Dal Musée d’Orsay al complesso del Vittoriano: gli impressionisti in mostra a Roma fino a febbraio

Dal Musée d’Orsay al complesso del Vittoriano: gli impressionisti in mostra a Roma fino a febbraio

Dal 15 ottobre 2015 al 7 febbraio 2016 al complesso del Vittoriano, ala Brasini, oltre sessanta opere dei grandi maestri dell’impressionismo. Edouard Manet, Pierre-Auguste Renoir, Edgar Degas, Frédéric Bazille, Camille Pissarro, Paul Cézanne, Berthe Morisot: alcuni  degli artisti presenti nella mostra.

 

Da sempre considerate icone della pittura contemporanea internazionale, le opere degli artisti francesi celebri per il loro lavoro en plein air, tornano a Roma, a un anno di distanza, nella mostra “Impressionisti. Tête-à-tête”.

Direttamente dal Musèe d’Orsay di Parigi, in esposizione al Vittoriano, più di sessanta capolavori, tra dipinti e sculture, per rendere omaggio ai massimi protagonisti della corrente artistica diffusasi in Francia nella seconda metà dell’Ottocento.

La vicenda dell’impressionismo attraversa la storia dell’arte, veloce come una cometa, rivoluzionandone soprattutto la tecnica. Già agli inizi del Novecento cederà il posto al postimpressionismo; tuttavia, lascerà una eredità con cui faranno i conti tutte le esperienze pittoriche successive.

Tra i protagonisti indiscussi il precursore Edouard Manet e  il “più impressionista” di tutti, Claude Monet,  che rimarrà fedele alla corrente per tutta la vita.

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L’impressionismo risente delle importanti novità portate dall’esperienza del Romanticismo e del Realismo. La riscoperta della pittura di paesaggio, l’interesse rivolto al colore più che al disegno e la prevalenza della soggettività dell’artista, delle sue emozioni, sensazioni che non devono rimanere nascoste, ma essere rappresentate sulla tela con rapidi e improvvisi colpi di spatola, creando un alternarsi di superfici uniformi e irregolari. Tutto ciò si ritrova nelle opere e nei dipinti impressionisti, le cui parole d’ordine sono realismo, estemporaneità, dinamicità e movimento.

Dunque l’impressionismo riprende dal Realismo l’interesse per la rappresentazione della realtà nuda e cruda, del quotidiano, ma non ne condivide l’impegno ideologico e politico. Non si occupa, infatti, dei problemi ma solo degli aspetti gradevoli della società del tempo.

Dal Romanticismo, invece, eredita l’interesse per l’animo umano, per le emozioni. Non vi si ritrova, però, alcuna romantica evasione verso mondi idilliaci; c’è, al contrario una volontà dichiarata di calarsi interamente nella realtà urbana di quegli anni per evidenziarne tutti i lati positivi e piacevoli. Anche le rappresentazioni paesaggistiche e rurali portano il segno della bellezza e del progresso della civiltà. È la realtà attuale ad attirare l’attenzione di questi maestri, la ricerca dell’essenza del vero filtrata attraverso la propria libera percezione. «Vero pittore è colui che sa afferrare il lato epico della vita di ogni giorno e sa farci vedere quanto siamo grandi e poetici nelle nostre cravatte e nelle nostre scarpe verniciate» afferma Charles Baudelaire, personalità chiave nel diffondere fra gli artisti che saranno poi definiti “impressionisti”, il gusto di dipingere il loro tempo.

La tecnica impressionista cerca, dunque, di riprodurre la sensazione ottica con la maggiore fedeltà possibile. Da qui gli studi sulla luce e sull’uso dei colori, nonché la pratica dell’en plein air: la realizzazione dei quadri non negli atelier ma direttamente sul posto; scelta dettata dalla volontà di cogliere con freschezza e immediatezza tutti gli effetti luministici che la visione diretta fornisce.

La luce diventa il cardine della rappresentazione e viene declinata in ombre colorate attraverso pennellate rapide e vibranti.       La mostra in corso al Complesso del Vittoriano, che nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con il patrocinio della Camera dei Deputati, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Lazio, di Roma Capitale e dell’Ambasciata di Francia in Italia, è curata da Guy Cogeval, presidente del Musée d’Orsay.

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«In questo ulteriore approfondimento, abbiamo voluto sottolineare l’importanza del ritratto nella cultura impressionista», ha affermato il direttore delle collezioni e conservatore del dipartimento di pittura del d’Orsay, Xavier Rey, curatore della rassegna con il conservatore del dipartimento di sculture Ophelie Ferlier.

Dunque non solo paesaggi, il genere più amato dagli impressionisti, ma soprattutto autoritratti e ritratti di letterati e pensatori dell’epoca, giustapposti alle numerose scene di vita mondana, tratteggiano il percorso narrativo di una mostra pensata per ricostruire l’ambiente culturale, i contesti sociali e gli stimoli artistici in cui operarono gli impressionisti; nonché per cogliere quella “rivoluzione dello sguardo” e quel rinnovamento stilistico di cui il movimento impressionista fu portavoce.                           Il percorso della mostra inizia con una sezione dedicata agli autoritratti degli artisti, tra cui quelli di Cezanne e Degas, il cui culmine è rappresentato da “L’atelier di Bazille”, una sorta di autoritratto collettivo con gli artisti al lavoro. Si passa poi alla sezione intitolata ‘Ritrarre l’infanzia’, con il ritratto della figlia di Manet, tra gli altri, e alla sezione ‘L’intimità’. Chiude la mostra la sezione ‘Modernità e Mondanità’ che offre, attraverso le opere dei maestri impressionisti, uno spaccato della Parigi di fine Ottocento. Tra le opere esposte “Il Balcone” di Manet, icona della mostra e capolavoro assoluto della pittura moderna, le tele di Cezanne, “Donna con caffettiera”, “Il giocatore di carte” e il busto bronzeo di Victor Hugo con cui Rodin  sancisce come la vivezza dell’impressionismo sia riuscita a penetrare anche l’immobilità della scultura.

Le opere esposte, alcune diventate vere e proprie icone dell’impressionismo, mettono in luce gli aspetti innovativi del movimento artistico ed evidenziano, allo stesso tempo, le connotazioni delle singole personalità. Come afferma Zola nel 1868, «sono pittori che amano il loro tempo…cercano prima di tutto di penetrare figure prese dalla vita e le hanno dipinte con tutto l’amore che provano per i soggetti moderni».

In occasione delle Serate dell’Arte, giovedì 12 novembre e venerdì 27 novembre dalle ore 19:00 alle ore 21:00 l’ingresso alla mostra sarà libero e gratuito. Invece per le giornate di  domenica 15 e 29 novembre è stata organizzata un’iniziativa speciale destinata alle famiglie: “A tu per tu con gli impressionisti”. Mentre i bambini, dai 5 ai 10 anni, scoprono e conoscono più da vicino le opere dei grandi maestri dell’arte, i genitori possono partecipare gratuitamente alla visita guidata della mostra. Entrambe le iniziative sono promosse da “Il Gioco del Lotto”. Una buona occasione per avvicinare la cultura al grande pubblico.

Chiara Marino

 

 

 

 

 

 

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