… ANCORA SUL CONVEGNO DEL PD ANZIATE

… ANCORA SUL CONVEGNO DEL PD ANZIATE

Come avevamo annunciato, ecco la presentazione del secondo Tavolo (Tema) di lavoro, con i risultati scaturiti dalla relazione sulla REVISIONE DELLA MACCHINA AMMINISTRATIVA “COMUNE DI ANZIO”

I lavori del tavolo sono stati coordinati da Angelo Pugliese.

 

Introduzione

E’ di strettissima attualità e di notevole necessità mai come ora, procedere ad un progetto per la revisione completa della macchina amministrativa che i cittadini neroniani conoscono come “Comune di Anzio”.

Le inefficienze e i colpevoli ritardi e le mancate competenze a cui abbiamo assistito negli ultimi anni durante il lavoro di questa amministrazione meritano una risposta chiara e coincisa.

Ma quale è appunto la domanda?

La domanda, a cui dare soddisfazione è quella su come si possano trasformare gli uffici di Anzio di un ente comunale trasparente e amico del cittadino, che sappia interfacciarsi senza problemi.

Per esempio avviare un progetto di trasparenza per le pratiche amministrative non solo è buono ma anche necessario visto che, come spesso accade, i tempi di “evasione” della pratica sono incerti e fin troppo dilatati. A ciò si aggiunge il rischio (per non dire la certezza) che proprio perché in una realtà locale, la pratica in questione rischi di essere accelerata o per contro arrestata sulla base: a) della solita conoscenza di vecchia data, che per “cortesia” pone la pratica in cima al mucchio senza tener conto dell’ordine effettivo delle pratiche medesime e b) della scarsa conoscenza della persona di referenza sulla richiesta in questione, né tanto meno sull’iter complessivo da seguire. Come spesso accade il cittadino si trova ad essere una pallina da tennis, mandata da una parte all’altra senza una soluzione pronta ed univoca.

AL CENTRO IL CITTADINO

L’esigenza, la “risposta” per così dire allo stato dell’arte appena citato sta in un slogan chiaro: “AL CENTRO IL CITTADINO”. Se prima abbiamo parlato della pallina da tennis che rimbalza da un punto all’altro del campo in terra rossa, qui al contrario dobbiamo immaginare il cittadino come il Sole a cui ruota attorno un sistema “planetario” di uffici, uomini e strumenti che risponda quasi in maniera matematica a delle precise regole di efficienza e trasparenza.

Informatizzazione “spinta”, valorizzazione delle professionalità presenti e Cultura con la “C” maiuscola del merito sono le tre chiavi che servono ad aprire la Porta del “Buon Comune”.

pugliese

Non può non mancare in tale contesto un ripensamento fisico, materiale della dislocazione degli uffici. Tre Uffici ( Piazza Cesare Battisti, Villa Sarsina, Villa Adele) in 3 punti del centro storico, non sono rispondenti né ad una esigenza di decentramento né ad altro ma sono un aggravio per il cittadino nei tempi e nei costi delle proprie pratiche. Più logico immaginare che si possa unificare il Palazzo Comunale con la prospettiva futura dell’utilizzo delle vecchie scuole medie vicino a Villa Sarsina.

Conseguenza diretta di tale impostazione è prevedere finalmente un Ufficio Relazione col Pubblico veramente “front office”, amichevole che possa fare da primo filtro per la soluzione dei problemi dei cittadini e magari in molti casi risolverli immediatamente. E speculare a tale ufficio materiale quello “virtuale” realizzabile tramite sia il numero verde telefonico che la creazione di app per smartphone e tablet che vanno a supplire là dove non può arrivare per motivi di orario e di personale l’Urp.

2 . TRASPARENZA, ETICA E INNOVAZIONE

Si evidenzia spesso ad Anzio come nel resto d’Italia, la necessità di un comune trasparente. I recenti scandali giudiziari della Capitale, ma più in generale una linea di continuità che parte da Tangentopoli ad oggi di opacità degli uffici comunali portano il cittadino ad esigere una rinnovata idea di “Casa di Vetro” in Municipio.

