OTELLO LUBRANO TESTIMONE DI GUERRA

OTELLO LUBRANO TESTIMONE DI GUERRA

Nato nel 1931, l’82enne Otello ci racconta i lunghi giorni di guerra e lo sbarco degli alleati

Col passare degli anni è sempre più raro trovare testimoni della seconda guerra mondiale, per questo abbiamo voluto raccogliere testimonianze e dettagli degli avvenimenti locali di quel periodo, che hanno determinato il destino personale e politico di molti anziati, ascoltando un testimone dell’epoca come Otello Lubrano. Nato il 12/09/1931, Otello durante il conflitto mondiale era un adolescente. Oggi, all’età di ottantadue anni, ricorda ancora tutto: lo sbarco degli alleati,la città di Anzio martoriata dagli aspri combattimenti…. Tutto è rimasto impresso nella sua mente.

Sig. Lubrano, ci racconti cosa ha vissuto durante la guerra.

“Nel ’42 c’erano i nazisti che, come nel resto d’Italia, occupavano il paese militarmente con il benestare dei fascisti. Ricordo che il Governo requisì cinque pescherecci grandi per usarli come guardiacosta perché già temevano sbarchi. Il mare era pieno di mine italiane e un piccolo peschereccio di anziati saltò in aria causando due morti e due feriti.”

Cosa è successo dall’armistizio dell’otto Settembre 1943?

Anche qui gli antifascisti erano tanti e cominciarono i guai veri, non tanto per le guerriglie ma perché i tedeschi ordinarono lo sfollamento dei civili ma i pochi residenti rimasti (dei quattromila circa che risiedevano ad Anzio), non vollero spostarsi e i nazisti fecero lanciare in punti strategici, per via aerea, tre grosse bombe da una tonnellata. Sulla farmacia, sul forno e sul porto, tra gli altri rimasero uccisi proprio il fornaio e il farmacista; fu allora che gli anziati rimasti cominciarono a sfollare da Portodanzio e a vivere nelle baracche fino alla pineta della Campana.

Cosa succedeva sul territorio che si preparava allo sbarco degli Angloamericani?

“Gli alleati venivano spesso a bombardare e a mitragliare con i loro aerei, ricordo il bombardamento a tappeto del 31 Ottobre del ’43. Molti anziati, l’8 gennaio’43, vennero uccisi alla stazione di Campoleone mentre erano sul treno per andare a Roma a prendere il cibo con le tessere che gli forniva il governo. Anzio fu martoriata e piena di macerie al contrario di Nettuno dove non venne esplosa neanche una bomba. I tedeschi avevano minato preventivamente tutte le zone strategiche, ponti,strade e la zona porto, tonnellate di tritolo pronte ad esplodere con un semplice contatto ma le spie americane, pastori che puzzavano di pecora a dieci metri di distanza, riuscirono a tagliare i contatti e non ci fu neanche una esplosione.

Eccoci arrivati allo sbarco cosa hai visto?

“Abitavo in via Flavia, a Portodanzio non c’era nessun civile. I tedeschi sapevano che sarebbero sbarcati però non sapevano di preciso quando e dove. Un paio di giorni prima dello sbarco videro molte navi al largo andare verso nord e si spostarono in massa verso Roma con tutti i mezzi pesanti lasciando qui una decina di soldati per far saltare le mine che avevano collocato. Quando il 22 gennaio 1944 in piena notte e il mare piatto sbarcarono gli americani, da Rio Martino a Tor Caldara, non fu sparato neanche un colpo. Gli alleati si ritrovarono ad Aprilia in poche ore ma non approfittarono subito per arrivare a Roma e liberarla perché il loro obiettivo era indebolire l’Appia per il fronte di Cassino . Dopo due o tre giorni i nazisti già avevano ripreso posizione per combattere contro la testa di ponte.”

 

Alessandro Tinarelli

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