Effetti collaterali della “Buona Scuola”

Effetti collaterali della “Buona Scuola”

di Vera Iafrate

Quando arriva una convocazione ogni insegnante supplente è felice: una possibilità di lavoro. La convocazione non è immediata. Con la Buona Scuola deve avvenire con un certo iter. Arriva una mail ( quindi l’insegnante supplente che non lavora deve avere un supporto informatico come un pc, uno smartphone,un tablet; una connessione ad internet (quindi un abbonamento a pagamento), deve consultare la posta elettronica più volte al giorno ( per dare la conferma non si possono superare le ventiquattro ore) presentarsi il giorno indicato (qualche fortunato sa che può delegare il Dirigente) con il documento e aspettare che il giorno fatidico la segretaria amministrativa decida di uscire dal suo ufficio (a volte passano anche ore) e cominci a far l’appello dei primi in graduatoria. Succede spesso che i computer si “impallino” (termine gergale che sta per “bloccato”) e che non permettano di fare nessuna operazione (si rischia di perdere la supplenza!) o che impazziscano e inviino a tutti gli iscritti in graduatoria l’invito a presentarsi…succede anche che la segreteria invii più mail per la stessa convocazione e che si ritrovi poi, la mail stracolma di risposte. Il giorno della convocazione naturalmente l’androne della scuola, è scontato, sarà stracolmo di professori supplenti. Certo non avviene sempre così, ma le eccezioni si sa ci sono…ed è così che in una scuola del litorale è successo tutto quello che poteva succedere. L’androne della scuola gremito, brusii assordanti, studenti che incuriositi si affacciavano dalle aule, lamentele, litigi, attesa di ore per la conferma di due posti per tre settimane. Homo Homini Lupus, dicevano i latini ed infatti i “colleghi” si sono letteralmente sbranati tra falsi sorrisi stampati sulle labbra tese e una solidarietà fittizia, dove la domanda: “ma tu quanto punteggio hai?” è la chiave per delimitare simpatie o antipatie. A pagare tutte le ansie, le frustrazioni di chi aveva viaggiato anche da due giorni ( persone arrivavano da Vibo Valentia!) le povere addette alla segreteria con il compito di “nominare”. E i docenti, quelli che dovrebbero educare, insegnare ai ragazzi il rispetto, la comprensione, quelli che dovrebbero aver una laurea, aver capacità di decodificazione e comprensione, si trasformano in un branco selvaggio che si scaglia contro la segretaria per azzannarla ( metaforicamente naturalmente!) e abbaiarle contro. Così la povera donna si ritrova in una bagarre dove tutti parlano e criticano in molti casi senza avere nessuna competenza e conoscenza nel settore. E’ si, perché la Buona Scuola di Renzi è anche questo: personale che si presenta alle convocazioni, che arriva addirittura all’insegnamento (anche se come supplente) a più di cinquant’anni, senza aver mai messo piede in una classe. Il peggio è che spesso questi insegnanti-supplenti, accettano anche di presentarsi su posti per il sostegno, senza avere competenze basilari. Il degrado.