Da questo punto di vista il tavolo di lavoro ha semplicemente posto in essere molti dei prodotti del lavoro dell’Autorità Nazionale per la lotta contro la Corruzione guidata dal magistrato Cantone e in particolare si considera un punto fermo per poter ricominciare a contrastare e vincere possibili fenomeni di corruzione, dei buoni regolamenti per la rotazione dei dirigenti e dei funzionari,nonchè dei dipendenti, negli uffici comunali in cui si possa soddisfare sia l’esigenza “etica” ma anche quella formativo-professionale ( tutti devono essere bravi a fare tutto).

Ma questa proposta da sola non può bastare , se non si farà percepire a chi magari ha solo l’idea di “corrompere” ( o di farsi corrompere) se non si introdurrà anche un altra figura, tipica dell’ordinamento anglosassone, ma che molti comuni, come quello di Torino, per esempio, hanno istituzionalizzato come il “whistleblower”. Ovvero permettere ai dipendenti onesti e con senso etico di poter avvalersi attraverso un sistema informatizzato a prova di sicurezza, in correlazione con la rete Intranet dell’Autorità Nazionale per la lotta alla Corruzione di un format di denuncia anonima, che porti entro 10 giorni dalla presentazione, alla verifica in loco degli ispettori. Allo stesso modo “regalare” un po’ di ritorno di immagine positiva e magari trovare modo di premiare chi tra i fornitori comunali ha lavorato sempre nel massimo rispetto delle regole, istituendo un albo apposito di chi merita un “10” in pagella in tal senso è doveroso.

Concetti che invece vanno di pari passo rispetto a quello della Trasparenza sono quelli dell’Etica e dell’Innovazione. Il tavolo di lavoro ha elaborato come proposta base, quella della messa “nero su bianco” di un nuovo codice etico che renda pubblici e ben individuabili i diritti-doveri tra cittadino e pubblica amministrazione locale. Può sembrare poca cosa ma è una garanzia di grande peso.

L’innovazione, nell’era dell’e-government e dell’Open Gov, non può che essere il braccio operativo di quel senso di reciproco controllo tra cittadini e Comune, che dovrebbe restituire al primo sicurezza sull’efficienza del secondo e al secondo l’autorevolezza e la rispettabilità verso il primo.

L’adozione di una piattaforma informatica comune, la presenza non di consulenti, ma di un analista di sistema sempre a disposizione dotato di un agile staff di Help desk è una esigenza improrogabile.

In allegato potete trovare qui sotto una tabella che spiega schematicamente i concetti che vogliamo applicare in tal senso:

COMPLETAINFORMATIZ-

ZAZIONE

Contestoattuale Criticità Interventi possibili
Breve periodo Medio periodo
Personale Ridotto rispetto a dotazione organica teorica. Mal utilizzato rispetto a quella di fatto Formazione disomogenea e/o carente su aspetti informatici Formazione sul posto ad personam su principali programmi comunaliPotenziamento Ced Formazione continua
Dotazionestrumentale Disomogeneità sistemi informatici e hardware software Assenza di gestione centralizzata di acquisti di hardware e softwareUffici super dotati e altri privi di strumenti Creazione ufficio acquisti in capo al CedMappatura e inventario

Riallineamento delle dotazioni allo standard

Gara unica per gestione sistema informatico
Procedimentistandard Assenza di regolamenti per la maggior parte delle procedureNon tutti i procedimenti possono essere standardizzati Tempi lunghi per l’approvazione dei regolamentiAssenza di figure tecniche di riferimento per la redazione dei regolamenti Creazione gruppo di lavoro trasversale ai diversi uffici per redazione regolamenti e standardizzazione procedureSupporto consulente esterno Affidamento per elaborazione unico software di gestione delle procedure comunaliCreazione punto di accesso e verifica per i cittadini sul sito

Verifica affidabilità

Feedback dai cittadini

Budget Assenza di un unico capitolo di bilancio Mancanza di dati certi relativi alla spesa per la gestione informatica Fissare budget per acquisti nuovi macchinari Budget annuale per manutenzione ordinaria e straordinaria e/o acquisti

