EVVIVA IL PAPA-RE!

EVVIVA IL PAPA-RE!

CRONACA E CONSIDERAZIONE SULLA FESTA IN PIAZZA PIA DEL 12 LUGLIO – Conosciamo Massimo Manzo, bravissimo scultore anziate incaricato di realizzare il monumento ad Innocenzo XII, per i festeggiamenti del 400 anniversario della sua nascita, e questo del 12 luglio doveva essere in qualche modo anche il suo giorno, per cui sentiamo il dovere di rimandare le lodi della sua opera ad un altro articolo di approfondimento, per soffermarci a parlare, invece, delle piccole ombre che hanno accompagnato la cerimonia dello scoprimento del busto di Papa Pignatelli.

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Tralasciamo le polemiche che sono nate sulla spesa, per qualcuno ingente, di tutta la macchinosa realizzazione dell’opera (smottamento della parte di giardino interessata, basamento, busto, disegno del porto, ecc.), non spetta a noi fare i conti della serva e decidere se la somma preventivata è stata troppo onerosa, in un momento di ‘vacche magre’ come quello attuale per le casse del Comune, ma vorremmo partire, per parlare della giornata di ‘festa’, proprio dalle parole pronunciate dall’ospite d’onore per eccellenza, della giornata, Sua Emin. Cardinal Gianfranco Ravasi “Voi della città di Anzio smentite un principio della smemoratezza… si dimentica il passato”.

No, il Cardinal Ravasi si è sbagliato, Anzio e gli organizzatori della manifestazione si sono scordati il passato e una data fondamentale per la storia italiana: 20 settembre 1870.

Anzio, domenica mattina sembrava essere sprofondata in un’altra epoca, sembrava una cittadina lo Stato della Chiesa ante quella data, insomma in pieno periodo temporale della Chiesa.

Capiamo la commemorazione dei 400 anni dalla nascita di Papa Innocenzo XII, capiamo che la manifestazione ha registrato il plauso pubblico di Papa Francesco, capiamo la presenza del Cardinal Ravasi, che come ha lui stesso ricordato al momento in cui la Banda comunale ha intonato l’inno dello Stato del Vaticano, è uno dei pochi abitanti effettivi di quello che è il più piccolo Stato al mondo, vogliamo capire anche che sul busto ancora coperto del Papa si sia voluto mettere un drappo bianco e giallo con i colori del Vaticano (ma per legge non doveva esserci un drappo tricolore?), ma che l’intera piazza Pia sia stata tappezzata di centinaia di bandierine della Città del Vaticano e neanche una italiana, questo no! E’ troppo, non lo si può sopportare.

Si tratta di mera ruffianaggine…

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La nostra insofferenza non nasce come mancanza di rispetto alla Chiesa, e alle figure del Cardinale o dell’Arciprete Padre Francesco Trani, che è stato tra i più fervidi organizzatori, ma solo come constatazione di come la manifestazione di domenica, sia stata gestita in maniera ‘superficiale’, da antico clientelismo degno della prima repubblica.

Ma adesso, dopo questo sfogo, veniamo alla cronaca. Dopo la cerimonia dell’intitolazione del ‘Largo delle Capitanerie di Porto’ e della successiva Benedizione ai natanti e ai naviganti, di cui abbiamo già avuto modo di parlare (vedi articolo: http://www.anziospace.com/largo-capitanerie-di-porto/), il corteo con il Cardinale, i due Sindaci di Anzio e Spinazzola, Luciano Bruschini e Nicola Di Tullio, e tutte le altre autorità civili, militari ed ecclesiastiche, si è portata a piedi, fino a Piazza Pia, dove c’èra ad attenderli la Banda e la corale comunale, che hanno intonato gli inni nazionali italiani e dello Stato del Vaticano.

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Dopo la cerimonia dello scoprimento del busto, realizzato da Massimo Manzo e fuso presso un’antica Fonderia di Firenze, è stato il momento dei discorsi ufficiali. Ha iniziato Nicola Di Tullio, che ha voluto ricordare la figura del suo illustre concittadino, partendo dal suo appellativo de: ‘Papa dei poveri”

La sua è stata una vera e propria allocuzione sul pensiero di carità di Innocenzo XII e di come il ‘suo credo’ potrebbe essere riproposto nella società attuale, che invece è sempre più portata a dimenticarsi di certi valori e ad infischiarsene di chi ha poco o, addirittura, non ha nulla: “Ieri, come oggi, dobbiamo lottare, a volte anche litigare, battere gli altri, arrivare primi nel gioco del dare. Immaginiamo che ognuno di noi costruisca nella propria mente la ‘realta’ del dare, vivremmo tutti in un modo dove i più bisognosi  ricevendo, danno… sarebbe stupendo. Anche chi ha bisogno dà. Troviamo in noi quell’egoismo sfrenato del dare, la voglia di dare solo noi. Antonio Pignatelli aveva impresse, nel proprio cuore,  queste tre parole: AMORE, CONFORTARE, PERDONARE. Tre parole che devono dare ad ognuno di noi un messaggio che dopo 400 anni sia ancora vivo: l’amore per chi non ha niente e dona tutto!”

