MICROMEGA: IN EDICOLA IL SECONDO VOLUME DELLA BIBLIOTECA

MICROMEGA: IN EDICOLA IL SECONDO VOLUME DELLA BIBLIOTECA

I classici imprescindibili per il cittadino egualitario e libertario 

Quali sono i testi che non possono mancare nella biblioteca ideale di chi sta dalla parte dell’uguaglianza, della libertà, della giustizia, della laicità? È questa la domanda che MicroMega ha rivolto a una serie di personalità italiane e straniere, nell’ambizioso tentativo di fornire ai lettori delle vere e proprie ‘recensioni d’Autore’ di grandi classici (talvolta sciaguratamente dimenticati) del pensiero libertario, laico e di sinistra. Testi di filosofia, naturalmente, ma anche di letteratura, storia, sociologia, scienze, teatro.

Dopo il grande successo della prima puntata di questa ‘Biblioteca ideale’ di MicroMega – pubblicata in dicembre – la rivista diretta da Paolo Flores d’Arcais offre ai propri lettori un secondo volume, in edicola dal 13 giugno, in cui troverete:

Edoardo Boncinelli che presenta le “Operette morali” di Giacomo LeopardiAlessandro Barbero il Rasoio diOccamAlice Schwarzer “Il secondo sesso” di Simone de BeauvoirLiliana Segre ‘Se questo è un uomo’ di Primo LeviAngelo d’Orsi i ‘Quaderni del carcere’ di Antonio GramsciSimone Pieranni ‘Gli abiti nuovi del presidente Mao’ di Simon LeysMaria Mantello lo ‘Spaccio de la bestia trionfante’ di Giordano BrunoTomaso Montanari‘Apologia della storia, o mestiere di storico’ di Marc BlochFrancesco ‘Pancho’ Pardi il ‘De rerum natura’ diLucrezioAlessandro Portelli ‘Storia del popolo americano’ di Howard ZinnGinevra Bompiani la ‘Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina’ di Olympe de GougesLucio Baccaro ‘Exit, Voice and Loyalty’ di Albert O. HirschmanAdriano Prosperi ‘Sopra l’officio della Inquisizione’ di Paolo SarpiWłodek Goldkorn ‘La rivoluzione russa. Le cause di una sconfitta’ di Emma GoldmanTelmo Pievani il ‘Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo’ di Galileo Galilei.

In un periodo in cui troppo spesso la sinistra risulta estinta, o in gravissima crisi, tornare ai classici – selezionati da grandi firme contemporanee seguendo la stella polare di una necessaria sinistra illuminista e libertaria – può forse essere l’unica strada per ricostruire un pensiero (e si spera, prima o poi, anche una prassi) di giustizia e libertà.

IL SOMMARIO

Edoardo Boncinelli presenta le ‘Operette morali’ di Giacomo Leopardi

Fulgido esempio di prosa civile, i testi che vanno sotto questo titolo “non sono né operette, né morali. Non sono operette perché sono profondamente pensate e a loro modo anche sofferte. Non sono morali perché non hanno niente della pedante precettistica morale del Sette-Ottocento. A meno di non riferire l’aggettivo alla forza morale che si richiede per affrontare a viso aperto la cruda realtà del mondo. In linea con il distaccato realismo del nostro autore, costituiscono una sorta di controcanto ai Canti. In questi geme l’io individuale del poeta, in quelle ragiona il suo io collettivo e sociale”. 

Alessandro Barbero presenta Il rasoio di Occam 
Quella che state per leggere è la recensione di un libro che non esiste, ma che uno specialista di filosofia medievale potrebbe un giorno creare, ritagliando un percorso nei 17 volumi delle opere filosofiche e teologiche del francescano trecentesco Guglielmo di Occam. Di più: la frase che rappresenta il nocciolo del celebre rasoio – ‘Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem’, che si può tradurre come ‘l’ipotesi più economica è sempre da preferire’ – non si trova neppure nelle sue opere. È la logica tagliente con cui sfrondava i postulati dei filosofi ad aver indotto i posteri a creare questa immagine, così potente e sovversiva che basta da sola a spalancare un mondo.

