NON MANCA LA PARTECIPAZIONE E LA VOGLIA DI SALVAGUARDARE IL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO DI ANZIO

NON MANCA LA PARTECIPAZIONE E LA VOGLIA DI SALVAGUARDARE IL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO DI ANZIO

Grande successo per la Visita guidata nel Parco Archeologico

E’ andata al di là di ogni più rosea aspettativa la visita organizzata dal Comitato per tutela e valorizzazione della spiaggia libera delle Grotte di Nerone e per l’istituzione del Parco Archeologico Marino della Villa Imperiale nella giornata di giovedì 24 luglio, all’interno del Parco Archeologico di Anzio.

L’interesse per la materia, la propaganda martellante per la Campagna lanciata dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) sulla scelta del ‘Luogo del Cuore’, che una volta scelto sarà adottato dalla Fondazione stessa che  provvederà sia alla ristrutturazione, alla tutela che al rilancio turistico della struttura, e poi la scelta di proporre come guida della giornata la Professoressa Maria Lozzi Bonaventura, ha spinto tantissimi cittadini anziati a presenziare all’avvenimento.

Un’altra vittoria del Comitato che ha dimostrato, se ce n’era ancora bisogno, le potenzialità del nostro territorio in materia di turismo-cultura-mare sono ancora tante ed inesplorate.

Proprio come è riportato nel Comunicato del Comitato stesso: “Questo sito insieme ad  altri luoghi tipo il Museo Archeologico, il Museo dello Sbarco, l’Orto Botanico, il Teatro Romano, possono e devono rappresentare un volano per il rilancio della nostra economia coniugando quella tradizione marinara (mare e ristorazione) che da sempre fa di Anzio una città nota in tutta la Regione Lazio e non solo”.

Prima dell’evento è stato possibile, continuare la raccolta di firme a favore delle Grotte di Nerone, come ‘Luogo del Cuore’, cosa sempre più necessaria, viste le condizioni di abbandono in cui riversa la spiaggia libera a ridosso delle ‘Grotte’.

Dimostrazione” –si continua a leggere sul Comunicato Stampa- “sia di quanto si debba lavorare in tema di educazione civica e sensibilità ai fruitori della spiaggia libera sia di quanto un’Amministrazione attenta dovrebbe fare per tener pulito l’arenile e ciò che è all’interno del Parco Archeologico”.

A questo punto, proprio in tema di salvaguardia dei beni archeologici della città, vorremmo lanciare anche noi un piccolo ‘appello-denuncia’.

Ci sembra strano che nonostante la smisurata cementificazione avvenuta negli ultimi anni nel l’intero territorio comunale, con l’edificazione di centinaia di villette e palazzi, non sia stato portato alla luce nessuna testimonianza archeologica.

Anzio, specialmente nel periodo imperiale era una città piena di edifici, tanto che Caligola aveva pensato, nella sua sfrenata pazzia, di trasferirvi la Capitale dell’Impero, eppure sono tantissimi anni, ormai, che la Sovrintendenza alle Antichità non è chiamata ad interessarsi di nuove scoperte archeologiche.

Ci sembra strano, veramente strano…

Se vogliamo continuare a pensare ad Anzio come ad una città votata al turismo, dobbiamo anche salvaguardare tutti i beni che abbiamo, sia quelli visibili (Grotte di Nerone, Parco Archeologico, ecc), ma anche quelle che sono ancora da portare alla luce. Ci piacerebbe vedere, anzi vorremmo vedere, che certi lavori di sterro di fondamenta, che si stanno eseguendo in varie parti della città, siano sospesi per la scoperta di altre parti della Villa Imperiale, o dei tanti luoghi pubblici, di cui fanno riferimento i testi classici su Anzio, ma di cui non sono mai state trovate tracce.

Per chi voglia partecipare alla prossima raccolta firme per il Censimento FAI, ricordiamo che avverrà il 9 e il 10 agosto in Piazza Pia (dalle ore 18,00 alle 23,00), mentre coloro che hanno perso l’appuntamento all’interno del Parco Archeologico di giovedì 24 luglio, potranno prendere parte ad una nuova visita guidata che è stata programmata per il 28 agosto.

Il Comitato ringrazia tutti gli intervenuti e noi ci sentiamo di ringraziare a nome di tutta la cittadinanza i portavoci del Comitato Stesso (Silvia Bonaventura, Chiara Di Fede e Francesco Silvia) per quello che stanno facendo in difesa di questa parte di città.

Maurizio D’Eramo