DOPO 71 ANNI E’ TORNATO CON LORO

DOPO 71 ANNI E’ TORNATO CON LORO

Ci sono storie che sembrano uscite dalle pagine di un libro o dalla mente fervida di qualche sceneggiatore di film, ed invece sono vere.

Sono passati 71 anni dallo sbarco di Anzio, dall’operazione Shingle, dove centinaia di ragazzi poco più che ventenni hanno dato la loro vita per regalarci una libertà che tante volte ci scordiamo di avere…

Settantuno anni, tanti per scordarsi pagine di storia, pagine di vita, ma che per un ragazzo di allora, più fortunato di tanti altri, perché sopravvissuto, non sono passati invano e, soprattutto non hanno fatto dimenticare gli amici di un tempo, coloro con cui passavi ore e ore sotto i bombardamenti, che erano lì a coprirti le spalle in un pattugliamento, coloro con cui dividevi l’ultima razione di rancio, e magari ti passavi la sigaretta per una tirata prima di un’azione.

Quel ragazzo di allora, Geoffrey Smith, uno degli otto superstiti inglesi, nell’affondamento dell’incrociatore ‘Spartan’, ha vissuto tutti questi anni con un’idea fissa, quello di tornare ogni anno per deporre in mare una corona in ricordo dei tanti compagni morti quel 29 gennaio 1944: “E’ un impegno preso con gli altri sette superstiti viventi dello ‘Spartan’ ed è un tributo che vengo a pagare”.

Ma Geoffrey non si è fermato alle commemorazioni ufficiali, in cuor suo aveva un altro desiderio, quello di farsi seppellire con gli amici di un tempo.

Così, quando un anno fa è passato a miglior vita, ha lasciato nel suo testamento la volontà che le proprie ceneri venissero sparse in mare sul punto esatto dove l’incrociatore e i suoi amici di allora, sono colati a picco.

Ad esaudire il suo desiderio ci ha pensato la figlia Chrissy, che venerdì 29 maggio scorso è venuta ad Anzio, con una piccola delegazione di parenti (circa una ventina, tra cui un pronipote del veterano, di pochissimi mesi) per accontentare il padre.

La commovente cerimonia che si è svolta al largo di Anzio, ha visto la presenza, oltre dei famigliari e del sindaco Bruschini, anche dei  rappresentanti dell’Ambasciata Britannica, del Presidente del Museo dello Sbarco, Patrizio Colantuono e del Presidente della Capo d’Anzio, Luigi D’Arpino.

Chrissy Smith, a bordo dell’imbarcazione, vivamente commossa ha preso la parola per ricordare suo padre e le sue ultime volontà: “Mio padre amava Anzio ed ogni anno partecipava alle celebrazioni dello Sbarco per ricordare quei momenti drammatici ed i suoi compagni che persero la vita durante l’operazione Shingle. Sia fatta la sua volontà, oggi le sue ceneri sono nel mare di Anzio”.

Dopo di lei, ha preso la parola il Sindaco Bruschini, che ha ricordato Smith “come un eroe che è venuto ad Anzio, insieme a migliaia di ragazzi, per restituire all’Italia la Libertà e la Democrazia. La sua volontà è motivo d’orgoglio per la nostra Città e Geoffrey Smith sarà ricordato sempre nei nostri cuori ed in tutti i cuori dei cittadini di Anzio”.

Al rientro in porto la delegazione britannica si è recata ai piedi della targa dedicata allo Spartan’, dove Chrissy Smith, seguendo sempre la volontà di suo padre, ha donato al Sindaco Bruschini un ricordo che il Veterano aveva fatto preparare pochi giorni prima di morire. “Considerava Anzio la sua seconda casa”, ha ricordato la figlia, prima di concludere la commemorazione con un lungo abbraccio al Sindaco.

Da oggi, seguendo le volontà di Geoffrey Smith, il relitto della ‘Spartan’ ha un nuovo inquilino, finalmente Geoffrey ha raggiunto per sempre i suoi compagni e riposa con loro.

Maurizio D’Eramo