UNA MOSTRA PER RACCONTARE LA BELLEZZA ARCHEOLOGICA DI ANZIO

UNA MOSTRA PER RACCONTARE LA BELLEZZA ARCHEOLOGICA DI ANZIO

Settimana della bellezza. La proposta del circolo di Legambiente di Anzio e Nettuno “Le Rondini”

 

legambienteUna mostra a Roma per raccontare e far conoscere l’antica area archeologica della villa imperiale di Anzio, ancora visibiletra il promontorio dell’Arco Muto e la zona del Faro. È la proposta che il circolo di Legambiente di Anzio e Nettuno “Le Rondini”, in occasione della Settimana della Bellezza promossa e organizzata in tutta Italia dall’associazione ambientalista, ha presentato domenica 13 aprile durante l’incontro pubblico dedicato al futuro della villa imperiale e delle grotte di Nerone. Un’area archeologica unica nel suo genere, risalente al II sec. a.C, legata alla storia degli imperatori romani, che merita di essere valorizzata e tutelata. Durante l’incontro il circolo di Legambiente ha mostrato una galleria di foto per far vedere come i “resti” della villa imperiale stiano lentamente “scomparendo” a causa della continua erosione del mare, delle piogge e del consumo eccessivo di suolo. “In questi anni – ha esordito Anna Tommasetti, presidente del circolo Le Rondinil’area è stata soggetta a numerosi crolli, la falesia si è sgretolata in più punti e senza mirati interventi di messa in sicurezza Anzio rischia di perdere il fiore all’occhiello della città. Dobbiamo imparare a tutelare e valorizzare le nostre bellezze territoriali e per far ciò è necessario l’impegno e la collaborazione di tutti cittadini e amministrazione”. La Tommasetti ha poi ricordato insieme ad alcuni presenti come era un tempo l’area: “Ricordo ancora quando da bambina venivo al mare, passeggiavo e guardavo con ammirazione la villa imperiale e le grotte neroniane. Oggi questi due gioielli sono abbandonati all’incuria. Per questo Per questo come circolo di Legambiente abbiamo pensato di proporre una mostra a Roma che parli della città neroniana e del suo patrimonio storico-archeologico a rischio”.

L’architetto Paolo Prignani, urbanista e storico del territorio che ha preso parte all’incontro, ha spiegato il valore di questo progetto, pensato per “rilanciare e far conoscere Anzio, per dar vita ad un percorso storico che valorizzi la città, che dia impulso al turismo creando un percorso storico con le limitrofe aree archeologiche”. L’architetto ha anche ripercorso la storia della villa, edificata in età tardo-repubblicana e ampliata sotto Augusto, Nerone, Domiziano, Adriano e altri imperatori romani. In particolare durante il regno di Nerone, la villa fu ingrandita e furono costruiti ninfei, terme, giardini, terrazze panoramiche, ambienti adibiti a rappresentazioni teatrali e musicali. La ricchezza della villa è testimoniata dal ritrovamento di importanti opere d’arte come la famosa Fanciulla d’Anzio, il Gladiatore Borghese, le sculture in marmo nero di Esculapio e Giove e il vaso bronzeo di Mitridate Eupatore.  Ai piedi del promontorio di Capo d’Anzio ancora oggi si possono ammirare le cosiddette Grotte di Nerone, oggi abbandonate al più completo degrado e deturpate anche da una barriera di cemento in mare, realizzata a ridosso dell’area archeologica del porto imperiale. Silvia Bonaventura, membro del comitato per la tutela della villa e delle grotte di Nerone che ha preso parte all’incontro, ha sottolineato il “livello di irresponsabilità che le istituzioni stanno dimostrando sulla tutela e valorizzazione dell’area” e riguardo la realizzazione del molo a protezione del Porto Neroniano ha ricordato che i lavori sono stati affidati ad una ditta che oggi, stando quanto è emerso anche dai quotidiani, “è oggetto di una interdittiva antimafia. Intanto l’amministrazione è miope e la falesia su cui sorgono le vestigia millenarie della Villa Imperiale si sgretola. E Anzio si avvia alla stagione turistica con il suo fiore all’occhiello ridotto a brandelli”. Infine tutti i presenti all’incontro organizzato dal circolo di Legambiente hanno ribadito l’urgenza di un nuovo futuro per Anzio e per la sua straordinaria bellezza archeologica, un futuro all’insegna della valorizzazione e della tutela del patrimonio storico e del territorio. La mostra proposta dal circolo le Rondini può essere un primo passo in questa direzione.

LC