LOTTIZZAZIONE SELVAGGIA DI ANZIO E CEMENTIFICAZIONE SUCCESSIVA. ED ORA?

LOTTIZZAZIONE SELVAGGIA DI ANZIO E CEMENTIFICAZIONE SUCCESSIVA. ED ORA?

Anzio è stata soggetta a suo tempo ad una lottizzazione che non ha né protetto e né valorizzato il patrimonio ambientale ed archeologico presente sul territorio. Ciò ha portato alla perdita od alla parziale rovina di patrimoni archeologi ed ambientali notevoli. La stessa Riserva Naturale di Tor Caldara è una macchia superstite scampata ad un ingombrante campeggio prima, e a dei voraci escavatori dopo. Solo la sensibilità di alcuni proprietari di parti di campeggio e campeggiatori al tempo stesso ha evitato di far costruire anche là dentro facendola diventare RN. Senza la RN di Tor Caldara il territori odi Anzio avrebbe qualcosa in più o qualche cosa in meno? E non solo da un punto di vista ambientale, ma anche come attrattiva turistica. Non solo l’amministrazione  (in generale) di un luogo deve pensare a questo fatto e fare questa riflessione, ma anche gran parte della popolazione che non è abituata a pensare in tale prospettiva relativamente al proprio territorio ed alla sua stessa rivalutazione futura.

La lottizzazione ha portato ad un frazionamento del territorio senza criteri storici ed ambientali, come dicevo prima, ed alla cementificazione dello stesso con la costruzione (per fortuna solo) di villette in gran parte del territorio e non di palazzoni (ma vi sono anche quelli in determinate zone di Anzio). In più l’abusivismo ha fatto il resto. Ed ora? Ora si vuole continuare a costruire! Aree protette ambientali sul territorio ce ne sono molto per fortuna, ancora, ma sempre minacciate, da probabili interessi locali, e da superficialità regionali.

L’ultima chicca l’ho sentita qualche giorno fa, relativamente alla Tenuta Puccini. Il Piano Regionale ha già approvato l’edificazione di migliaia di mc di cemento in un triangolo di quella zona. Grattacieli? Forse no, ma certamente alta densità. La proposta che lascia comunque perplessi, anche se dotata di una logica, che alcune forze amministrative stanno portando avanti con la Regione, è quella di evitare di costruire tutti quei mc in quel triangolo, ma di spalmarsi in un rettangolo che parta da sotto Acqualand ed arrivi alla litoranea. Tutto questo ha una logica, certo, se non fosse per dei dettagli:

  • Quella zona è adiacente al colle della tenuta Puccini, area carica di reperti archeologici già abbastanza depredati in passato. È stata fatta una valutazione ambientale ed archeologica della zona prima di pensare a costruire sia nel triangolo o nel rettangolo (figura geometrica a parte)?
  • Anche sorvolando sul punto 1, e stabilendo che quella sia un’area senza valore ambientale ma edificabile, sorgono altre perplessità. Si è pensato di farci sopra degli alberghi di lusso che mancano sul territorio. Ora: anche questa idea è in realtà una buona idea, o meglio lo sarebbe in altre condizioni. Certamente ci si è resi conto che le case vengono ad Anzio oramai quasi regalate, causa crisi ma anche causa dell’eccessiva offerta e del deprezzamento generale del territorio (le ultime due cause sono imputabili alla gestione del territorio). Meglio quindi un albergo, è vero. Ma chi ci dovrebbe venire in un albergo di lusso? Cosa offre Anzio? A fare cosa? A vedere cosa? … Su questo aspetto bisognerebbe riflettere, ed agire, prima di edificare (ne abbiamo abbastanza di cemento) e di fare alberghi.

Perché continuare a pensare e ad esistere mentalmente solo all’interno delle proprie quattro mura di costruzione? …

TorCaldara02

Tra l’altro, un territorio maggiormente curato in generale e nel proprio patrimonio, naturale, archeologico, storico, e di cultura, porterebbe non solo maggiore turismo a beneficio di tutti, ma anche aumento del valore delle case, e maggiore richiesta delle stesse, con vantaggio degli stessi costruttori e della popolazione.

Perché costruire alberghi che poi rimarranno vuoti?! Dovrebbe essere interesse del costruttore e di chi li acquista che poi quegli edifici si riempiano. Questa incongruenza proprio non la capisco. …

Perché offrire la chimera di un Porto che diventerebbe una marina nel bacino attuale, dicendo che non si può fare una variante al progetto, quando  forse pare che varianti interne all’area del progetto siano invece previste dall’art. 24 del codice della navigazione (e quindi si potrebbe realizzare non più un doppio cinema multisala ma qualcosa di culturalmente più utile)? Perché offrire un progetto completo con la prospettiva occulta che (fortunatamente) il braccio esterno non si farà (e gli ormeggiatori nel frattempo dove vanno?), o con la prospettiva di nuovi posti di lavoro, in realtà a termine perché finiti i lavori (che forse mai finiranno) finiranno anche i posti di lavoro in un territorio che non attira? Perché non pensare ad un Porto che esprima la storicità di Anzio, che contenga arte e cultura,  che attiri dentro di se popolazione e turisti, e che arrivi esso stesso con l’arte e la cultura nella Piazza di Anzio? …

Perché offrire la prospettiva di posti di lavoro in alberghi quando poi quegli alberghi rimarranno vuoti? …

La rivalutazione del territorio parte dal basso, dalla sua vivibilità (scuole migliori, strade migliori, servizi migliori, sicurezza del cittadino maggiore, maggiore decoro, indicazioni delle fermate del bus con tratte ed orari), dalla valorizzazione della storia e dei siti archeologici del  territorio dalla preistoria alla storia recente, dalla ulteriore valorizzazione e tutela del patrimonio naturale e diffusione e fruizione dello stesso. Fatto ciò allora è probabile che serva costruire qualche albergo in più.

Angela Pensword

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