NE VALE LA PENA… se avete tempo e voglia… Indicazioni su mostre e itinerari a due passi da Anzio…

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IL MUSEO DI VILLA FARNESINA

Nobile e armoniosa, Villa Farnesina, con le sue dimensioni contenute e accoglienti, si trova di fronte all’austero Palazzo Corsini, in via della Lungara, nel cuore di Trastevere. Tipica dimora rinascimentale, fu commissionata da Agostino Chigi a Baldassarre Peruzzi, architetto e pittore, che la realizzò tra il 1506 e il 1512.

Prototipo della villa suburbana, una volta terminata, venne affrescata con dipinti ispirati ai miti classici, oltre che dal Peruzzi, da artisti di rilievo quali Raffaello Sanzio, Sebastiano del Piombo, Giovanni Bazzi detto il Sodoma, Giuliano Romano.

Alla morte del banchiere senese, dopo un lungo periodo di abbandono e di spoliazione degli arredi e delle opere d’arte, la villa venne acquistata dal cardinale Alessandro Farnese che le diede il nome. Nel 1884, la costruzione degli argini su cui oggi corre il Lungotevere, comportò la distruzione di una parte del giardino e della loggia sul fiume, che accoglieva gli ospiti blasonati, durante le feste e le rappresentazioni teatrali. Attualmente è sede di rappresentanza dell’Accademia Nazionale dei Lincei ed è ancora circondata da un delizioso giardino all’italiana, in cui sculture vegetali di varia forma, filari alberati e siepi delimitano la suddivisione geometrica degli spazi; specchi d’acqua, piccole fontane e statue rimandano alle atmosfere romantiche che accompagnano i visitatori mentre percorrono cinque sale affrescate, all’interno della villa.

  ‘Amore e psiche’

Immagini mitologiche che si alternano a quelle che rappresentano l’oroscopo di Agostino Chigi, dipinte con toni particolarmente ariosi, tipici del colorismo veneto, nella prima sala che prende il nome dall’affresco di Raffaello ”Il trionfo di Galatea” che rappresenta l’apoteosi della ninfa ”dalla pelle bianca come il latte”.

La scena, nel suo insieme, vivace e composita, segue un ritmo danzante e vorticoso intorno alla figura di Galatea che, statuaria e avvolta in una veste di colore rosso pompeiano, spicca sul verde marmoreo della superficie del mare. La ninfa, circondata da un festoso corteo di divinità, rivolge lo sguardo al putto che si nasconde, con il suo fascio di frecce, in una nuvola che simboleggia la castità.

  Stanza delle nozze

Colori caldi e sfumati nei drappi dipinti sulle pareti, freddi e quasi monocromi per le piccole scene mitologiche del Fregio, che dà il nome alla seconda sala, intima e raccolta tanto quanto appare gioiosa e festosa, la successiva, la bellissima Loggia di Amore e Psiche, affrescata da Raffaello e i suoi allievi.

Le scene che s’ispirano al mito tratto da Apuleio, sono inserite in un intreccio di festoni vegetali che accresce il senso di continuità della loggia con il giardino. Sono state dipinte ben duecento specie botaniche, alcune provenienti dall’America. Al centro del soffitto si stagliano i corpi possenti o sinuosi delle divinità che partecipano al Convito nuziale e al Concilio degli dei.

Nelle lunette sono state effigiate le peripezie di Psiche: ”Che ripercorrono la medesima travagliata salita sociale di Francesca Odescalchi, che fu prima amante e poi moglie di Agostino Chigi”.

Una scala molto luminosa e pretenziosa, nonostante il finto marmo, introduce agli affreschi di due ambienti, nel piano superiore.

Dipinto come se avesse delle grandi vetrate con vista su Roma, il primo salone ”Delle Prospettive” appunto, è decorato sui due lati contrapposti, con finte logge con colonne e archi attraverso le quali si può ”spaziare” su suggestivi angoli trasteverini o agresti.

Durante il Sacco di Roma del 1527, i Lanzichenecchi bivaccarono nella villa compiendo atti vandalici e scrivendo, come alunni discoli in gita scolastica, frasi dileggianti o sarcastiche tipo “1528 perché io scrittore non dovrei ridere, i Lanzichenecchi hanno fatto correre il Papa”.

Per ultima, la camera da letto del banchiere senese e della moglie, decorata con scene tratte dalla vita di Alessandro Magno, dal Sodoma.

Laura Siconolfi

 

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