FORSE C’E’ PROPRIO BISOGNO DI ‘#UNALTRACITTA’

FORSE C’E’ PROPRIO BISOGNO DI ‘#UNALTRACITTA’

 

PRESENTATO IL MOVIMENTO DI OPINIONE DEL GIORNALISTA – Era tanto tempo che non vedevamo la Sala Fides così gremita di gente, ma l’occasione era ghiotta e la gente ha riposto alla grande.

Sabato 17 settembre, infatti, nella location della saletta posta accanto alla chiesa dei SS. Pio e Antonino, è stato presentato il movimento ‘#unaltracittà’ di Giovanni Del Giaccio, un movimento -come ha detto lui stesso- nato per “proporre  un proprio contributo di idee alla crescita e allo sviluppo di Anzio. E’ un movimento fuori dagli schemi della politica in senso tradizionale ovvero delle “liturgie” dei partiti come li abbiamo conosciuti in Italia e qua, ma anche lontano dal populismo del guru”.

Nel commentare l’evento vogliamo iniziare dalla fine, dall’ultima slide proiettata sullo schermo che giganteggiava alle spalle del giornalista e della sua intervistatrice, Teresa Faticoni, una slide presa dalla scena del ‘non compleanno’ di Alice nel paese delle meraviglie, che è servita a Del Giaccio per confermare che questa del 17 settembre è semplicemente la presentazione di un movimento e non una ‘candidatura’, una scesa in ‘campo’, anche se sono stati molti quelli che hanno pensato che più che Alice sarebbe stato meglio proiettare un altro cartoon Disney, quello di Pinocchio.

Cos’è, allora ‘#unaltracittà’ se non un movimento politico? Sempre dalle parole di Del Giaccio scopriamo che si tratta di “un gruppetto di amici, niente di più, disposti ad allargare l’orizzonte e a confrontarci con chi vorrà portare le proprie idee”.

Insomma un nuovo modo di pensare la città, decisamente in modo diverso da come è stata pensata negli ultimi 40 anni…

Si dice sempre, ha ribadito il giornalista, che la politica fa schifo, e forse è vero, ma questo è avvenuto perché “la politica non ha fatto il mestiere che dovrebbe, perché anziché pensare alla possibilità di sviluppo per la città, ha pensato: ‘a me che tocca?’ Questa non è una candidatura. In questa sala non c’è neanche un voto. Siamo qui per portare idee, confrontarci ed aprirci ad un diverso modello di sviluppo. Vogliamo parlare del futuro, di come costruirlo, fuori dalla liturgie dei partiti”.

E nel farlo non disdegna l’opportunità di ‘levarsi qualche sassolino dalla scarpa…’

Pur ammettendo che in un paese libero e democratico, chi vince le elezioni ha sempre ragione, bisogna anche dire, però, che ad Anzio gli effetti del ‘muro di Berlino, dei cambiamenti epocali non ci sono stati. “I cittadini” –continua Del Giaccio- “non fanno altro che lamentarsi,  eppure da 40 anni vincono sempre gli stessi, allora proviamo a dir loro che è ora di guardare avanti, a convincerli che ci sono delle alternative credibili”.

Poi lancia il primo dei suoi messaggi: “In un’altra città vengono prima i cittadini, poi i partiti”, applauditissimo dai presenti.

Per poi passare a parlare degli ultimi quarant’anni di storia ‘politica’ anziate e dei suoi protagonisti… sempre gli stessi.

Un commento su Luciano Bruschini, da lui paragonato ad un  “gran sacerdote, che sta in politica dall’85 e che comunque è ancora e sarà sindaco fino al 2018”, per poi passare all’altro ‘grande’ della politica anziate: Candido De Angelis.

“Tanti dicono che è un mio grande amico, ed è vero, eppure oggi dico che dopo essere stato Consigliere, Sindaco, Senatore, ed essere in politica dagli anni ’90, forse è il caso che si faccia da parte… ma al di là delle scelte politiche era e resta un mio amico”.

 UNALTRA CITTA

Poi una critica anche all’opposizione, al Pd locale, alla sua credibilità perduta, al fatto che dopo Mastracci -mandato via dalla stessa sinistra- ha consegnato il paese alla destra…  “da anni abbiamo sempre gli stessi medici al capezzale del malato, qualche domanda è il caso di farsela”. Sono in tanti a chiederselo, ma Del Giaccio è iscritto al PD? E lui ribatte, “Sì, io vengo da quell’area e in quell’area resto”.

