IL COMITATO PER LA TUTELA DEL VERDE DELLA VIGNAROLA

IL COMITATO PER LA TUTELA DEL VERDE DELLA VIGNAROLA

IL 5 DICEMBRE TUTTI DAVANTI TOR CALDARA PER MANIFESTARE A FAVORE DEL VERDE

Il Comitato di tutela nasce con lo scopo di mettere in atto le forme più idonee a preservare la connotazione naturalistica di quest’area.
Pur essendo di proprietà privata essa è infatti stata oggetto di un intervento regionale che oltre a classificarla di notevole interesse ha raccomandato che vi fosse ripristinato l’habitat originario, cioè macchia boscosa analoga alla contigua riserva di Tor Caldara.

Ma aldilà delle delibere istituzionali l’area della Vignarola è obiettivamente di estremo valore naturalistico, paesaggistico e, data la collocazione ormai completamente circondata da costruzioni, soprattutto di insostituibile valenza urbanistica. Insomma un’area verde che anche solo a restare tenuta agricola soddisfa i requisiti ambientali prescritti per la nostra città (i cosiddetti “standard”).

Il valore naturalistico.

La tenuta è frequentata da specie migratorie che la usano come luogo di sosta nonché da fauna stanziale per la quale si chiede da anni che vengano realizzati dei sottopassi alla via Ardeatina per permettere l’accesso agli animali alla Riserva di Tor Caldara senza il rischio di essere uccisi dai veicoli.
Il sistema vegetazionale, in grandissima parte rimosso per trasformarla in coltivo, era come possiamo ben immaginare fitto bosco analogo a quello oggi visibile all’interno della Riserva di Tor Caldara, proprio lì di fronte.
Una fascia di macchia vegetale rimane a prosperare solo lungo i due corsi d’acqua (“fossi”) che la attraversano tortuosamente, in un dolce declivio che dai 65 metri della sommità scende ai 35 m di altitudine della via Ardeatina.

Il valore paesaggistico.

Viaggiando sulla litoranea Ostia-Anzio (nel territorio comunale la strada prende il nome di Ardeatina) dal km 32 si entra nell’abitato di Lavinio che per circa 2 km si affaccia sulla strada con una densa serie di palazzine e villette sorte dove fino a pochi decenni orsono erano boschi di sughere e lecci. Poi, poco prima di raggiungere i quartieri di Cincinnato e Villa Claudia, il paesaggio cambia; sulla destra il fitto bosco della riserva naturale di Tor Caldara si protende sulla strada mentre a sinistra la vista si fa d’improvviso spettacolare: un vasto declivio collinare ondulato e verdissimo cattura lo sguardo. Da qui le mille villette di Lavinio rimangono miracolosamente nascoste dietro la collina. Da qui si vede solo il cielo all’orizzonte ed è forse l’unico luogo di Anzio in cui ciò è ancora possibile.
VIGNAROLA 1

(La carta archeologica regionale:il cerchio indica l’area di rispetto archeologico circostante a siti già classificati)
Un po’ di storia a beneficio della comune conoscenza della situazione.

La proprietà (ing.Pucci), tramite una società costituita ad hoc (La Pineta Immobiliare), da oltre 30 anni persegue l’obiettivo di sfruttare l’area con edificazioni, tentativi scontratisi sempre, finora, con oggettivi impedimenti vincolistici.
Il varo del Piano Regolatore Generale comunale (PRG – 2002) introdusse però la possibilità di edificare su una parte (10 degli 80 ettari) in cambio della cessione alla proprietà pubblica della parte restante.
Tale area edificabile (misto di alberghiero e residenziale) fu individuata nello spicchio triangolare dell’estremo ovest, affacciantesi sulla via Ardeatina.

La proprietà si mise alla ricerca di investitori interessati ma nulla fu concluso (non si sa se per carenza di domanda a causa dell’intervenuta crisi economica o per errori nel modo di offrirla al mercato finanziario o infine per valutazione di inadeguato ritorno economico da parte del venditore).
L’area tornò alla ribalta quando nel corso della campagna elettorale del 2013 il candidato sindaco (poi eletto) Luciano Bruschini la indicò come il luogo ideale in cui realizzare un enorme parco a tema in cui si prevedeva la costruzione di edifici in simil stile antico, circa 50 diverse strutture distribuite sull’intero spazio. Al progetto, con ostentato orgoglio per la brillante intuizione di marketing, fu dato il nome di Neròpoli. A parte in questa pagina Facebook si può vedere qualche dettaglio in merito.

