LA LETTERATURA INGLESE ALLA ‘MAGNA CHARTA’

LA LETTERATURA INGLESE ALLA ‘MAGNA CHARTA’

Dopo la letteratura americana e quella irlandese, stavolta nella libreria Magna Charta di Stefano Ricci, il professor Paolo Paccagnani ci racconterà -con la solita verve che contraddistingue i suoi incontri letterari- la letteratura dell’Inghilterra di Shakespeare, ma anche di Jane Eyre e di Sherlock Holmes.

Tre incontri in cui, tra il serio e il faceto, si racconterà la storia della letteratura inglese, trovando il modo anche di scherzare sui personaggi e sugli scrittori che ne hanno caratterizzato gli ultimi tre secoli.

Si è iniziato domenica 8 ottobre con il massimo drammaturgo della terra d’Albione, William Shakespeare, con il Prof. Paccagnani che ha illustrato le caratteristiche del teatro shakespeariano, con analisi sulle varie tematiche dei più importanti drammi della sua imponente produzione  (ricordiamo ben 37 testi teatrali, moltissimi dei quali ambientati in Italia), e con la lettura di alcune pagine tratte dall’Amleto e da Romeo e Giulietta; subito dopo  è passato alla poesia romantica e alle visioni oniriche di William Blake, poeta, pittore e incisore londinese della seconda metà del settecento, da molti definito un poeta ‘oscuro’, tanto che la sua figura è stata, spesso, vittima di luoghi comuni, come l’anticipatore dei maudits  francesi, di “visionario”, sull’orlo della follia, se non di speculative etichette  come quella di  poeta “satanista”.

Molto probabilmente le sue visioni inquietanti, a tratti grottesche, sospese tra luminose rivelazioni e scenari infernali, non furono altro che provocazione nei confronti della repressione religiosa del tempo.

Il primo incontro si è concluso con la narrazione de ‘La ballata del vecchio marinaio’ di Samuel Taylor Coleridge, una lunga poesia scritta e ripresa più volte dall’autore, nato a Ottery St.Mary, nell’estremo sud dell’Inghilterra, che narra le vicende di un viaggio-odissea per mare di un marinaio, dell’angoscia dopo una violenta tempesta, dell’attesa dei venti favorevoli per poter tornare indietro e dell’uccisione senza motivo, di cui si rende colpevole, di un albatros.

In realtà quel viaggio non è altro che un’allegoria della vita dell’uomo, e quel l’andare per mare acquista il significato di un’impresa metafisica, capace di dare un senso alla vita dell’uomo.

L’opera che venne pubblicata nel 1798 come introduzione alla raccolta ‘Ballate liriche’ dello stesso Coleridge e dell’amico William Wordsworth, ebbe una grandissima notorietà, tanto da essere riconosciuta come uno dei manifesti del Romanticismo inglese.

Il secondo incontro, quello di domenica 15 ottobre vedrà quali protagoniste le scrittrici inglesi e il loro universo femminile di fine ottocento.

‘Versi in rosa…’ ovvero le Donne ieri e oggi, donne che fanno la storia.

Si inizierà tracciando la figura di Jane Austen, figura di spicco del periodo ‘pre-romantico’ inglese, ed autrice del famosissimo ‘Orgoglio e pregiudizio’ (1813).

Donna tipica del suo periodo, Paccagnani si servirà di lei per tracciare la figura femminile nel primo ottocento, analizzando la sua opera maggiore e l’altro suo capolavoro ‘L’abbazia di Northanger’.

Subito dopo sarà la volta di Charlotte Bronte e del suo romanzo ‘Jane Eyre’, ritenuto uno dei romanzi più importanti della letteratura inglese.

Concluderà l’incontro “Toglietemi tutto, ma non la poesia” di Emily Dickinson e con i suoi versi.

Nell’incontro conclusivo, quello del 22 ottobre, la faranno da padroni due dei più illustri scrittori britannici Arthur Conan Doyle e Robert Louis Stevenson.

Del primo si tratteranno i racconti legati alla figura di Sherlock Holmes, mitico personaggio la cui prima investigazione risale al romanzo ‘Uno studio in rosso’ del 1887 ed in particolar modo, ad uno dei più famosi racconti ‘Il mastino di Baskerville’.

Questo romanzo, uscito dapprima a puntate sulla rivista ‘The Strand Magazine’, nel 1901, ha una particolarità tutta sua, quella di essere servito a ‘risuscitare’ il personaggio di Sherlock Holmes, che lo scrittore aveva deciso di far morire otto anni prima nel racconto ‘L’ultima avventura’.

Di Stevenson, invece, verranno raccontati due dei suoi più famosi romanzi: ‘L’isola del tesoro’ e ‘Lo strano caso del dottor Jeckill e Mr. Hyde’.

Dopo il grosso successo del 1883 con ‘L’isola…’, a causa di una malattia che di muoversi da casa, e con le finanze che non erano in buono stato, Stevenson si gettò a capofitto nella stesura di questo romanzo che finì in tre soli giorni.

Il commento della moglie, a cui sottoponeva ogni sua opera, non fu dei più positivi, tanto che lo scrittore giunse sul punto di bruciare il manoscritto… per fortuna si limitò a riadattarlo e dopo altri tre giorni di lavoro era pronto per le stampe.

Il romanzo è una riflessione dell’artista sulla natura umana e sull’alter ego, che trova tutta la propria spiegazione nella frase detta dal dottor Jekyll:  “l’uomo non è veracemente uno, ma veracemente due”

Come detto, tutti gli incontri vedranno come location la libreria ‘Magna Charta’ in via Ardeatina  al numero 460 (incrocio semaforo di Lavinio mare, davanti al distributore ENI) e si terranno di domenica mattina alle ore 11,00.

E’ richiesto un contributo di 3.00 €

 

Maurizio D’Eramo

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