NATALE 1943: SI PIANIFICA LO SBARCO

NATALE 1943: SI PIANIFICA LO SBARCO

Il 25 dicembre, saranno passati 72 anni da quel giorno del 1943, che –e sono pochi a saperlo- si iniziò a riscrivere la ‘storia’, pianificando i dettagli dell’operazione ‘Shingle’, lo sbarco sulla costa anziate, che iniziò a cambiare le sorti della Seconda Guerra Mondiale.

Gli alleati, già sbarcati a Napoli e a Catania, stavano faticando non poco a sfondare le difese nemiche poste lungo la linea Gustav, per cui si rese necessario l’apertura di un nuovo fronte con un nuovo sbarco che aggirasse la linea difensiva tedesca.

Quel giorno a Cartagine, sulla costa Tunisina, Franklin Delano
Roosevelt, presidente degli Stati Uniti e il premier Britannico Winston Churchill decisero di riunirsi per porre rimedio all’insoddisfacente avanzata alleata arrestatasi lungo la ‘Gustav’, per questo si decise di pianificare un’altra operazione che potesse in qualche modo facilitare lo sfondamento delle linee nemiche.

I dettagli dell’operazione “Shingle” furono quasi del tutto pianificati, ma rimaneva un dettaglio da definire, uno dei più importante se non il più importante, quello di decidere dove far avvenire lo sbarco.

All’inizio vennero prese in considerazione due città, Gaeta e Civitavecchia, ma entrambe presentavano delle difficoltà a livello logistico, infatti Gaeta era considerata troppo vicina alle linee nemiche e quindi facilmente raggiungibile dalle forze tedesche, mentre Civitavecchia era troppo vicina a Roma ed inoltre le forze alleate, una volta sbarcate, non potevano ricevere alcun rifornimento aereo.

Solo in seguito venne presa in considerazione Nettunia (in quell’epoca le nostre due città erano state unificate sotto questo nome, per il  volere di Mussolini), che dal punto di vista militare, rappresentava la migliore soluzione, vista la vicinanza a Roma e la lontananza dalle linee tedesche.

Programmato inizialmente per il 20 Gennaio 1944, lo sbarco venne effettuato due giorni dopo alle 2,00.

Benchè colti di sorpresa, la possibilità che i nostri paesi fossero soggetti ad operazioni militari erano stati già presi in considerazione dalle Autorità d’occupazione tedesche che avevano provveduto, per motivi di sicurezza, già dall’autunno del ‘43 a far evacuare la popolazione.

Il 22 Gennaio 1944, lo sbarco alleato avvenuto lungo la costa che va da Tor San Lorenzo fino al litorale nettunese, portò inevitabilmente a un numero elevato di vittime; in quell’operazione, infatti, solo tra gli americani si contarono 30.000 tra caduti, vittime e dispersi, mentre 12.000 sono le vittime inglesi e 25.000 il numero delle perdite tedesche.

L’operazione nata quel giorno di natale del 1943 portò al risultato previsto, l’aggiramento della Linea Gustav e la conquista di Roma, anche se con un ritardo di quattro mesi.

 

Daniele Stampeggioni