MONUMENTO ALLA PACE UNIVERSALE DI AMERIGO TOT

MONUMENTO ALLA PACE UNIVERSALE DI AMERIGO TOT

Una scultura quasi irriconoscibile e per troppo tempo trascurata

Percorrendo Via Gramsci, la strada che da Nettuno porta verso Anzio, sulla sinistra scendiamo verso mare attraversando la ripida e curva Via Egidi, la cosiddetta zona Marinaretti. Oltre alle bellissime ville che corrono verso Nettuno, ci si prospetta davanti, in prossimità delle spiagge, uno strano monumento. Di cosa si tratta, di un residuo bellico? Di un bunker? Di un “elmo”? In realtà, abbiamo di fronte ai nostri occhi, l’ormai quasi irriconoscibile e trascurato Monumento alla Pace Universale del noto scultore e pittore Amerigo Tot, artista ungherese e autore del Martello D’oro col quale, nel 1975, Paolo VI aprì la Porta Santa. Tot si trasferì a Roma quando i nazisti andarono al potere, combattendo nella resistenza italiana, dove visse fino al 1984.

Il Monumento alla Pace Universale di Nettuno e Anzio, fu costruito nel 1940 su un bunker tedesco edificato per la difesa costiera: al suo interno, infatti, si trovavano dei fori che permettevano di vedere il mare e inserire mitraglie per la difesa del territorio. Rimasto così fino al 1976, è stato poi ricoperto da un elmo di ferro e donato dai Lion’s (organizzazione internazionale che opera per la pace e la solidarietà umana) di Anzio – Nettuno uniti in un solo club, che con questo monumento hanno voluto indicare l’esigenza della  pace, contro la mostruosità e l’inutilità della guerra.

Ma l’opera, lasciata ormai da anni nel più completo degrado e richiederebbe un urgentissimo intervento di recupero. Infatti, oltre all’inquinamento atmosferico causato dalle auto e dalle industrie, al fenomeno delle piogge acide, conseguenza delle stesse, il Monumento di Tot, essendo situato in prossimità del mare, ha avuto un’ulteriore accelerazione del processo di corrosione dovuto alla salsedine marina che, attaccando aggressivamente la struttura ferrosa, provoca ruggine e uno sfaldamento continuo del metallo. Nonostante la fortuna di aver avuto un’artista così importante al servizio delle nostre città e di poter noi tutti godere giornalmente della sua arte, la disinformazione generale e l’incuranza dello stato deteriorativo, fa riflettere su quanto sarebbe necessario tutelare le nostre bellezze culturali e naturali, eredità del passato e tesoro per il futuro. Nel dicembre del 2014,  grazie al finanziamento ottenuto dalla Regione Lazio relativo al progetto “Ricordiamo i nostri concittadini caduti per la pace”, l’Amministrazione Comunale di Nettuno dell’epoca ha istituito una Commissione per il restauro e la salvaguardia del suddetto monumento. Compito della Stessa è quello di effettuare un’attenta valutazione delle attuali condizioni in cui il monumento si trova, nonché una ricerca storica che consenta il ripristino originale dell’opera.

Nonostante l’Amministrazione Comunale nettunese in questo momento non esiste, in quanto il Comune è ormai da qualche mese commissariato, ci auguriamo comunque che la Commissione, chiamata in esame all’epoca, continui il progetto per la quale è stata istituita, riguardo il restauro e la salvaguardia del monumento di Tot, per una memoria storica e culturale dell’opera divenuta patrimonio dell’intera città di Anzio e Nettuno.