“Basta Guerre”

“Basta Guerre”

L’appello del Santo Padre al cimitero americano di Nettuno: “Fermate le guerre”.

 

 

Erano circa diecimila le persone che fin dalle prime luci dell’alba hanno iniziato a prendere posto davanti il cimitero americano per la messa di Papa Francesco in ricordo delle vittime della seconda guerra mondiale.

L’ultima volta che un papa era venuto a Nettuno risale al 1 Settembre 1979 quando l’allora Giovanni Paolo II venne a trovare la salma di Maria Goretti, fatta santa proprio in quell’occasione.

Alla celebrazione erano presenti John Wessels dell’Agenzia Governativa USA ABMC – American Battle Monuments Commission e Tina Young sua vice, l’Ambasciatore USA in Italia Lewis Eisenberg e l’Ambasciatore statunitense presso il Vaticano Louis Lawrence Bono; presenti anche il Vescovo della diocesi di Albano, Monsignor Marcello Semeraro con diversi sacerdoti delle varie chiese del circondario, il sindaco di Nettuno, Angelo Casto e il vicesindaco Giorgio Zucchini in sostituzione di Luciano Bruschini per il comune di Anzio.

Il papa è stato accolto con un lungo applauso dai fedeli presenti, e durante la commemorazione dei defunti ha espresso il suo pensiero riguardo tutte le guerre in atto: “Fermate le guerre, sono stragi inutili, bisogna dirlo oggi, specialmente in questo luogo in cui ricordiamo il sacrificio di tanti giovani ragazzi. Un’altra volta il mondo è in guerra, si perde tutto con la guerra, distrugge noi stessi. L’umanità non ha ancora imparato la lezione e vuole farsi la guerra, sono convinti di portare un mondo nuovo, di fare una primavera, ma finisce in inverno, brutto crudele regno della morte.

Toccanti le parole del Santo Padre che proprio all’interno del cimitero americano manda un chiaro messaggio a Donald Trump, presidente degli Stati Uniti; basta con le guerre!

Al termine della celebrazione il santo padre ha voluto parlare personalmente con tutti i dipendenti del cimitero americano e con i due sindaci, prima di recarsi presso le fosse ardeatine per un’altra commemorazione delle vittime di queste inutili guerre.

Giancarlo Calderaro

 

 

, ,