DALLE RIVE DEL DON A LAVINIO… IL DRAMMA DEI ROMANI IN RUSSIA CON IL DUO PISTOIA-TRIESTINO AD UN1KO

DALLE RIVE DEL DON A LAVINIO… IL DRAMMA DEI ROMANI IN RUSSIA CON IL DUO PISTOIA-TRIESTINO AD UN1KO

Partirono ai primi del luglio 1941 dalla Caserma della Cecchignola su uno di quei 200 treni che portarono, dopo un lunghissimo e sfiancante viaggio, altri 220.000 come al loro sul fronte russo; parliamo di 8 giovani ragazzi romani, poco più che ventenni della ‘Divisione Piemonte’, spediti al fronte, baldanzosi e sorridenti, da una propaganda di guerra fascista, come ad ‘una scampagnata’.

La drammatica storia, che spazzò una generazione di ragazzi, lasciati al freddo e al gelo del ‘generale Inverno’, con vestiti ed equipaggiamenti ridicoli, è stata raccontata al proprio ritorno da uno dei sopravvissuti, quel tenente di complemento, rimasto invalido durante la ritirata, Elia Marcelli. Poco conosciuto al ‘gran mondo’ dell’intellighenzia, Marcelli rimase talmente segnato da quell’avvenimento, che al ritorno in patria nel 1943, dapprima creò la ‘Lega Pacifista Italiana’ e poi alla fine del conflitto (1947) il giornale pacifista ‘Guerra alla Guerra’.

Ma non solo, negli anni ottanta decise di raccontare la sua esperienza sul Don ‘per non dimenticare e non far dimenticare’, con un’opera che presentava un’aspetto del tutto innovativo nel panorama della letteratura italiana, un poema in versi, unendo la metrica dell’ottava classica (1200 strofe) al dialetto romanesco. Nacqua così ‘Li romani in Russia’, un racconto che adattato al palcoscenico dall’ingegnosità di Marcello Teodonio, è lo spettacolo con cui venerdì 25 gennaio riprende la stagione ufficiale del teatro Uniko a Lavinio.

A salire sul palco di Viale del Sole, dopo la pausa natalizia, ci saranno dei veri e propri beniamini del pubblico locale, sempre presenti nelle passate stagioni, Nicola Pistoia e Paolo Triestino, accompagnati anche in questa occasione (come nel ‘Ben Hur’ dello scorso anno) da Elisabetta De Vito e, per la parte musicale dal Maestro Pino Cangialosi.

Uno spettacolo che racconta quegli interminabili 20 mesi nella loro straziante verità, facendone rivivere le paure, i drammi, le speranze, con tanto di voce ‘trionfalistica’ dei proclami e dei bollettini di guerra, che raccontavano una realtà diversa da quella vissuta nelle trincee, insomma un racconto vero, come può essere raccontato solo da chi l’ha vissuto sulla propria pelle, lontano dalla voglia di far passare il messaggio della assoluzione della guerra o della  fraternità col nemico che vive la tua stessa realtà quotidiana, ma un deciso messaggio anti-guerra, contro quell’evento che toglie all’essere umano ogni dignità, trasformandolo in una bestia.

  Paolo Triestino e Nicola Pistoia

Come è nostra consuetudine, abbiamo rivolto alcune domande ad uno dei protagonisti dello spettacolo, per farci svelare qualche anticipazione. A risponderci è il cinquantanovenne Paolo Triestino, attore eclettico che nella sua lunga carriera ha svariato dal teatro impegnato degli anni ottanta con Gabriele Lavia, a numerosi film di stampo comico-brillante, passando per tantissime fiction televisive, ma che -insieme a  Nicola Pistoia- ha formato un duo, anzi possiamo dire senza retorica, il duo d’eccellenza del teatro italiano contemporaneo.

Signor Triestino, come è nata l’idea di portare in scena questo testo?

Circa sette-otto anni fa. Me lo fece conoscere Stefano Messina, per una lettura in Abruzzo, all’interno di un Festival. Me ne innamorai così tanto che coinvolsi, a mia volta Nicola… da quel giorno lo rispolveriamo di tanto in tanto, forse abbiamo superato  la cinquantina di repliche. Proprio poche sere fa lo abbiamo riproposto nel Salento, in occasione della celebrazione della ‘giornata della memoria’, periodo in cui c’è più attenzione a quella che è stata la nostra storia recente, anche se dolorosa… è una cosa che piace tanto. Ha una tale forza perchè racconta l’epopea della campagna di Russia, tutta in poesia, in ottave, con l’autore che l’ha vissuta in prima persona… non ci scordiamo che s’è fatto 4 campagne di guerra ed è stato insignito di 2 medaglie al valore… Quello che leggeremo è tutto assolutamente vero. E’ un’opera che ha la forza della verità, la forza del dialetto, la forza di una capacità immaginifica che avvolge gli spettatori in una maniera indescrivibile, è qualcosa di magico…”

Pensa che il messaggio di questo poema è ancora attuale?