 

3 . DALLA POLITICA DEL “VOLEMOSE BENE” AL COMUNE A CERTIFICAZIONE ISO

Il tavolo di lavoro ha preso visione nella analisi specifica sull’anomalo “sistema premiante” per dirigenti e funzionari che di fatto ad Anzio è stato applicato finora e che di fatto ha reso possibile una sorta di premio di produttività indiscriminata che però non ha prodotto per il cittadino una reale “produttività diffusa” e ha concluso elaborando una serie di proposte che si va ad elencare:

  1. a) L’adozione di una certificazione della qualità dei servizi e delle perfomance che segua attraverso la redazione degli appositi strumenti ( manuale della qualità dei servizi, rispetto dei costi standard, efficacia ed efficienza delle prestazioni e verifica finale delle perfomance individuali e collettive) il cosiddetto sistema Iso 9000 e che di fatto ha trovato anche grazie il lavoro del Formez in alcuni comune “pilota” come Sassuolo, Olbia, Siena, Montalto di Castro, per fare alcuni nomi, degli ottimi risultati;
  2. b) formazione continua del personale con possibilità di rispondere ad esigenze diverse, pur utilizzando tutti la stessa piattaforma informatica;

l’utilizzo dei “cloud” che di fatto dematerializzano la massa di dati sensibili e non che l’amministrazione e gli uffici trattano e che potenzialmente proprio per la loro deperibilità quando sono dati cartacei, diventano facilmente “scusa” per interruzioni nell’ingranaggio della “macchina amministrativa comunale”.

Tutto questo però non diviene realmente possibile finché non si verrà a creare un senso di “attaccamento alla maglia” da parte del personale tutto, a prescindere dall’ordinamento gerarchico. La cura è sicuramente nella cultura del Merito, ma non si può non sottovalutare come si debba anche riscoprire il senso civico che ogni dipendente della pubblica amministrazione dovrebbe avere come valore intrinseco.

PREVEDERE L’ULTIMA ISTANZA: IL DIFENSORE CIVICO

Il tavolo di lavoro ha alla fine poi espresso una valutazione finale: non tutto quello che qui si propone potrebbe garantire effettivamente, nonostante le buone intenzioni che il cittadino possa avere la “risposta” che merita da parte della Macchina Amministrativa comunale nonostante le revisioni apportate.

Vale allora la pena ricordare che nello Statuto Comunale di Anzio, sebbene mai applicato, per motivi soprattutto di forte contrasto ideologico dai sindaci dal 2000 in poi, esiste un istituto, quello del Difensore Civico, che è stato ideato a livello normativo proprio per andare a colmare quel possibile distacco tra ciò che il cittadino chiede in termini di rispetto per i propri diritti e ciò che effettivamente il Comune intende fornirgli.

Rimettere subito in funzione questo istituto non deve essere però considerato solo un diritto in più per i cittadini o la loro ultima istanza, ma deve essere anche inquadrato come un “pungolo” per tutta la macchina comunale, specialmente nella valutazione dei risultati raggiunti. Più interviene il difensore civico meno spazio c’è e ci sarà per poter valutare positivamente le performance dei dipendenti. I quali quindi sapranno che ci sarà una pressione e un controllo anche superiore da cui non potranno sottrarsi.

CONCLUSIONI

In poche pagine non si può sviscerare quello che di fatto diventa un vero e proprio programma di “buon governo” per la città di Anzio, quale è di fatto quello prodotto dal tavolo di lavoro in questione.

Di certo però si è voluto mettere in evidenza quanto la mancanza di stimoli, pressioni, di pesi e contrappesi e anche di sanzioni e di premi, possa di fatto condannare alla “morte civile” di una istituzione come quella comunale, in particolar modo quella di Anzio, che negli ultimi tempi, per colpe che è difficile solo ascrivere ai dipendenti o ai funzionari, si trova a dover pagare con gli interessi una modalità di gestione della cosa pubblica locale, più rispondente alle esigenze della maggioranza politica di turno che di quelle della collettività.

 

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