A questo punto De Giaccio ha incominciato ad indicare gli aspetti di quello che si potrebbe fare ad Anzio e di quello che ‘non’ si dovrebbe fare, ma che è diventato la routine di questa classe dirigente e del suo modo di governare la città, che poi è quello che ha portato all’incontro di questo pomeriggio e alla presentazione del suo movimento, ossia che modello di sviluppo dare a questa città, cosa proporre in questo laboratorio aperto di idee, di cosa si vuole fare per costruire il futuro di Anzio e con chi costruirlo.

“Il mancato rispetto delle regole ha portato oggi ad infiltrazioni sul territorio e ad una richiesta di commissione di accesso, l’ultima cosa che vorrei. Ci sono indagini che coinvolgono persone che hanno sostenuto chi oggi è eletto in maggioranza. Il Comune non dà lavoro, il Comune non può essere un ufficio di collocamento, bisogna piuttosto creare le condizioni affinché ci sia lavoro per tutti. Basta aggrapparsi alle cooperative, ai soci elettori di questo o quel politico”.

Uno sguardo, infine, ai problemi di Anzio, partendo dal bilancio, con i suoi 25 milioni di residui: “Bisogna avere il coraggio di dirlo, ma come pensano di recuperarli se non passando attraverso un dissesto finanziario? Dieci milioni di questi sono ante 2010 e riguardano i rifiuti. Un bilancio per cassa non vive. Si abbia il coraggio di dirlo ai cittadini. In ‘Un’altra città’ le tasse si pagano, si fa un bilancio che poi è il futuro di cosa improntare per la città, per sistemare il territorio, forse è meglio fare qualche fuoco artificiale in meno, ma chiudere le buche, fare ciò che è necessario”.

Poi passa al problema rifiuti: “Paghiamo il doppio rispetto a comuni come Senigaglia, che ha le nostre stesse caratteristiche, o come a Comuni limitrofi, guarda Nettuno. In ‘Un’altra città’ prima si pensa a tenere pulito, poi a chi vince le gare. Ancora non capisco perché un assessore debba avere preferenze, espresse in consiglio, su una ditta o un’altra”

E poi una riflessione  amara sulla biogas…  “Il Comune di Anzio è andato in Regione e ha detto che questa si fa… Basta fare i furbi, inutile fingere di fare i ricorsi, ormai la centrale è autorizzata e si farà”.

Per finire due passaggi sul Paradiso sul mare e sul porto.

Del ‘Paradiso sul Mare’. “Cosa ne vogliamo fare? C’è l’iniziativa del Comitato per il FAI, e perché non farne un centro culturale, di spettacolo, o il patrimonio di una fondazione? Oppure far interessare anche i privati, purché ci sia un ritorno per il Comune. Basta col fatto che il privato agguanta tutto e non lascia niente al pubblico. Non dimentichiamo che qui Fellini girò ‘Amarcod’ e vinse un oscar. Ogni anno spendiamo 300mila euro per fare una stagione estiva che accontenta associazioni amiche, ebbene, potremmo  indirizzare queste somme su 3 o 4 iniziative di rilievo, come succede in altre località” ricordando poi il ‘concerto all’alba’ di Ravello.

“Abbiamo un clima invidiabile. Possibile che non si riesca a fare un congresso nazionale su Nerone che è nato qui ? Oppure non lasciare lo Sbarco fine a se stesso, magari creando un percorso europeo, finanziato con fondi comunitari, che partendo dalla Sicilia, passi per Salerno, per lo sbarco di Anzio, per Roma liberata, fino alla Normandia? Insomma, un percorso della memoria…”

Perché non usare, poi, un personaggio di levatura mondiale come Roger Waters per farlo diventare testimonial di Anzio nel mondo (dopotutto è cittadino onorario della città)? Magari facendolo diventare ambasciatore nella ‘giornata della pace’, che tra l’altro, deliberata in Consiglio, non è  mai stata rispettata?

Poi, come detto la conclusione sul Porto e sui tanti problemi legati alla componente pubblica di esso. Qui Del Giaccio ha recitato un ‘mea culpa’, “Ho sbagliato a crederci. Ma per questo mi sono scusato tre anni fa quando andò deserta la gara. Il porto deve restare pubblico e questo va detto chiaramente al socio privato. Va difesa la scelta pubblica… al socio privato va detto: o ti adegui o puoi pure cambiare strada”.

Poi il commento finale sotto la slide, già ricordata, di Alice: “Mi appello a chi vuole abbattere il muro e arrivare a un cambiamento vero. Continuerò a fare il giornalista al Messaggero di Latina, e il mio blog su Anzio sarà esclusivamente di opinione. Oggi qui abbiamo portato delle idee. Per parlare di voti e candidature c’è tempo. Oggi sono qui a metterci la faccia… Vogliamo veramente provare ad essere un’altra città”.

 

 

 

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