“All’anima se è attuale. Ci sono dei passaggi che sembrano scritti oggi, oltre al fatto che racconta di una pagina di storia italiana, forse volutamente dimenticata. Eppure parliamo di solo 70 anni fa… Erano partiti più di 200.000 e ne sono tornati chi dice in 50 mila, chi di meno, oltre a tutti i dispersi… sembra che i russi, quando incontravano gli italiani in ritirata, neanche gli sparavano, neanche ci sprecavano i proiettili, tanto erano malridotti, sapevano che sarebbero morti da soli, là nella steppa a quaranta sotto zero. Davvero una pagina di storia dimenticata. Pensa che quando tornarono i reduci in Italia, li misero su carri ferroviari piombati, come si fa con le bestie, con i finestrini chiusi, perchè nessuno li potesse vedere in quelle condizioni… erano una vergogna per la nazione, dopo che erano partiti tutti baldanzosi. Una storia tragica, che ti prende, ti avvolge, ti colpisce allo stomaco, ma che grazie al dialetto si stempera, perchè il dialetto ha la forza di mediare tutto, per cui ci sono pagine in cui si ride, perchè lo spirito romano è quello di prendersi in giro anche nel dramma, pagine che hanno una graffiante ironia… insomma il dialetto ha la capacità di riuscire a sputtanare ogni cosa”.

Per finire. Che cosa le rimane dentro, ogni volta che recita questo spettacolo?

“Sono felice di farlo e ogni volta, alla fine, mi sento che mi fa bene farlo. Mi fa star bene, mi fa sentire utile nel mio piccolo, mi fa fare qualcosa che ritengo importante. Mi rinnova l’appartenenza a qualcosa di grande, al nostro paese, ma non solo anche a questi ragazzi che sono morti a vent’anni, fondamentalmente per me, per te, per noi, che sono andati a morire fin laggiù non per niente, ma per farci sentire liberi e darci un mondo migliore. Proprio per rendere omaggio a questi ragazzi, e a tutti quelli morti in guerra che ogni tanto declamo, nei miei spettacoli, quella bellissima poesia di Roberto Lerici ‘Mio padre è morto partigiano’… Ecco, quando faccio questo spettacolo, mi passano per la testa tutti questi pensieri e il pubblico è grato per questo, mi guarda e mi dice ‘grazie’… perchè sono pagine dimenticate… Ti ripeto uno spettacolo emozionante, incredibilmente coinvolgente, a tratti divertente. Nicola, poi è straordinario… e non lo dico per dire, ma ha un finale da brivido, Elisabetta è una collega meravigliosa, ma tutto il testo è straordinario e sono convinto che sarà una bellissima serata, sicuramente diversa rispetto agli altri spettacoli che presentiamo, ma stiamo nel periodo ‘della memoria’ ed è giusto, importante che in questi giorni si raccontino anche queste cose. Come dicevo prima cerco sempre, nel mio piccolo, di rendere migliore il mondo che mi circonda, certo è un piccolo granello quello che faccio, però per me è importante e sono sicuro che le persone che saranno il 25 al Teatro Unico, usciranno arricchite da questa serata e per me è una cosa bella e spero che provino la stessa gratitudine che provo io quando leggo qualcosa che mi intriga, che mi fa conoscere qualcosa di nuovo”.

Quindi, aggiungiamo noi, uno spettacolo a cui non mancare. Ricordiamo l’appuntamento con ‘Li romani in Russia’, in programma venerdì 25 gennaio, alle ore 21, presso il teatro Uniko in Viale del Sole 4.

Al termine dello spettacolo, come è consuetudine da sempre, ci sarà un buffet offerto da uno degli sponsor, la Pizzeria-Bisteccheria La Regina (Via Dante,9), così come -sempre a fine spettacolo- ci sarà l’estrazione di un biglietto che vincerà una cena per due persone offerto di volta in volta da uno degli sponsor della rassegna teatrale (Ristorante Porto Innocenziano, Agriturismo Vallemaggio, Pizzeria-Ristorante Antico Grottino, Ristorante Los Hermanos, Pinseria Retro, Ristorante Saint Tropez).

Per tutte le informazioni basta telefonare nelle ore si segreteria (da lunedì a venerdì dalle 16,30 alle 20,00) al 347-6644361 oppure al 348-0524676;

info@crazyschool.it

 

Maurizio D’Eramo

 

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