GIOVANI ATTORI CRESCONO…

GIOVANI ATTORI CRESCONO…

AL FORTE SANGALLO VA IN SCENA LA COMMEDIA DI LILLO & GREG RECITATA DA UNA COMPAGNIA PARTICOLARE –  Nettuno, corte del Castello Sangallo, 6 luglio ore 21,30. E’ questa la location e la data dello spettacolo teatrale ‘Il mistero dell’assassino misterioso’, divertentissima opera di Lillo & Greg, che verrà messo in scena dal Gruppo teatrale ‘Arte Nativa’.

Un gruppo, questo, molto particolare, visto che è formato esclusivamente da ragazzi  giovanissimi, con una età che va dai 15 ai 19 anni, cresciuti nella ‘scuola di teatro’ del loro regista, Michelangelo Pastore.

Benché l’Associazione Leonardo, di cui la compagnia fa parte, abbia la sede ad Ardea (Colle Romito, per l’esattezza), i ragazzi sono tutti natii di Anzio, e recitano da diversi anni con il loro insegnante, creando un bel gruppo, molto affiatato.

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Nel proprio curriculum, alcuni di loro hanno già opere di Samy Fayad, Vincenzo Salemme, Joseph Kesselring e Gaetano Di Maio.

Ricordiamo, a questo punto, i nomi di questi attori emergenti, e lo vogliamo fare come si fa per i grandi interpreti, ossia in rigoroso ordine alfabetico: Andrea Alessandrini, Alessandra Barranca, Lorenzo Brilli, Rebecca De Gregorio e Lorenzo Rinaldi.

Nata da un’idea di Greg (al secolo Claudio Gregori) e scritta a quattro mani nel 2000 con il collega di tanti spettacoli di successo Lillo (Pasquale Petrolo), l’opera è ambientata su un palcoscenico teatrale, dove viene recitato un giallo tipicamente anglosassone, ma un inconveniente, getta nel dramma l’intera compagnia. Uno degli attori si sente male e la rappresentazione rischia di andare all’aria, quando l’uomo delle bibite si presenta sul palco e riesce a convincere tutti gli altri di essere un bravo attore e di poter fare la parte, ma…

Nascono così, una serie di malintesi e di gags, che rendono divertentissima l’opera, soprattutto nei due intervalli che, in una ideale continuazione della commedia, che in gergo teatrale è chiamato ‘sipario aperto’, sono volutamente visibili al pubblico per farlo partecipe di ciò che accade, dietro il sipario e nei camerini.

Qui viene raccontano uno spaccato, non sempre gradevole di tante compagnie teatrali, con le gelosie, le perfidie, i risentimenti, le invidie e i litigi, tra gli attori.

Una commedia, questa di Lillo & Greg, che in questi quattordici anni ha calcato i palcoscenici di mezza Italia, prima di varcare i confini nazionali nel 2009, per arrivare fino in Catalogna.

A sentire il regista Pastore, l’unico problema sarà la scenografia.

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Infatti la commedia, che è stata già portata in scena al teatro Botticelli di Collelongo, in provincia de L’Aquila e al teatro Elsa Morante a Roma, prevedeva, in origine, un impianto scenico molto particolare, che purtroppo non potrà essere montato completamente nel cortile interno della fortezza Borgia.

“Questo me ne dispiace molto”– ci dice il regista- “non solo perché, essendo bello toglie una parte dell’insieme, ma anche perché costringerà i ragazzi a fare dei cambiamenti di posizioni e di movimenti, non preventivati, ma sono certo che, bravi come sono, non risentiranno dell’inconveniente”.

Un ultima domanda al regista: Perché gli spettatori dovrebbero venire a vedere una commedia fatta da ragazzi, invece che andare da qualche altra parte e vedere altre compagnia più note?

“Bella domanda… rispondo con una cosa successa il 20 giugno scorso, prima dello spettacolo al teatro Elsa Morante, a Roma. Quella mattina mi ha chiamato una signora che ha prenotato due posti. Per farla breve, nel tardo pomeriggio alla quinta telefonata i posti richiesti erano una decina. Io a quel punto mi sono sentito in dovere di avvisare la signora che seppur era vero che la commedia era di Lillo E Greg, a metterla in scena erano solo dei ragazzi. E lei mi ha detto tranquillamente ‘Lo avevo capito benissimo anche dal nome della compagnia ‘arte nativa’, ma questo è il bello, perché bisogna pur dare spazio ai giovani’. Non so se questo aneddoto abbia risposto alla sua domanda, ma alla fine credo che renda. E poi, è un vero piacere lavorare con dei ragazzi, vederli crescere giorno dopo giorno e vederli diventare veramente sempre più bravi”.

Aggiungiamo noi, che il merito non è solo dei ragazzi, ma anche di chi, come il signor Pastore, ci mette tutta l’anima per insegnare uno dei mestieri più belli al mondo.

Maurizio D’Eramo