Mala tempora currunt. Sed peiora parantur?

Mala tempora currunt. Sed peiora parantur?

“E’ un’epoca buia. Ma se ne prepara una peggiore?” Considerando l’antica origine della nostra città di Anzio, interrogarci sul futuro del territorio scomodando Cicerone, autore latino noto ai più, diviene un atto di amore nei confronti di quanto al mondo forse abbiamo di più caro: il luogo e la storia alle quali apparteniamo.
Eppure la risposta a tale quesito, “sed peiora parantur?”, dipende da noi. Esclusivamente da noi. La legge elettorale 81 del 1993 ha sancito l’inizio di un’era nuova nella giurisprudenza italiana, aprendo il cammino alla valorizzazione delle autonomie locali nel paese. Nata per garantire governabilità nei Comuni, tale legge ha introdotto l’elezione diretta dei Sindaci, auspicando una stabilità amministrativa nella direzione di un moderno sistema maggioritario.

La traduzione di questa nella realtà ha comportato una proliferazione partitica con liste civiche e movimenti, che si ripetono puntualmente in ogni elezione comunale, in profonda antitesi con la prospettiva maggioritaria. Un vizio non da poco, che nel malcelato intento di assicurare rappresentatività alla politica locale, ha significato azione di lobby e difesa degli interessi di parte. Logico dedurre che la normativa necessita pertanto di un’urgente revisione in Parlamento.

Sulla stessa prospettiva s’inseriscono le leggi costituzionali di riforma (L.Cost. nn.1/1999 e 3/2001) che hanno rivisto ben 19 articoli della Costituzione italiana trasformando il rapporto centro-periferia dello Stato. La riforma del titolo V della II parte della Costituzione ha comportato una significativa riorganizzazione
dell’ordinamento della Repubblica italiana che viene così avviata verso un sistema di tipo federale. Tra le varie novità ormai acquisite, si nota la costituzionalizzazione dei principi di sussidiarietà orizzontale, che favorisce l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli oppure associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, e quelli di sussidiarietà verticale che favorisce, nell’attribuzione delle funzioni, l’ente più vicino
al cittadino.

La nuova legge di stabilità emanata dal governo compie una rivoluzione copernicana nell’amministrazione dei Comuni italiani, rivoluzione che i media hanno dimenticato di sottolineare. Il bilancio comunale diventa imprescindibile nella formulazione delle future offerte politiche sia dell’amministrazione, sia dell’opposizione, e di pari passo alla progressiva responsabilizzazione amministrativa dei territori, subentra una responsabilizzazione fiscale degli stessi.

Responsabilità amministrativa e fiscale riconducono ad una responsabilità politica per la quale è bene che i discriminanti delle prossime amministrazioni possano poggiare sulle competenze tecniche, sulla preparazione intellettuale e sull’umanità di chi ambisce a servire il territorio. Per concludere: si preparano tempi
peggiori? Dipende da noi. Dipende a chi affideremo i nostri denari, le nostre vite, il nostro luogo e la nostra storia.