Intervento di Anziodiva alla Conferenza dei Servizi del 17.3.2016, in Regione

Intervento di Anziodiva alla Conferenza dei Servizi del 17.3.2016, in Regione

Anziodiva è un’associazione di cittadini impegnati al miglioramento della qualità della vita nella loro città. L’interesse per le tematiche civiche ha quindi comportato che essa avvertisse, fin dall’apparire delle prime voci sull’esistenza del progetto Green Future di Padiglione, la necessità di approfondirne e condividerne la conoscenza per dare voce alle perplessità che esso suscitava.

Sappiamo che la normativa italiana prevede che l’autorità incaricata di verificare la rispondenza di un progetto ai requisiti di massima tutela per la salute della cittadinanza esamini ogni risvolto prima di certificare la compatibilità ambientale e che per questo scopo si avvalga anche dei pareri e delle perplessità provenienti da chiunque, senza che essi vengano formulati  necessariamente in maniera tecnica. Sta poi alla Commissione di valutazione verificare quanto segnalato e tradurlo in eventuale obiezione al progettista.

Lo spirito è insomma quello del favorire al massimo l’emergere di inadeguatezze in modo da allineare, se possibile, un progetto a quanto la tutela ambientale più rigorosa prescrive.

Ebbene questa possibilità, questa estremamente democratica possibilità, è stata quanto Anziodiva ha colto rendendosi interprete dei dubbi che dai cittadini andavano emergendo quando si constatarono evidenti distanze fra progetto e normativa, fra la realtà del territorio così come conosciuto dagli abitanti e alcuni passaggi delle relazioni tecniche.

Tali constatazioni venivano quindi raccolte in una comunicazione alla Commissione perché, una volta valutata la fondatezza, ne facesse oggetto di obiezione al proponente.

Il ruolo dell’associazione terminava qui, nella consapevolezza di aver contribuito in maniera attiva e non preconcetta al processo predisposto dalla legge a tutela della salute pubblica, processo di cui come Paese dovremmo andare fieri.

L’uso del condizionale è però necessario per almeno due motivi che cogliamo questa occasione per esprimere pubblicamente e fortemente.

Il primo è che, una volta modificato un progetto per riallinearlo alla normativa vigente, l’esperienza quotidiana ci trasmette molti, troppi casi di un pericoloso allentamento delle maglie in fase di realizzazione e anche di esercizio, carenza di controlli durante e post.

Il secondo consiste in una certa difficoltà a reperire i documenti progettuali che invece nella fase di proposta all’esame V.I.A. debbono avere la massima diffusione; nel caso della Green Future noi semplici cittadini ci siamo potuti avvalere della documentazione completa pubblicata sul sito web della Provincia (ora Cittametropolitana) mentre quello della Regione continuava a mostrare le sole relazioni di sintesi e per avere la documentazione completa si veniva invitati a fare espressa e MOTIVATA domanda. Motivata perché? Tale forma condizionata è in aperto contrasto con lo spirito di apertura introdotto della legge e invitiamo a correggerlo al più presto.

A conferma di come delicato sia il punto basti considerare quanto avvenuto con un ALTRO progetto, abbastanza simile per tipologia e ubicazione, approdato già alla approvazione finale pur mostrando criticità assai simili se non superiori a quello oggi in discussione. E tutto perché di esso non fu fatta adeguata diffusione sul sito regionale e di conseguenza non fu presentata alcuna osservazione da parte dei cittadini, che hanno oggi la sorpresa di trovarselo dato per approvato dagli stessi adesso imbarazzatissimi amministratori comunali convocati a questa riunione.

Questo evidentemente non va bene, non è celando le informazioni che si guadagna in credibilità!

In conclusione Anziodiva, insieme ai tanti cittadini che seguono con attenzione il problema, è qui per riaffermare che non è certo la tipologia del progetto a spaventare ma l’approssimazione con cui alcuni se ne occupano.