perché lo stimolo che mi ha spinto a 42 anni ad entrare in politica, era proprio dovuto al fatto di cogliere dei limiti in tutte le attività che le Amministrazioni non riuscivano a colmare. La mia ‘Mission’ è appunto questa cercare di migliorare la qualità della vita sul territorio e speriamo di essere sempre più ingerenti in questo”.

A Bernardone, politicamente, il più vecchio’ di tutti i presenti è stata chiesta, invece, la differenza tra la sua prima e questa seconda Consigliatura.

“In via generale” –ha esordito l’ex candidato sindaco– “vedo un cambiamento solo in peggio, Sul piano personale devo dire che fare la prima consigliatura con un nutrito gruppo di amici dello stesso partito, tutti molto più esperti e preparati di me, mi ha insegnato molto, è stata una buona palestra. Adesso ho meno difficoltà sul piano personale, ma  le cose si complicano perché siamo in pochi, e il fatto che io sia il più esperto da il segno di una maggiore difficoltà. Sul piano generale quello che vedo è l’abbrutimento dell’Istituzione Comunale, ed è una cosa che aumenta in via esponenziale. Siamo reduci dall’ennesima iniziativa nei riguardi del Prefetto, le Commissioni Consiliari, così come furono un’esperienza tribolata della prima consigliatura, continuano ad essere delle riunioni fantomatiche. C’è uno scadimento complessivo della classe dirigente. Il rilancio delle Istituzioni Comunali doveva essere un’emergenza per tutte le forze politiche, ma non mi sembra che il nuovo Governo colmi questa lacuna” .

Riallacciandosi ad una frase detta da Migiacchi, Del Giaccio ha chiesto poi, ai quattro, quale sarebbe la prima cosa alla quale ognuno metterebbe mano, nel caso “la palla del potere cittadino, passasse al PD”

Per la Lo Fazio:“Oggi la nostra funzione non è quella di Amministratori, ma di vigilanza. Io faccio parte della Commissione Bilancio e tanti si domandano a cosa può servire. Ma credete, tutto parte da lì, se pagate tante tasse è perché un  bilancio non funziona, se avete pochi servizi è perché un bilancio non è equilibrato… la prima cosa che stiamo facendo è attaccare in maniera propositiva con emendamenti che vanno sul sociale. Se avessimo avuto modo di amministrare avremmo preso in considerazione il fatto che la crisi economica di Anzio è dovuto ad un piano regolatore fallito, perché se andate a vedere il censimento del 2011, la maggior parte dei posti di lavori erano legati all’edilizia, più del 50% veniva assorbito dall’edilizia e dal suo indotto. Un piano regolatore che è stato uno scempio, perché si è concentrato in pochi anni, non dando modo di sviluppare ad Anzio altri settori come poteva essere quello turistico”.

Da buon Presidente della Commissione trasparenza, Mingiacchi è partito proprio da questo tema: “La prima cosa che mi viene in mente è curare l’aspetto della trasparenza e della partecipazione. Ormai viviamo in una economia dove non c’è più uno Stato, una Regione o una Provincia che stanzia soldi per il Comune, ma il Comune deve vivere di fondi propri, quindi i soldi dei cittadini vanno spesi bene. Quindi trasparenza, ma come dicevo anche partecipazione perché ritengo Anzio una città troppo conservatrice, con l’Amministrazione Comunale che è il simbolo di questo ‘conservare’. Bisogna cercare di rompere una mentalità chiusa, poca aperta alle novità, alla messa in discussione e alla costruzione di nuovi progetti. Bisogna cominciare a discutere con le persone perché c’è bisogno di un nuovo Progetto Anzio. Io dico questo perché sono convinto che Anzio è una città vendibile 365 giorni l’anno, per quanto riguarda il discorso del turismo, manchiamo però in decoro urbano, in bellezza e civiltà, manchiamo in servizi, perché diciamolo  quando il turista viene e porta i soldini, vuole trovare i servizi e una città qualitativamente alta, di buon livello. Cose semplici e realizzabili e non i soliti ‘sogni’ che ci vengono, di volta in volta ci vengono riproposti: il casinò, il mega-porto…”.

Poi è toccato a Bernardone: “Se passa la palla, noi avremmo rifatto il Piano Regolatore, era una delle cose che era in Agenda. Noi sull’idea che avevamo di questa città, ci siamo espressi in modo alquanto chiaro, il programma elettorale presentato per l’ultima campagna elettorale, non era una cosa declinata in maniera propagandistica, era il frutto di una elaborazione avvenuta nel partito, è stata la somma di una serie di sforzi che noi continuiamo a reputare attivi e validi, quello continua ad essere il nostro programma elettorale. Siamo di fronte ad un cambio di passo nella gestione finanziaria dei Comuni che si renderà necessario, non solo per l’emergenze economiche che ci sono, ma proprio per l’evoluzione del quadro normativo, ed è palese che questa Amministrazione non è assolutamente in grado di far fronte alle difficoltà di bilancio che stiamo affrontando, che sono aggravate dagli sprechi, dalle prebende, da un certo modo di operare che non è più consentito. Quindi un rinnovamento in chiave etico e morale della classe dirigente di questo Comune, un rinnovamento non solo anagrafico, ma che va fatto cambiando anche il modo di amministrare, eliminando gli sprechi e le clientele. Per quanto riguarda il Piano Regolatore, nel dibattito di ieri sera si è parlato molto dell’Area Metropolitana… ebbene, spesso noi ci rendiamo soggetti passivi rispetto alle decisioni che avvengono ad alte sfere, mentre non riflettiamo mai abbastanza sulla scelta che facciamo a livello territoriale. La scelta di optare per un Piano Regolatore di quella fattezza, con una edificabilità calata in maniera caotica su tutto il territorio, ha sperperato la risorsa più importante che avevamo, che era proprio il territorio, e che è l’unica nostra risorsa che ci permette di fare da contrappeso alla tendenza che Roma ha di esportare il suo degrado. Faccio un esempio. Quando noi abbiamo parlato dei collegamenti con l’area romana, come raddoppiare della linea ferroviaria, o una metropolitana leggera, quale impatto avrebbe avuto su questo territorio? Chiaro che per il rilancio turistico, la valorizzazione delle risorse archeologiche, la promozione di questo territorio, questo sarebbe stato un fiore all’occhiello. Ma col Piano Regolatore che abbiamo avuto noi, avremmo solo trasformato più vicino a Roma, la nostra Tor Bellamonica. Questo sta a significare che agire sulla scala territoriale, valorizzando il territorio, puntando ad una edilizia di qualità, massimizzando l’uso delle risorse che abbiamo, come il mare, il verde, il nostro porto, significava porgi anche in un ragionamento d’area vasta in un a posizione di vantaggio. Invece stiamo succubi, perché necessariamente ci siamo candidati, da soli, a diventare una periferia romana. Purtroppo abbiamo già assunto in tanti nostri quartieri l’assetto del quartiere-dormitorio, quello nel quale Veltroni può acquistare i palazzi per trasportare il degrado della capitale. Per finire, poi, ripeto quello che ho detto tante volte in campagna elettorale. Quando De Angelis firmò il Piano Regolatore, firmò anche una cambiale che deprezzò i nostri immobili, ossia le nostre case personali, di un 30%… basta andare a vedere i valori di mercato dell’epoca e quelli dopo. Per concludere… Come ci siamo candidati alla costruzione di un’area Metropolitana? Più o meno alla stregua di Corviale”. (prima parte – continua)

Maurizio D’Eramo