IL MAGICO LEGAME TRA ECONOMIA TURISMO SOCIETÀ E TERRITORIO   LA RIVALUTAZIONE DEL TERRITORIO COME VOLANO DI RIPRESA ECONOMICA TURISTICA E SOCIALE

IL MAGICO LEGAME TRA ECONOMIA TURISMO SOCIETÀ E TERRITORIO LA RIVALUTAZIONE DEL TERRITORIO COME VOLANO DI RIPRESA ECONOMICA TURISTICA E SOCIALE

Non si deve pensare solo alla ripresa economica della zona, ma ad una valorizzazione generale diffusa del territorio. È proprio da questo “start” che si riprende tutto il resto.

Si continua a sperare in una ripresa economica locale in un territorio che si definisce a vocazione turistica, ricco di storia e di patrimonio naturale, ma carico di problemi per i residenti e per i turisti.

Non si può scindere la visione della città dalla visione della società … perché l’una influenza ed esprime l’altra (e viceversa). La società è tra gli organismi più complessi da comprendere e da gestire, perché prima di tutto bisogna comprendere l’animo umano, e poi darsi delle direzioni. Senza entrare nei meandri comportamentali del genere umano, la società è un insieme di persone che vivono in uno stesso spazio territoriale e che interagiscono in base ad input, consuetudini, e regole ben precise (compresi gli stop ai semafori), talvolta troppo complicate, e spesso disattese. Più semplicemente la società è anche il luogo nel quale viviamo, (la nostra casa), nel quale accogliamo gli ospiti (in questo caso i turisti). Trattandosi di casa nostra, e quindi indipendentemente dai turisti, dovremmo volerla migliorare anche solo per noi stessi  (in teoria).

Che cosa si può fare per migliorare la qualità della vita dei cittadini che risiedono e dei turisti?  I fattori su cui agire sono diversi, dal decoro, ad una migliore qualità dei servizi, alla valorizzazione del patrimonio archeologico e naturale. Ma anche la sicurezza sul territorio ha una grande importanza.

grotte di Nerone

Relativamente alla ripresa economica, al turismo, al territorio, ed alla società, si susseguono tante belle parole, ma pochi fatti. Ed anche i pochi fatti che ci sono sono tra loro scollegati. Anche la bella iniziativa culturale organizzata da Andrea Mingiacchi, la Biennale di Arte Contemporanea di Anzio e Nettuno Shingle22j, (vi sono anche altre iniziative di altre persone ed enti) risulta scorporata in un contesto che è carente di altre azioni in altri campi della società.

Facciamo alcune considerazioni …

Perché mai un turista dovrebbe venire, o tornare, ad Anzio, che è carente in alcuni servizi di comodità  e di informazione, a cominciare delle indicazioni delle fermate degli autobus sulle strade, con percorsi e relativi orari, o dove il Museo dello Sbarco (Associazione) non ha i fondi necessari per stare aperto tutti i giorni ed è privo di una propria sede adeguata anche se gentilmente appoggiato nei locali comunali di Villa Adele, al Museo Civico Archeologico di Anzio? Quest’ultimo è una bella realtà realizzata circa 13 anni fa. È egregiamente diretto da Giusi Canzoneri che promuove e realizza diverse attività ed iniziative sul territorio.

L’apertura sette giorni su sette dei luoghi culturali e storici della città, l’informazione e la valorizzazione degli stessi e di tutti i siti archeologici, dovrebbe essere il pane per un territorio che si definisce “di Cultura”, che sbandiera  “storia” come richiamo turistico,  e che si definisce (ma che infatti non è) “a vocazione turistica”. Io definisco Anzio un territorio dormiente, come la bella addormentata nel bosco, … quasi narcotizzato. Possibile che la popolazione non si rende conto delle bellezze naturali e storiche di questo territorio, e delle sue potenzialità? (Con il progetto Apsaet che parte quest’anno nelle scuole tale mancanza di informazione verrà in parte diffusamente colmata). La popolazione stessa non conosce i siti archeologici presenti sul territorio, quanti e quali sono, né che cosa sono i S.I.C. (luoghi naturali la cui importanza è stata riconosciuta dalla Comunità Europea), e né che di questi ultimi ne abbiamo 6 nel territorio compreso tra Anzio e Nettuno.  La popolazione, un po’ anche per non conoscenza, ed in buona fede, si fida di chi fa promesse a breve termine, priva di lungimiranza, caratteristica che in realtà dovrebbe appartenere più a chi si definisce politico (ma che in realtà è, da licenza poetica, e parlo a livello nazionale e non espressamente locale, un politicastro). Forse la lungimiranza c’è, ma non è ben definita la direzione. La lungimiranza sociale è una cosa ben precisa. Fare politica è quella azione finalizzata a “migliorare la società ed il territorio”. Che cosa è stato fatto negli ultimi quaranta anni per proteggere e valorizzare i siti archeologici? (Qualche cosa sì, certo, ma è poco rispetto a ciò che andrebbe fatto). Che cosa è stato fatto per proteggere e valorizzare i siti naturali?  Certamente qualche cosa sì, anche ultimamente relativamente alla disposizione di fondi per la Pineta di Lido dei Pini, ma è poco in una visione globale del territorio. La possibilità per i S.I.C. locali di passare a Z.S.C. (zone speciali di conservazione) esiste già da molti mesi. Non che questo passaggio garantisca tutele maggiori, ma è comunque un avanzamento quasi automatico di livello all’interno di un iter nazionale. Anche se questo passaggio non è di competenza locale, la competenza locale potrebbe essere quella di ricordare ai livelli superiori che è stato raggiunto e superato il tempo per potere passare da S.I.C. a Z.S.C. Diamo per scontato che la classe politica locale conosca il significato di questi termini (speriamo). Ma relativamente alla tutela ambientale c’è molto di più da fare. In termini di inquinamento sul suolo e relative bonifiche ad esempio, o relativamente alla salvaguardia di ambienti marini e l’istituzione di nuovi  parchi e riserve in tale senso.  Davanti Torvaianica vi è la Riserva naturale di Tor Paterno: vi sono diversi punti tra Anzio e Torre Astura che si prestano ad essere individuati a tale scopo. Ma anche il suolo ha le sue problematiche, e non necessariamente legate all’inquinamento. Che cosa è stato fatto relativamente al “consumo suolo”? (per contrastarlo). Qua si aprono dolenti note, per diversi aspetti.  Intanto ad Anzio, ma soprattutto a Lavinio, la lottizzazione partita negli anni ’50 non ha tenuto conto del valore dei  naturali ed dei luoghi archeologici presenti sul territorio, e si è mossa senza criterio in tale senso, ed anche, per altri versi, senza un criterio urbanistico. Certamente chi ha interesse nella cementificazione in linea teorica ha interesse ad andare in senso contrario ad una salvaguardia del suolo. Purtroppo il territorio di Anzio ha ancora una grande percentuale di suolo che risulta edificabile. Che fare? Qua si apre un altro discorso, troppo ampio per essere trattato adesso, che si ricollega sia ai S.I.C. ed alle Riserve Naturali, e sia ad una visione del territorio più ampia.  Basta riflettere sul fatto che salvaguardare con un logico criterio ambientale, storico, ed anche urbanistico il territorio, porta ad una visione d’insieme più ampia e completa che considera specifici valori, perché, come nel caso della città (che è parte del territorio), non si può scindere la visione del territorio dalla visione della società. La società del resto è (sotto questo aspetto), un insieme di persone che vivono all’interno di un territorio.

Angela Pensword