Alice Schwarzer presenta ‘Il secondo sesso’ di Simone de Beauvoir 
Contro ogni essenzialismo, Simone de Beauvoir ha sempre posto l’accento sul fatto che gli esseri umani – uomini e donne – sono principalmente esseri sociali e che dunque la costruzione degli stereotipi e dei ruoli di genere va indagata nel mondo della cultura (e delle culture), non in quello della natura. Capace di tenere testa alle varie critiche, si scaglia soprattutto contro quelle donne che, avendo introiettato quegli stereotipi e quei ruoli, non fanno che sostenere il patriarcato. Un saggio che ancora oggi – in tempi di imperante relativismo culturale – rappresenta un faro per i diritti delle donne. 

Liliana Segre presenta ‘Se questo è un uomo’ di Primo Levi 
Scritto subito dopo il rientro dal Lager, luogo in cui il futuro è mai, il capolavoro di Primo Levi è prima di tutto un inno alla memoria, l’invito a far sì che il ricordo non sia semplice aneddotica di cose passate destinata a svanire con il venir meno degli ultimi testimoni, ma punto di partenza di una nuova stagione dell’umanità, in cui il futuro torni ad avere ‘senso’, torni a essere qualcosa che dipende dall’opera e dalla responsabilità del genere umano. Una lezione per oggi e per sempre.

Angelo d’Orsi presenta i ‘Quaderni del carcere’ di Antonio Gramsci 
La percezione della sconfitta, sua personale, del Partito comunista e dell’intero movimento operaio occidentale, induce Gramsci – ormai in carcere – a un doloroso ripensamento della propria esperienza politica che, però, non si traduce mai in una sconfessione delle proprie idealità. Muovendosi tra filosofia, letteratura, scienza politica, economia, diritto, antropologia, sociologia, teatro, scienze esatte, il dirigente del Pci condensa nei Quaderni le sue riflessioni, con un preciso intento politico: per proseguire sul cammino della rivoluzione, occorre comprendere le ragioni della sconfitta.

Simone Pieranni presenta ‘Gli abiti nuovi del presidente Mao’ di Simon Leys 
All’epoca fu ignorato o, nel migliore dei casi, criticato, facendo fatica a trovare persino editore e pubblico. E non è un caso. In quello che è il suo lavoro più noto, Simon Leys demolisce infatti Mao e il maoismo, presentando come una resa dei conti all’interno del Partito comunista l’evento che in Occidente stava scaldando i cuori di una generazione. Eppure quelle di questo intellettuale, grande studioso dei classici cinesi, scrittore originale, critico libertario, sono le pagine più fulgide, gustose e profonde sulla Cina d’allora.

Maria Mantello presenta lo ‘Spaccio de la bestia trionfante’ di Giordano Bruno 
Si tratta di una delle opere più importanti del filosofo che pagò con la morte sul rogo, a Campo de’ Fiori il 17 febbraio 1600, la tenace difesa della propria autonomia e libertà di pensiero. Il fastidito si definiva, e vivere da fastiditi significa opporsi alla passività, alla soggezione, all’ignavia. LoSpaccio è un continuo richiamo alla responsabilità individuale e sociale nella creazione delle condizioni di quella che oggi chiameremmo democrazia, impossibile senza la messa in discussione di dogmi e padroni.

Tomaso Montanari presenta ‘Apologia della storia o mestiere di storico’ di Marc Bloch 
‘Papà spiegami allora a che serve la storia’. Si apre così il testo incompiuto del grande storico Marc Bloch, ucciso dai nazisti nel 1944. Un testo che si configura come la ricerca della risposta da dare al figlio a partire dalla consapevolezza che “l’incomprensione del presente nasce inevitabilmente dall’ignoranza del passato”, ma che “non è forse meno vano affaticarsi nel comprendere il passato, se non si sa niente del presente”. Un libro, scritto tra il 1941 e il 1943, che è un testamento morale e culturale: un lucidissimo ragionamento in punta di morte, nell’ora più buia della storia europea. 

Francesco ‘Pancho’ Pardi presenta il ‘De rerum natura’ di Lucrezio 
Prendere fra le mani il De rerum natura significa avere la fortuna di leggere non lo scritto di un filosofo o di uno scienziato, ma i versi di un grande poeta posseduto da un amore fervente per la scienza della natura. Quel che ne sgorga è un capolavoro che all’andamento lirico dei versi accompagna un’estrema precisione nel descrivere ‘le cose della natura’. Il tutto con la lucidità di una filosofia laica, che rifiuta ogni finalismo e ogni antropocentrismo, conosce l’irrilevanza dell’essere umano nella natura e capisce che esattamente questa irrilevanza è ciò che lo rende libero.

