FINALMENTE LA MOZIONE BI-PARTISAN SULLA BIOGAS

FINALMENTE LA MOZIONE BI-PARTISAN SULLA BIOGAS

Riportiamo il testo completo della mozione ampiamente condivisa da vari Consiglieri Comunali di ogni estrazione politica, che sarà presentata nel prossimo Consiglio Comunale di Anzio, tesa a contrastare la proliferazione indiscriminata e non pianificata di impianti nocivi nel nostro territorio ed ottenere l’adozione di adeguate misure di salvaguardia in attesa del nuovo piano rifiuti regionale.

 

 

Al Presidente del Consiglio Comunale

Al Sindaco di Anzio

Sig. Luciano Bruschini

Sig. Sergio Borrelli

PER L’ADOZIONE DI ATTI E MISURE CONTRO L’INSTALLAZIONE INCONTROLLATA DI

IMPIANTI DI PRODUZIONE DI BIOMETANO ED A FAVORE DELLA CORRETTA CHIUSURA DEL

CICLO DEI RIFIUTI IN AMBITO COMUNALE O INTERCOMUNALE

Premesso che:

  •  in data 02/09/2015 presso il protocollo del Comune di Anzio è stato presentato, per sola opportuna

conoscenza, il Progetto Definitivo per la realizzazione nel territorio di Anzio, in Via Antonio De

Curtis – località Padiglione, di un impianto per il trattamento dei rifiuti che prevede sia la

lavorazione di rifiuti indifferenziati sia la digestione anaerobica di rifiuti organici ai fini della produzione di biometano;

  • l’impianto si compone di una Sez. A “Linea per il trattamento di 55.000 ton/anno di frazione

residuo da R.D. con recupero di materia e di una Sez. B “Linea per il trattamento di 35.000

ton/anno di frazione organica umida da RSU con produzione di biometano. La capacità

dell’impianto equivale quindi a circa 4 volte il peso dei rifiuti (organico ed indifferenziato) prodotti della città di Anzio;

  • sempre in località Padiglione, in Via della Spadellata, risulta autorizzato in data 16/12/2015 dalla

Regione Lazio un altro impianto per il trattamento di rifiuti organici con recupero energetico

attraverso la produzione di biogas per una capacità pari a 50.000 ton/anno. Questo impianto

coprirebbe quindi circa 6 volte il peso dei rifiuti organici prodotti dalla città di Anzio;

  •  contestualmente alla richiesta di insediamento e/o ampliamento di impianti nel territorio di Anzio,

allo stato risultano istruite presso la Regione Lazio, ulteriori richieste per impianti analoghi nei

territori di Ardea e Pomezia che si aggiungono peraltro ai diversi impianti di trattamento rifiuti già

esistenti nei territori di Nettuno ed Aprilia. La capacità complessiva di questi impianti è

grandemente esorbitante rispetto al fabbisogno dell’intero comparto territoriale di riferimento e

tale dato conferma come i territori periferici di Roma rischiano di assumere il ruolo di pattumiera dell’area metropolitana

Osservato che:

il funzionamento degli impianti in argomento, soprattutto in ragione dei volumi di rifiuto da

trattare, comporta rilevanti rischi per l’ambiente e soprattutto per la salute dei cittadini.

Prescindendo dai necessari approfondimenti tecnici, preme in questa sede segnalare le seguenti evidenti criticità:

  • la vicinanza a popolosi agglomerati urbani uno dei quali (Sacida) oggetto di un piano

di recupero di nucleo abusivo adottato da anni ed in attesa di un approvazione

subordinata agli esiti della VAS (Valutazione Ambientale Strategica) ancora in corso di istruzione ed esame

da parte del competente organo regionale;

  • la presenza di numerose altre aziende che presentano notevoli rischi di inquinamento ambientale ivi incluse

quelle già deliberate al trattamento dei rifiuti;

  • gravi emergenze ambientali presenti a pochi metri dal sito e costituite dalla presenza di

una discarica da bonificare e dall’interramento di fusti di materiale tossico anch’essi da rimuovere

con opportune azioni di bonifica:

  • la presenza in zona di un impianto per il conferimento e recupero di rifiuti inerti in stato di abbandono e

quindi da bonificare;

  • ‘adiacenza ad un area SIC (Sito di Interesse Comunitario) di rilevante importanza ecologica ed archeologica;
  • la vicinanza al fosso delimitato e vincolato dal PTPR (Piano Territoriale Paesistico Regionale) con

sbocco a mare a circa 3,5 Km dal sito in esme;

  •  la presenza di un elettrodotto e di uno sfiato della condotta di Acqualatina;

Considerato che:

  • la costruzione di un impianto di tale natura è palesemente incompatibile con la vocazione turistica

del territorio e sarebbe gravemente lesiva dell’intera economia cittadina incentrata sul turismo

balneare e quindi fortemente dipendente dalla qualità dell’aria, del mare e dell’ambiente in genere.

