(A)mare Conchiglie per combattere i pregiudizi

(A)mare Conchiglie per combattere i pregiudizi

Mancano pochissime ore alla emozionante performance di Kyrahm e Julius Kaiser che il 3 luglio concluderà la quinta edizione della Shingle 22j, la Biennale di Arte contemporanea di Anzio e Nettuno, e di cui saranno protagonisti i ‘migranti del mare’, migranti, anziani, lucciole, erranti in un suggestivo reportage delle loro esperienze.

11351289_1110986732249962_5608957774242371777_n Kyrham

L’appuntamento è al tramonto sulla spiaggia di Forte Sangallo, dove si terrà “(A)mare Conchiglie”, performance Art ideata, scritta e diretta dalle due artiste internazionali, attiviste da molti anni in ambito sociale, appositamente per questa occasione.

La ‘comunione laica’, come le due artiste hanno ribattezzato in un certo senso l’azione performativa, è alla base di essa; alcuni ragazzi migranti dalla Nigeria, riproporranno il loro sbarco avvenuto sulle coste siciliane, qui sul mare di Nettuno, e ad attenderli, stavolta, ci sarà un banchetto offerto a loro, e a tutti gli altri ‘commensali-protagonisti’ della performance… quasi barattando quel cibo alle loro storie, una condivisione del tutto particolare che andrà al di là delle distinzioni e differenze di lingua, del colore della pelle, della religione, delle tendenze sessuali.

julius al RIFF Julius Kaiser

Il cibo, che ricordiamo era il tema della Biennale, diventa quindi dono per chi ha una storia da raccontare. E a farlo ci saranno tante persone, persone che le due artiste hanno incontrato e ‘selezionato’ nei centri di accoglienza, nei mercati, nei circoli per anzianio, nelle strade, durante quasi un mese di ricerche nella zona, donne, anziani, prostitute… tutte persone che sicuramente riusciranno a trasmettere al pubblico presente, un qualcosa di profondamente vivo, come vive sono le loro storie, storie di chi vive ai margini e di chi non ha solo il corpo da donare.

Una ricerca, quella fatta da Kyrahm e Julius Kaiser, che sta sempre alla base di ogni loro lavoro, un lavoro che le sta ponendo sempre più tra i primi posti, non solo della Performance Art italiana, ma di quella internazionale.

Una performance questa del 3 luglio, voluta espressamente per ricordare che una volta erano proprio gli italiani a migrare, nel disperato tentativo di migliorare la propria esistenza e il futuro dei propri figli, addirittura lo stesso bisnonno di Kyrham fu uno dei tanti migranti che si imbarcò su un ‘piroscafo per le Americhe’, negli anni venti.

Abbiamo sentito la necessità” – ci hanno detto le due artiste- “di provare a frenare l’ondata d’odio che sentiamo spesso nelle strade, tra la gente e in molta comunicazione mediatica relativamente ai migranti che arrivano dal mare”

Amare

Insieme alla performance principale, ma che diventerà tutt’una con gli altri momenti artistici, le due artiste daranno vita ad altre performance già famose, come “Il Perdono Materno” ripreso dal documentario di Julius Kaiser, “Il Maestro del Mare”, che vede protagonista un anziano italiano emigrato in Germania per sette anni, “Il Minacciato” di Kyrahm e “Nella Valigia c’è il Mare” di Julius Kaiser.

Con “(A)mare Conchiglie”, quelle stesse conchiglie che calpestiamo distratti sulla spiaggia o che gridano il vento se vi poggiamo l’orecchio, ancora una volta le artiste mirano a scuotere le coscienze, combattere i pregiudizi, offrire alternative alla verità socialmente condivisa, avranno l’occasione per dare con una triplice valenza: l’amore, l’amarezza delle storie spesso tragiche dei migranti e il mare,  voce a chi, di solito non ne ha.

Maurizio D’Eramo

 

 

 

 

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