Alessandro Portelli presenta ‘Storia del popolo americano’ di Howard Zinn 
Il capolavoro di Howard Zinn è un intreccio di rigore scientifico e documentario e di passione politica, sorretto dall’ambizione di affrontare l’intera storia moderna di quella parte del Nordamerica che corrisponde agli odierni Stati Uniti: un racconto che attraversa la lotta contro la schiavitù, le origini del movimento operaio, la nascita del primo femminismo, le deportazioni degli indiani e che si configura come un imprescindibile controcanto alla storiografia del consenso e dell’eccezionalismo americano che ha dominato a lungo l’autonarrazione del paese.

Ginevra Bompiani presentala ‘Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina’ di Olympe de Gouges 
Il pamphlet che Olympe de Gouges scrive nel 1791 sulla falsariga della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, redatta due anni prima dell’Assemblea nazionale francese, è uno dei testi più rivoluzionari che siano stati scritti, eppure non produsse alcun effetto tra i suoi contemporanei. L’autrice, nel delineare una donna nuova, nata dalla Rivoluzione, era convinta di trovare ascolto, ma non aveva tenuto in conto che dalla stessa Rivoluzione non era nato, anzi forse era morto, l’uomo nuovo creato dal pensiero dei filosofi del Settecento: quello di Voltaire, Rousseau, Diderot, Condorcet, D’Alembert, Fourier, Montesquieu.

Lucio Baccaro presenta ‘Lealtà, defezione, protesta’ di Albert O. Hirschman 

Quante volte abbiamo sentito dire che questo o quel partito politico è diventato una sorta di azienda, che segue esclusivamente le logiche del marketing? E se invece fossero le aziende a doversi interrogare su un elemento che nelle organizzazioni politiche gioca un ruolo centrale e che gli stessi partiti stanno dimenticando? In questo classico della sociologia politica Albert O. Hirschman indaga le modalità con cui gli utenti di un’organizzazione economica o politica interferiscono con le decisioni dell’organizzazione stessa, attraverso i complessi meccanismi dell’‘uscita’ e della ‘voce’.
 
Adriano Prosperi presenta ‘Sopra l’Officio dell’Inquisizione’ di Paolo Sarpi

Non finì sul rogo come il suo contemporaneo Giordano Bruno solo perché era cittadino veneziano, ed è proprio in qualità di consulente della Repubblica di Venezia che Sarpi scrisse questo trattato sull’Inquisizione. Un testo che non mette tanto in discussione l’istituzione in sé – erano tempi in cui le agitazioni religiose si traducevano immediatamente in rivolgimenti politici – ma difende a spada tratta le prerogative di Venezia contro le pretese di potere ‘totato’ della Chiesa di Roma. Un primo nucleo di separazione fra Stato e Chiesa, dunque. Un primo barlume di laicità.

Włodek Goldkorn presenta ‘La rivoluzione russa.Le cause di una sconfitta’ di Emma Goldman 
La rivoluzione bolscevica è stata una grande illusione nella quale hanno creduto in molti, in ogni angolo del pianeta. Lo è stata anche per la femminista anarchica Emma Goldman, giunta in Russia nel 1919, dopo essere stata espulsa dagli Usa per le sue proteste contro la coscrizione obbligatoria. E proprio questa delusione per gli esiti concreti della rivoluzione, in particolare in seguito alla rivolta di Kronštadt (1921), la spinge a lasciare il paese e a scrivere questo amaro e allo stesso tempo appassionato resoconto delle cause della sconfitta.

Telmo Pievani presenta il ‘Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo’ di Galileo Galilei 
È il libro della maturità di Galileo, che si mette in pericolo perché era diventato sempre più difficile per lui considerare l’eliocentrismo “una pura ipotesi matematica”. E sappiamo come andò a finire: con la messa all’Indice, il processo, l’abiura e il confino di fatto nella villa di Arcetri. Ma il Dialogo è anche e prima di tutto un’opera che obbedisce a un principio etico di condivisione delle conoscenze, quanto mai attuale anche quattro secoli dopo.

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