LA FIGURA DI BRUNO BUOZZI RICORDATA A VILLA SARSINA

LA FIGURA DI BRUNO BUOZZI RICORDATA A VILLA SARSINA

NOTEVOLE SUCCESSO PER LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DEL GIOVANE AUTORE DI ANZIO GABRIELE MAMMARELLA SU BRUNO BUOZZI – Giovedì 31 luglio, ore 18, Villa Sarsina, sala consiliare. Al posto dei lavori del Consiglio Comunale di Anzio, per una volta, una interessante presentazione di una biografia edita dalla Ediesselle sulla vita di Bruno Buozzi, sindacalista socialista che perse la vita nel giorno della liberazione di Roma, nei pressi del Quartiere della “Storta” per mano di un commando nazista, in fuga dagli alleati. L’autore è il 34enne ricercatore storico e assistente televisivo Gabriele Mammarella, che ha deciso di titolare la sua opera così:“BRUNO BUOZZI (1881-1944)UNA STORIA OPERAIA DI LOTTE, CONQUISTE E SACRIFICI”, proprio per sottolineare che il ruolo del sindacalista con cui lui si è confrontato è stato fondamentalmente primario per la crescita dei diritti nel mondo del lavoro italiano.

A moderare i lavori della conferenza vi era Angelo Pugliese, giornalista pubblicista di Anzio nonché segretario per tre anni del circolo Pd di Anzio centro storico, dal 2010 al 2013, il quale dopo avere introdotto i presenti (numerosissimi in sala) al tema del libro, ha lasciato la parola per un breve saluto al sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, che ha voluto inserire la presentazione del testo nell’ambito delle manifestazioni che in questo 2014 tendono a ricordare il 70°anniversario dello sbarco alleato nella città neroniana e che ha evidenziato come in qualche maniera la vicenda di Buozzi e la sua uccisione nel giorno della Liberazione di Roma, sono strettamente connesse con quella della difficile vicenda bellica della città litoranea.

Dopo l’intervento di Bruschini, avrebbe dovuto prendere la parola il deputato del Partito Democratico, Stefano Fassina, che però ha dovuto dare forfait per la contemporanea riunione della Direzione Nazionale del Pd. A sostituirlo c’era Carlo Ghezzi, già segretario confederale della Cgil ed esponente della Fondazione “Giuseppe Di Vittorio”, che ha tracciato un quadro della vicenda politico-sindacale in cui Buozzi operò sia prima dell’avvento del regime fascista che successivamente e tessendo le lodi dell’approccio diverso, pragmatico e riformista con cui egli affrontò le battaglie e le lotte per i diritti inquadrandole in un quadro di gradualità.

E’ toccato poi a Giorgio Benvenuto, 77 anni, già segretario della Uil dal 1976 al 1992 e poi per 100 giorni nel 1993, segretario del Psi, dopo le dimissioni di Bettino Craxi, per via degli scandali giudiziari, “completare” in qualche maniera il ragionamento di Ghezzi ed entrare più nei dettagli storiografici nuovi che il lavoro di Mammarella ha fatto emergere, tra cui quelli per il quale si scopre che il regime fascista e in particolare Mussolini, più volte nel ventennio, cercò di aprire un canale di dialogo con Buozzi per cercare di risolvere una gestione del mondo del lavoro, che era completamente fallita col sistema corporativo.

A chiudere la serie di interventi è stato l’autore di Anzio, Gabriele Mammarella, che alla domanda di Pugliese su come avrebbe potuto cambiare in qualche maniera la storia del sindacato in Italia, un Bruno Buozzi sopravvissuto al 1944 e attivo anche nel secondo dopoguerra, ha risposto che “con lui si sarebbe andati probabilmente verso un modello di sindacalismo alla tedesca in cui i principi di co-gestione con gli imprenditori nelle fabbriche, nei proventi e nei passivi avrebbero reso il mondo del lavoro davvero sincrono all’esigenze della società”.

La presentazione si è poi conclusa con l’invito finale del moderatore, Angelo Pugliese ad applaudire 4 moderni martiri del riformismo italiano, che hanno perso la vita nella storia della Repubblica Italiana: Guido Rossa, Ezio Tarantelli, Massimo D’Antona e Marco Biagi, assassinati dal vile fuoco del brigatismo rosso, in questo senso assai simile ai fucili nazifascisti del 1944 che assassinarono Buozzi.