L’INTERPELLANZA DI BERNARDONE SULLA CHIUSURA DEL BANCO DEI PEGNI

L’INTERPELLANZA DI BERNARDONE SULLA CHIUSURA DEL BANCO DEI PEGNI

INTERPELLANZA (con cortese richiesta di risposta scritta)

Oggetto: Chiusura Agenzia Unicredit – Banco dei Pegni

Il sottoscritto consigliere comunale:

premesso che:

la congiuntura economica nazionale non ha risparmiato Anzio in cui al contrario gli effetti della crisi sono amplificati dalla vulnerabilità del tessuto economico e produttivo locale a cui certamente continuano a mancare politiche di sostegno e rilancio;

tra gli ultimi effetti della depressione economica ed occupazionale che investe la nazione in genere ed il territorio di Anzio in particolare registriamo la chiusura dell’agenzia Unicredit di Lavinio Mare e quella annunciata dell’Agenzia Unicredit del Pegno di Anzio;

considerato che:

come noto il Banco del Pegno rappresenta un particolare e sensibile servizio bancario attraverso il quale si ha immediato e facile accesso ad un finanziamento a fronte del temporaneo deposito di propri beni e valori;

questa forma di microcredito si rivela da sempre un ausilio importante per persone e categorie vulnerabili quali pensionati, disoccupati, famiglie in difficoltà temporanea ma anche diverse imprese di Anzio costrette a cicli produttivi di tipo stagionale e che spesso fanno fronte ai fermi invernali grazie a questo tipo di supporto finanziario;

l’utenza che fa riferimento al Pegno di Anzio si stima pari a circa 10.000 persone e sarebbe grave sottrarre a questa utenza un supporto cruciale proprio in un momento in cui la crisi dovrebbe, al contrario, suggerire di introdurre anche ulteriori forme di sostegno a famiglie ed imprese;

questa forma di microcredito per le sue specifiche caratteristiche ha senso ed efficacia solo se immediatamente accessibile sul territorio come hanno ben compreso diverse amministrazioni comunali che hanno chiesto ed ottenuto la conservazione di questo servizio di prossimità ;

la chiusura del Banco del Pegno costringerà buona parte delle 10.000 persone che vi ricorrono a optare per i “compro oro” e quindi ad alienare definitivamente i beni che prima impegnavano, mentre parte altrettanto rilevante sarà chiaramente esposta a maggiore rischio di usura, un fenomeno tutt’altro che assente nel territorio di Anzio come dimostrano indagini e sentenze in giudicato;

ritenuto che:

è obbligo dell’amministrazione adottare ogni iniziativa atta a sostenere l’economia locale ed a tutelare in particolare le condizioni di maggiore fragilità della comunità cittadina;

la sola funzione di contrasto alle degenerazioni indotte dal fenomeno dell’usura, basterebbe a giustificare la permanenza del Banco del Pegno in un territorio certamente esposto a tale rischio;

certamente la chiusura del Banco del Pegno, al pari di quella dell’agenzia di Lavinio, rientra in piani di riorganizzazione che l’Unicredit stabilisce in base a criteri di ampia scala, indipendenti ed estranei alle considerazioni esposte ma il Sindaco di Anzio può e deve esperire ogni tentativo di rappresentare e far valere le ragioni della città certamente conciliabili con quelle di un grande istituto di credito;

INTERPELLA LA S.V. per : chiedere un immediato intervento dell’amministrazione affinché si avviino tutte le iniziative ritenute necessarie per pervenire alla conservazione del Banco del Pegno di Anzio.

Anzio 26/11/2015 Il Consigliere Comunale Ivano Bernardone

 

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