DREAM. L’ARTE INCONTRA I SOGNI

DREAM. L’ARTE INCONTRA I SOGNI

Al Chiostro del Bramante fino al 5 maggio

Una mostra d’arte a Roma non può prescindere dal fascino artistico della città stessa. La città è già intrisa delle emozioni che si vivranno all’interno di spazi, di per sé incantevoli ma circoscritti; qualunque sia la meta è importante farsi coinvolgere dall’essenza del luogo, fatta di passato, presente, realtà, sogno. Basti pensare alla magia del cinema e al suo impatto sulla percezione di una capitale sfarzosa e dolente.

Il traffico che imbriglia la città, caotico e snervante, è innegabile ma rende ancora più godibili le oasi da sogno, dove, ad esempio, ampi spazi accolgono un’umanità sorprendentemente allegra e spensierata che si aggira tra fontane mitiche, statue parlanti, chiese pretenziose e fuori dal tempo. Chi decide, dunque, di vedere la mostra in corso al Chiostro del Bramante, non può prescindere da Piazza Navona né dalle stradine che dovrà percorrere per raggiungere la meta né dall’elegante luogo di silenzio e di meditazione, qual è il Chiostro, perché forte è la sensazione che proprio da quei luoghi provengano i sogni che hanno ispirato gli artisti presenti in mostra. Hanno assunto forme affascinanti, misteriose, avvolgenti, paurose o gioiose i loro e i nostri sogni, fatti ad occhi aperti, di giorno, ad occhi chiusi, di notte, quelli che ci fanno soffrire, che rendono inquiete le nostre notti, quelli che ci danno speranza o gioia.

Nel leggiadro chiostro rinascimentale, appunto, sono state collocate <due donne>, dal profilo sfuggente e gli occhi chiusi che introducono al mondo onirico di una mostra che va esplorata, esclusivamente, nel silenzio dei giorni feriali e nelle ore di minor affluenza. Il percorso di visita vero e proprio, però, inizia all’interno, dopo aver indossato le cuffie dell’audio guida, in una stanza oscura, tappezzata di velluto blu. Da quel momento immagini, oggetti, percorsi, emozioni, riflessioni s’intrecceranno con lentezza coinvolgendo la vista, l’udito, il tatto e il cuore. Il primo impatto è straniante, bisogna abituarsi alle luci soffuse, ad una lettura profonda, non convenzionale delle opere, molte oggettivamente belle. E poi ci sono le parole che giungono attraverso l’audio guida, che non commentano, non spiegano ma sussurrano, ad esempio.

<non sono un sogno e, se lo sono, allora sì, tutto è sogno. Tutta la vita e le vite di tutti>,

<troppe stelle, troppi impegni, troppe le cose fatte e da fare, finiranno per schiacciarmi …. Ogni notte la materia, di cui sono fatte, cambia, mi accarezza, mi avvolge. E’ un miracolo, non svegliatemi>,

< il corpo che dorme mi trascina dove non voglio andare>,

< sono un bambino, vedo le mie ombre, ciò che ho vissuto o sto per vivere o non potrò più vivere, girano intorno a me, danzano intorno a me. Divinazione, magia, incanto>.

Basta poco però e l’immersione ha inizio accompagnati dalle sonorità, anch’esse evocative ed oniriche, di Emanuele di Raymondi; si procede, si passa da un ambiente all’altro. Ad un tratto una pioggia dorata rallenta i movimenti, dilata il tempo; i visitatori si perdono nel movimento leggiadro di una miriade di dischetti dorati. Dal buio alla luce, anche le parole divengono più lievi quasi gioiose:

<Benvenuto in quest’ambiente. Non guardarti alle spalle, non serve ora. Tu sei al sicuro>,

<Eccomi. Io sono la luce, l’annuncio del nuovo giorno e il termine della notte>.

Una grotta che come un grembo materno, accoglie il visitatore tra soffici e morbide pareti immette in un ambiente ampio, sulle cui candide pareti, curve sinuose ed avvolgenti comunicano un senso di smarrimento: è l’alba, il momento del passaggio dal sonno-sogno alla veglia.

 

La mostra “Dream. L’arte incontra i sogni” completa la trilogia curata da Danilo Eccher per il Chiostro del Bramante, iniziata con “Love. L’arte incontra l’amore”, “Enjoy. L’arte incontra il divertimento”. Per la prima volta al mondo, l’audio guida cambia la sua classica designazione, divenendo un racconto di mostra speciale ed emozionante, interpretato da 14 attori italiani e scritto da Ivan Cotroneo, scrittore, regista, sceneggiatore. Le opere in mostra a cui si alternano lavori site-specific sono state realizzate da artisti di fama internazionale, cui il sito ufficiale del complesso museale ha dedicato pagine molto interessanti

Laura Siconolfi