IL DISCORSO DEL SINDACO, LUCIANO BRUSCHINI, PRONUNCIATO AL MONUMENTO AI CADUTI IN PIAZZA GARIBALDI (Comunicato Stampa)

IL DISCORSO DEL SINDACO, LUCIANO BRUSCHINI, PRONUNCIATO AL MONUMENTO AI CADUTI IN PIAZZA GARIBALDI (Comunicato Stampa)

“Un saluto ai cittadini, alle autorità politiche, civili e militari, alle associazioni combattentistiche e d’arma, alla Banda Musicale, alla Corale Polifonica, agli Amministratori e Consiglieri Comunali presenti ed a tutti gli intervenuti a questa manifestazione che celebra il 69° Anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana.

Un saluto particolare al Sub Commissario Straordinario di Nettuno, Lucia Guerriero ed al Generale di Brigata, Francesco Maria Ceravolo.

Oggi celebriamo la nascita della Repubblica, di uno Stato libero e democratico, ma anche il referendum istituzionale del 1946, con il quale gli italiani e soprattutto le italiane, all’indomani della seconda guerra mondiale e della conseguente Liberazione dalla dittatura, scelsero la Repubblica come forma di governo.

Quel 2 giugno 1946 fu una data storica per il nostro Paese, distrutto dalla guerra, ma con la feroce voglia di rinascere, circa dodici milioni di donne votarono per la prima volta.

Quello fu un momento importante in quanto segnò la conquista di individualità e di libertà, oltre che di cittadinanza.

Ci sono tante testimonianze di donne dell’epoca: intellettuali ma anche delle classi popolari e contadine. Tutte ricordano l´emozione provata quel giorno, per aver conquistato un senso pieno di autonomia.

Quel “voto segreto”, all’interno della cabina elettorale, significava potersi finalmente sottrarre al controllo ed alla subordinazione maschile.

Oggi, a distanza di 69 anni, tanta strada è stata fatta e le donne sono protagoniste dello sviluppo sociale del Paese, con autorevolezza e responsabilità, all’interno della famiglia ma anche della vita pubblica anche se, probabilmente, l’effettiva parità uomo-donna è ancora un obiettivo da raggiungere e non un fatto acquisito.

“La nostra Costituzione è in parte una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno, un lavoro da compiere”.

Come non condividere queste parole di Piero Calamandrei, nel suo “Discorso sulla Costituzione” del 1955, che ancora oggi sono di straordinaria attualità così come il suo pensiero sul binomio Libertà e Costituzione:

“La Repubblica e la Costituzione sono un testamento…, un testamento di centomila italiani morti. Se si vuole andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì col pensiero, lì è nata la nostra Costituzione”.

Infatti, come abbiamo sempre evidenziato, la Repubblica rappresenta il passaggio generazionale dai Padri ai Figli.

Oggi i nostri Padri non ci sono più  e la celebrazione di questa fondamentale ricorrenza la dobbiamo alle donne ed agli uomini protagonisti negli anni difficili del dopoguerra e della ricostruzione della nostra Patria.

Solo se guardiamo al nostro passato, possiamo pensare di costruire un futuro positivo per la nostra Patria.

E’ questa l’assoluta priorità del Paese, unitamente alla tutela dei diritti fondamentali dei cittadini e di tutte le persone presenti sul territorio nazionale… di tutte le persone, anche di quelle che vengono da Paesi lontani e che sognano di venire in Italia ed in Europa, rischiando la vita, alla ricerca di un sogno di libertà.