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Poi c’è stato l’intervento del parroco dei SS. Antonino e Pio, padre Francesco Trani, che ha iniziato con un lunghissimo ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione dell’Anno Innocenziano, ringraziando in modo particolare il Sindaco che “ha condiviso, appoggiato  e favorito quanto il Comitato anziate dell’Anno Innocenziano andava programmando”, per poi passare a fare un resoconto di tutte le opere che Papa Innocenzo XII ha fatto per la città; un piccolo excursus su un’infinità di opere pubbliche di cui pochi conoscono l’esistenza.

Oltre al porto, infatti Papa Pignatelli fece realizzare il Fontanone, che stava pressappoco dove venne poi eretto il Palazzo Comunale e la primitiva chiesetta di S.Antonio “che in quel modo regalò alla città di Anzio quella, all’devozione a S.Antonio  diffusasi e sviluppata grazie all’apostolato dei Frati Conventuali”.

Ma non solo, ad Innocenzo XII spetta anche l’aver tracciato il primitivo assetto della ‘Nettunense’, che oltre a garantire una viabilità maggiore per la cittadinanza, significò anche una miglioria per il commercio, dopo la costruzione del porto e l’arrivo di merci che dovevano essere poi trasportate velocemente altrove, per concludere con un tentativo di metter mano alla bonifica delle paludi pontine.

Anzio, a differenza di altri centri importanti” –ha concluso il Parroco- “che fanno risultare le loro origini a mitiche ed improbabili fondatori, ha un vero fondatore un vero Padre della Patriae sembra doveroso celebrarne la ricorrenza. La ‘gens anziatina’, esprime perenne gratitudine al suo fondatore”.

Questo tema è stato ripreso anche nel discorso del Sindaco Bruschini: “Senza Innocenzo XI, forse, Anzio non esisterebbe, come non ci sarebbe l’attuale porto che, per l’importanza che ricopre, abbiamo voluto riprodurlo ai piedi del monumento. Papa Innocenzo XII è il Padre di Anzio, ed è giusto che davanti all’ingresso del porto, fonte di vita per questo territorio, ci sia la sua figura, alla quale tutti noi dobbiamo moltissimo”

A concludere i vari interventi è stato il Cardinal Ravasi, che ha incentrato il suo discorso sulle somiglianze presenti tra Papa Pignatelli e l’attuale Pontefice,  Sua Santità Francesco.

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“Hanno in comune tre caratteristiche. La prima: quella di aver desiderato un clero più puro, un clero più dedicato al popolo. Pensiamo alla sua Bolla contro il nepotismo. Secondo: ha celebrato il tema della carità, degli ultimi, soprattutto lui che ha fondato l’Ospedale di S.Francesco a Ripa. Terzo: è un uomo che ha amato sempre la giustizia contro la corruzione, contro lo squilibrio della società”.

Poi è partito con la lode alla città di Anzio, che come ha raccontato non conosceva affatto, essendo questa la prima occasione per visitare questi lidi. “Voi della città di Anzio” –ha commentato il Cardinale- “smentite un principio che purtroppo è dominante in questo tempo in tutta Europa. Il principio della smemoratezza… si dimentica il passato, il passato impallidisce, sbiadisce e si estingue, alla fine. Ebbene voi l’avete voluto portare ancora vivo, e noi, in italiano, la nostra bella lingua, decisamente superiore a quell’inglese che siamo costretti a parlare, abbiamo una parola  bellissima per indicare quello che voi avete fatto oggi, cioè il RICORDO. Ossia, con quella parola latina ‘Riportare al cuore’ di una città. E chi non ricorda, non riesce a vivere il futuro”.

Subito dopo, si è avuta la firma del Patto di Amicizia siglato dai due sindaci e dal Cardinale, che legherà da adesso in poi le due città, così diverse, ma profondamente unite sotto il nome di un uomo come Antonio Pignatelli.

Dopo l’esecuzione della banda comunale e della Corale Polifonica, che hanno intonato la canzone ‘Angelita di Anzio’ (altro appunto da fare, ma si commemoravano i 400 anni di Papa Pignatelli o lo sbarco di Anzio? Insomma, che ‘ci azzecca’, come avrebbe detto Antonio Di Pietro una tragica canzone di guerra, con i festeggiamenti dell’Anno Innocenziano?), la cerimonia si è conclusa nella chiesa dei SS. Antonino e Pio, dove Sua Emin. Cardinal Ravasi ha officiato la S.Messa.

Al termine di essa, è stato scoperto il quadro dedicato al Papa, opera dell’artista  anziate Marco Massarelli, nella cui galleria, sita al Porto d’Anzio, il Cardinale si era soffermato per un attimo durante il corteo che dal molo lo aveva portato in Piazza Pia.

Maurizio D’Eramo

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