La sola associazione ad Anzio di un mega impianto di questo tipo induce un sicuro danno alle

prevalenti attività produttive cittadine quali alberghi, stabilimenti balneari, ristoranti, pesca

nonché un deprezzamento certo dei valori immobiliari come avvenuto in casi analoghi;

  •  per il progetto in argomento si prevede l’assoggettabilità alla procedura di Valutazione di Impatto

Ambientale nell’ambito della quale il Comune di Anzio, in occasione delle apposite Conferenze dei

Servizi ed al pari di altri portatori di interessi specifici, potrà rappresentare ogni opportuna

ragione a sostegno della sua netta contrarietà all’installazione di tale impianto;

Ritenuto che:

  • rappresenta un dato di estrema preoccupazione il fatto che la richiesta di insediamento

dell’impianto in esame, al pari delle numerose altre nella Regione Lazio, avviene in un frangente

caratterizzato dal vuoto normativo dovuto dall’assenza di un vigente Piano Regionale dei Rifiuti

che fissi in particolare gli ambiti territoriali ed i corrispondenti limiti massimi di capacità per gli

impianti nonché le linee guida contenenti le più idonee e stringenti cautele a tutela dell’ambiente e

della salute;

  • di fatto l’attuale quadro normativo consente, a fronte del rispetto di norme d’ordine tecnico,

l’installazione di impianti di trattamento rifiuti in un qualsiasi sito a destinazione industriale

prescindendo da ogni altra considerazione di tipo pianificatorio che tenga debitamente conto delle

complesse implicazioni che tale scelte hanno sui territori;

  •  la Regione Lazio sta predisponendo il nuovo Piano Regionale dei Rifiuti incentrato sul

potenziamento e miglioramento dei sistemi di raccolta differenziata e la chiusura del ciclo di rifiuti

in ambiti comunali o intercomunali da definire. Alla luce di tali auspicabili previsioni è quanto mai

opportuno che si predispongano severe misure e norme di salvaguardia che impediscano, nelle

more del nuovo piano, il proliferare indiscriminato di iniziative private svincolate da un’apposita pianificazione;

  •  il cumulo dei rischi ambientali derivanti dalle criticità rilevate è tale da rendere opportuna la

richiesta agli organi sanitari competenti uno “studio epidemiologico di corte” per valutare in

modo analitico il reale stato di rischio per la salute dei cittadini prima di avviare ulteriori pericolose

attività;

  •  la redditività degli impianti in esame è allo stato derivante dal meccanismo di incentivi statali che

ne favoriscono la realizzazione. Non si rinviene alcuna certezza sul futuro di questi impianti alla

cessazione degli incentivi e sugli ulteriori rischi che potrebbero derivare in futuro dalle loro possibili dismissioni;

Ribadito che:

  •  è urgente e necessario che l’Amministrazione Comunale attraverso gli uffici preposti,

possibilmente coadiuvati da competenze esterne, approfondiscano ogni aspetto della vicenda al

fine di predisporre gli atti utili a contrastare nelle previste conferenze dei servizi ed in ogni altra

sede utile il temuto insediamento di impianti di trattamento dei rifiuti assolutamente incompatibili con

le capacità del territorio di ospitarli;

  •  il faticoso avvio della raccolta porta a porta deve essere necessariamente perfezionato puntando al

miglioramento del servizio ed all’obiettivo della minimizzazione della produzione di rifiuti ed alla

chiusura del ciclo di smaltimento in ambito comunale o intercomunale con modalità compatibili

con il già precario assetto dei territori costieri;

I sottoscritti consiglieri comunali, alla luce di tutto quanto sopra esposto invitano il

Consiglio Comunale ad approvare quanto segue:

  •  esprimere la netta contrarietà della città di Anzio alla proliferazione indiscriminata e non

pianificata nel proprio territorio di impianti di trattamento di qualsiasi rifiuto per capacità

esorbitanti rispetto al reale fabbisogno della città;

  • esprimere la volontà della città di Anzio di perseguire politiche di riduzione dei rifiuti presenti sul

suo territorio, rafforzamento del sistema di raccolta differenziata, chiusura del ciclo dei rifiuti alla

scala comunale ovvero intercomunale partecipando in modo attivo alla corretta definizione di

ambiti, regole e limiti che disciplinano l’insediamento di impianti di trattamento dei rifiuti;

e per tali prioritari fini di procedere a:

  • dare mandato a Sindaco ed alla Giunta di avviare ogni iniziativa d’ordine amministrativo e

politico, possibilmente in modo coordinato con altri comuni, per rappresentare nelle sedi

istituzionali della Regione Lazio e del Parlamento se necessario, la pressante ed indifferibile

necessità di norme di salvaguardia a tutela delle comunità locali in attesa del nuovo ed organico quadro

normativo di riferimento dato dal Piano Regionale dei Rifiuti;

  • procedere a tutti gli approfondimenti d’ordine tecnico e giuridico, anche con l’ausilio di esperti

qualificati, affinché l’Amministrazione di Anzio rappresenti al meglio gli interessi della città nelle

conferenze dei servizi in cui sarà chiamata a partecipare ed esprimersi in ogni altra sede utile;

  •  richiedere agli organi sanitari competenti l’elaborazione di uno “studio epidemidologico di corte”

esteso quanto meno all’area urbana di interesse e che consenta di comprendere il reale rischio per la salute dei cittadini;

  • stabilire che la Commissione Consiliare Ambiente sia costantemente informata e mobilitata nel merito

del programma in argomento.

I Consiglieri Comunali

Gli Assessori Comunali