ARRIVANO I RIMPIANTI E I RICORDI DI FAUSTO A ‘RIDENDO… SOTTO LE STELLE’

ARRIVANO I RIMPIANTI E I RICORDI DI FAUSTO A ‘RIDENDO… SOTTO LE STELLE’

Dopo il sold-out al Teatro S.Giustino di Roma, altro bagno di folla per la Compagnia teatrale ‘Le Ali del Serafino’ che hanno fatto registrare un tutto esaurito anche nella terza serata della Rassegna ‘Ridendo… sotto le stelle’, con la loro ‘La strana coppia’  di Neil Simon.

Applauditissime le due interpreti Stefania Pallotti e Debora Bifaretti, che hanno ricoperto i ruoli di Olivia e Fiorenza, che fino a pochi mesi fa erano stati interpretati al ‘Sistina’ da due grandi del palcoscenico come Claudia Cardinale ed Ottavia Fusco, e dobbiamo dire con sincerità, non sfigurando al loro confronto, anzi…

Ma oltre alle due protagoniste, è stato all’altezza della situazione tutto il cast messo in scena dal regista Massimo Bastone, dalle quattro ‘amiche del trivial del venerdì’ (Maria Amato, Debora Arena, Antonella Buzzicotti e Alessandra Micieli) ai due strampalati fratelli ‘catalani’ (Stefano Romano e Attilio Cervellino).

Lasciando le vicende tragico-comiche delle due amiche newyorchesi, la prossima settimana, venerdì 20 luglio, ad andare in scena sarà la Compagnia ‘Arte Povera’, nata una ventina d’anni fa proprio all’ombra del Campanile del Centro Ecumenico.

Parlare di teatro a Lavinio, senza conoscere la Compagnia ‘Arte Povera’ è come voler parlare di calcio senza conoscere Pelè, Maradona, Totti, Cristiano Ronaldo…

Una compagnia davvero eclettica, che nel corso di questi anni ha spesso portato in scena commedie del teatro napoletano come “Non è vero, ma ci credo” di De Filippo, “Na Santarella” di Scarpetta, “Miseria e nobiltà” e “Li nepute de lu sinneco”, sempre dello stesso autore, non disdegnando –però-  commedie decisamente più classiche “Forza venite gente” (1991), “I sette re di Roma” di Garinei e Giovannini (1994), “Processo a Gesù” di Fabbri (1998 e 2005), fino ad opere di un certo spessore come la ‘toccata’ shakespeariana di “Molto rumore per nulla” del 2009.

Stavolta, dopo anni di direzioni della fondatrice del gruppo, Alessandra Brignone, la regia della commedia che sarà presentata alla Rassegna è stata assunta dall’attore più significativo della compagnia stessa, Luigi Angelo Grande, che ha voluto mettere in scena una commedia di Gianni Clemente: ‘Fausto e gli Sciacalli’.

Fausto, venditore ambulante che vive nella periferia di Roma, trascina la sua esistenza, ricordando con rimpianto e amarezza il breve successo di cui ha goduto negli anni ’80, come cantante del complesso degli ‘Sciacalli’. Al rimpianto di Fausto si aggiunge quello di Gennaro, ex bassista del gruppo, caduto in depressione perché non riesce a dimenticare l’ebbrezza provata venticinque anni prima per quei pochi attimi di gloria, e maledice la moglie Angela, che lo spinge a suonare ai matrimoni per sbarcare il lunario. La prospettiva cambia improvvisamente con l’arrivo di Elmore, ex batterista del gruppo, che fuggì tanti anni prima rubando i diritti di ‘Annalisa’, l’unica canzone famosa degli ‘Sciacalli’ e che torna improvvisamente, con un progetto tanto strampalato quanto allettante…

Abbiamo chiesto al regista di parlarci della sua ‘storia artistica’ all’interno dell’Arte Povera e della commedia che presenterà venerdì 20 luglio.

 E’ diventato negli anni, un punto di riferimento per la Compagnia, anche grazie ai numerosi riconoscimenti e premi vinti, in tante manifestazioni a cui avete partecipato. Come è arrivato all’ ‘Arte Povera’?

“Sono arrivato nella Compagnia Arte Povera, quando ancora non era costituita in Associazione, ma era il gruppo teatrale, dei cosiddetti giovani,  del Centro Ecumenico Internazionale per la Riconciliazione di Lavinio. Ho esordito in Compagnia nel 1997, effettuando una sostituzione nello spettacolo “Ditegli Sempre di Si”, effettivamente solo ora mi rendo conto che è passato qualche anno…”

Perché mai ha deciso di passare (cinematograficamente diremmo dall’altra parte della cinepresa) e dedicarsi alla regia?

“E’ un passaggio non definitivo, è un periodo in cui ad anni alterni, mi trovo nel duplice ruolo di attore/regista.

Un passaggio proposto dal Presidente dell’Associazione nonché regista storica della Compagnia, Alessandra Brignone, che devo ringraziare per la fiducia che mi ha accordato e naturalmente tutti i componenti della Compagnia che si sono affidati e fidati di quello che poteva essere questo nuovo percorso. Un bel passaggio, con le sue difficoltà, dove si possono vedere ulteriori sfumature che il teatro ti regala, hai la sensazione piacevolissima di creare e costruire emozioni per le persone che ti verranno a vedere”.

 Perché ‘Fausto e gli sciacalli’ di Clementi, dopo tante commedie in dialetto napoletano?

E’ la mia terza regia, ho esordito con ‘La Fortuna con l’Effe Maiuscola’, poi mi sono cimentato in ‘Natale in Casa Cupiello’, ed ora ‘Fausto e Gli Sciacalli’ di Gianni Clementi. Sembrano spettacoli distanti fra di loro, ma penso che tutti hanno lo stesso filo conduttore, che si può racchiudere in un’unica parola “emozione”. Ecco quello che ho trovato in ‘Fausto e Gli Sciacalli’, uno spettacolo non scontato, che ti fa vivere con mano la realtà di ognuno di noi, e dove il pubblico oltre a ridere e divertirsi può trovare le emozioni di ogni giorno, che può essere l’affetto di un padre, l’amore di un figlio, il rincorrersi affannoso di tutti i giorni e dei sogni realizzati e di quelli che invece continuano solo ad essere sogni. Ecco perché ho scelto ‘Fausto e gli Sciacalli’ di Gianni Clementi, che ringrazio per la disponibilità nel concederci questo suo spettacolo”.

Anche noi ringraziamo Luigi Angelo Grande per averci concesso questa intervista, ed invitiamo i lettori allo spettacolo, ricordando che sia questa settimana, che la prossima, gli eventi sono programmati di venerdì; quindi non mancate il 20 luglio (ore 21:00) all’appuntamento con ‘Fausto e gli Sciacalli’ della Compagnia Arte Povera.

La produzione della serata, come al solito è dell’Associazione Leonardo di Ardea in partnership con ‘Radio Omega Sound – la radio amica’ (91.400 e 102.200 MHz).

 

Maurizio D’Eramo

 

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