E’ UFFICIALE:  IL SECONDO IMPIANTO PER IL RECUPERO DEI RIFIUTI ‘NON S’HA DA FARE’

E’ UFFICIALE: IL SECONDO IMPIANTO PER IL RECUPERO DEI RIFIUTI ‘NON S’HA DA FARE’

Il secondo Impianto per il recupero dei rifiuti in Località Padiglione non si farà -La Regione Lazio determina il parere negativo di impatto ambientale. Il Vicesindaco Fontana: “E’ la vittoria della Città e del Consiglio Comunale di Anzio”

“Esprimiamo tutta la nostra soddisfazione per il pronunciamento negativo della Regione Lazio, rispetto alla realizzazione dell’impianto per il recupero dei rifiuti in Località Padiglione. E’ la vittoria della Città, del Consiglio Comunale di ieri e di oggi e di tutti i Comitati che, con determinazione, si sono opposti alla realizzazione di un altro impianto in Località Padiglione.  La modifica al regolamento di Igiene e Sanità del Comune, approvata dal Consiglio Comunale nel 2017, che non consente la realizzazione di impianti di trattamento entro il limite di mille metri da edifici sensibiliè risultata strategica, fino al punto di essere citata nell’atto della Regione Lazio. Un ringraziamento anche alla Città Metropolitana di Roma, che ha ben recepito l’ordine del giorno del Consiglio Comunale, per il positivo rapporto di collaborazione istituzionale con il nostro Ente”.

Lo ha affermato il Vicesindaco di Anzio con delega alle politiche ambientali, Danilo Fontana, in riferimento al parere di impatto ambientale negativo, determinato dalla Regione Lazio, per la realizzazione di un secondo impianto per il recupero dei rifiuti in Località Padiglione.

La notizia ufficiale del diniego della Regione, ha rallegrato non poco il PRC che, in una nota del suo Segretario Umberto Spallotta, pur gioendo della cosa, si è lasciato andare ad una nota polemica sull’intera ‘situazione-rifiuti’

“Non si possono tacere, infine” -è scritto nel documento- “le molte ambiguità che ci sono state in Regione a targa Pd e in alcuni settori del M5S, legati alla Sindaca Raggi e alla sua necessità di chiudere il ciclo dei rifiuti della Capitale. Ambiguità che forse, ci costano la costruzione definitiva della prima biogas. Ci domandiamo infatti come mai la prima biogas è stata autorizzata, nonostante sia altrettanto vicina a quella scuola. Misteri di una politica che prende in giro i cittadini, soprattutto i più deboli. Senza dimenticare che ci sono evidentemente calcoli politici ed economici, che il Sindaco porta avanti, legati alle opere di compensazione previste in relazione a quell’opera.

Insomma la politica dei rifiuti privatizzati è, come abbiamo sempre denunciato, un grande strumento di potere e di denaro che finisce per devastare il territorio. Solo una politica ambientale pubblica, sottratta alle logiche mercantili può risolvere questi problemi. Questi ultimi ci parlano della necessità di superare un modello sociale ed economico, ormai insostenibile anche a livello ambientale, nella dimensione globale come in quella locale. Non abbassiamo la guardia”.

 

 

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