Nonostante il sindaco ribadisse (comunicazione del gennaio 2014) la volontà di realizzarlo, il parco a tema ha perso rapidamente di credibilità. Almeno nel modo in cui era stato proposto all’inizio. Non è affatto escluso infatti che tra i risvolti degli ultimi sviluppi delle cose non vi sia l’antico sogno del nostro Primo cittadino giunto ormai al suo Ultimo mandato.

Gli sviluppi recenti (2015).

Visto che la convenzione non riusciva a partire (e preoccupato dall’avvicinarsi della sua decadenza se inattuata) il comune di Anzio decide nel 2014 di tentare una nuova carta: sostituire l’area edificabile con 4 aree, più piccole ma di superficie complessiva equivalente, sparse tutte intorno al grande appezzamento, in posizioni chiaramente di maggior pregio. L’intento è di sbloccare l’operazione immobiliare rendendo più facile investire.
Però si tratta di modificare un piano regolatore, cosa che richiede normalmente una “variante”, operazione lunga e complessa e per nulla scontato che vada a buon fine; si rischia di impantanarsi per anni e soprattutto si potrebbe risvegliare l’attenzione degli organi di controllo regionali che su quest’area avevano già espresso obblighi di tutela e raccomandazioni per il ripristino dell’habitat originario.
Per aggirare la variante il comune pensa allora di potersi avvalere di una clausola della legge regionale di riferimento (la n.36 del 1987) che consente la redistribuzione delle parti edificabili purché rientrino nei limiti del 20%; si ridisegna il Piano attuativo con l’unica condizione di aspettare 90 giorni senza che la Regione faccia osservazioni.
Qualcuno ha espresso dubbi che sia corretto applicare quel 20% all’intera proprietà e non sulla sola parte edificabile, ma per l’assessorato all’urbanistica di Anzio la questione non esiste: il 20% di 72 ettari fa 14,4, abbondantemente sopra la quantità di ettari che si vogliono “spostare”.
Passa così a render pubblico (ottobre 2015) il nuovo assetto che l’area assumerebbe con tale modifica.
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(L’area “prima maniera”.
Vi erano ancora incluse le parti oggi scomparse dalla proposta di convenzione, nell’ordine in senso orario partendo da destra: il parcheggio dei camion Sarchioto sullo stradone s.Anastasio, l’ex parco acquatico di via dei Faggi, i due ettari a ridosso di piazzale Roma, lo stesso piazzale, l’appezzamento di fronte all’ingresso di Tor Caldara oggi occupato da impianti sportivi)

 

Come il comune vorrebbe cambiare le cose.

Come già detto gli ettari edificabili sarebbero sparsi in quattro blocchi intorno alla tenuta anziché stare confinati nell’angolo occidentale.
Tre di essi, rispettivamente di 2,5-4-2,5 ettari, si collocherebbero lungo l’abitato di Lavinio, uno di fronte alla chiesa di S.Giuseppe, il secondo in corrispondenza dell’istituto alberghiero, il terzo ad affacciarsi sullo stradone S.Anastasio. Il quarto blocco si collocherebbe nel lato sud includendo il casale della tenuta e un buon pezzo della pinetina che vi sta accanto.
L’assessore espone anche la tipologia di edifici che vi sarebbero costruiti. Si tratterebbe esclusivamente di strutture di tipo alberghiero (casette vacanza sull’Ardeatina, villaggio turistico stagionale a mezza costa, centro congressi, hotel lusso ed eliporto verso lo stradone; attorno al casale invece un nucleo di abitazioni per turismo “rurale”). Complessivamente 1250 posti letto.
L’intervento di modifica prevede anche la realizzazione di una strada larga 20 metri (!) e lunga 1,3 km, a 4 corsie e con spartitraffico molto ampio, che partirebbe dall’Ardeatina davanti a via del Sole e, costeggiando l’attuale abitato, raggiungerebbe lo stradone s.Anastasio. La motivazione addotta a sostegno di questa enorme arteria è quella di decongestionamento di viale Alla Marina (?). Considerato che il traffico della zona non sembra proprio costituire un particolare problema siavvalora l’idea che la nuova mega-strada serva piuttosto da protezione degli alberghi dall’eccessiva vicinanza delle abitazioni esistenti.

IL COMITATO INFORMA:

Sabato 5 dicembre ore 11.00 ingresso Parco Tor Caldara, ANZIO AMA LA VIGNAROLA

Manifestazione cittadina per la tutela del verde della tenuta della Vignarola.
Senza bandiere, senza etichette, chi ha a cuore le sorti di questo grande tesoro verde si dà appuntamento per farlo sapere a tutti.
INTERVENITE !!!!

 

Comitato per la tutela del verde della Vignarola