ADDIO…

ADDIO…

Dopo vari rinvii (la prima data fissata era il 26 maggio, poi posticipata a 6 giugno per problemi legati all’autorizzazione al trasporto stradale, avendo bisogno per lo spostamento, di un mezzo ingombrante) è arrivata la fatidica giornata dell’addio.

Dopo sei anni passati nell’oblio del cantiere navale di Paolo Gallinari, la Motonave San Giuseppe Due, è stata preparata per il suo trasferimento all’Arsenale di La Spezia.

Sono arcinote sia le vicende storiche che portarono la Motonave per ben due volte, nei primi anni settanta all’Antartico al comando di Giovanni Ajmone Cat, sia quelle burocratiche che l’hanno relegata per tanto tempo all’asciutto di un cantiere invece di ‘maestare’ all’interno del bacino portuale di Anzio, come nave museale, secondo le volontà  del Comandante che, morto nel dicembre del 2007, aveva sperato di trasformarla in una specie di nave-scuola per tutti i giovani di Anzio che volevano apprendere l’arte marinaresca.

Anche se, nell’ultima intervista rilasciata al giornalista Gianni Loperfido, aveva fatalmente pronosticato che quella barca sarebbe finita con lui: “chi vuole che si possa mettere in mare con questo tipo di barca, dove esistono più le persone capaci di manovrarla… i miei equipaggi ancora si arrangiano perché hanno avuto l’addestramento dei tempi 

Una barca che sicuramente merita altri estimatori ed altre persone che decideranno di investire soldi pubblici pur di avere un ‘pezzo di storia’ nel loro territorio, invece di noi che li spendiamo in qualche sagra della tellina o della polenta…

 

Le operazioni per la partenza del Motoveliero che dovevano iniziare intorno alle 8,30 del 20 giugno, ma l’arrivo in ritardo dei mezzi atti al trasporto: due gru, un carroponte ed un camion con materiale vario, ha causato uno slittamento di un paio d’ore.

Presenti ad assistere alle operazioni c’era una piccola folla di curiosi e i tanti protagonisti di questa storia all’Italiana, o forse è meglio dire alla Portodanzese, oltre agli operatori incaricati dalla Marina Militare, a tutt’oggi proprietaria della Motonave, il personale della Capitaneria di Porto, col Com.te Alessandro Cingolani, e parte dei componenti del secondo viaggio verso l’Antartico:  Tito Mancini, Mario Camilli e Giovanni Federici.

Altrettanto ritardo c’è stato nel momento in cui la barca, dalla sua posizione originaria è stata fatta scendere in acqua per il piccolo tragitto che dal cantiere doveva portarla fin sotto alle gru, poste sulla banchina del porto Innocenziano poco distante dalla Capitaneria di Porto, ha incominciato ad imbarcare una grande quantità di acqua, troppa a dire il vero, tanto che si è deciso di ricollocarla sulla sella sopra lo scalo di alaggio.

Come inizio non c’era male…

Dalle tante foto scattate dal Com.te Tito Mancini, che ringraziamo per avercele messe a disposizione, si comprende quanti danni siano stati arrecati alla barca dai sei anni di inattività e di ‘secco’, danni che -insieme alla grossa quantità di acqua imbarcata- stavano  a significare solo che non si era alle prese con una infiltrazione dal fasciame, ma di una vera e propria falla aperta in qualche parte dell’imbarcazione.

Solo intorno alle 14, la San Giuseppe Due è stata rimessa in acqua fornita di una pompa barellabile per lo sgottamento dell’acqua che si sarebbe depositata al suo interno; stavolta l’operazione è riuscita in pieno e l’imbarcazione ha potuto fare il suo ultimo ‘piccolo tragitto’ nelle acque di Anzio, che aveva visto per 6 anni solo dalle finestre del Cantiere, per essere poi alzata dalle due gru e posizionata sul carroponte che provvederà al trasporto fino a La Spezia.

Dopo una giornata di sosta, il 21 giugno alle ore 22,00 con le tenebre della notte a far da sfondo, il carroponte scortato dalla polizia, è partito per la nuova destinazione del ‘San Giuseppe Due’… poche persone ad assistere alla partenza (tra cui, come ha raccontato dal suo profilo fb, Andrea Cafà, anche il signor Enrico Castaldi, uno dei proprietari delle tante barchette che accompagnarono il motoveliero all’atto della sua prima partenza da Anzio per il Polo Sud, in quel lontano 27 giugno 1969) ma –guarda caso- nessuna autorità comunale o personaggio politico, ma è stato meglio così, la loro presenza sarebbe stata una vera indecenza.

 

Adesso l’unico modo per ricordare il grande Com.te Ajmone Cat, non c’è rimasto che la seconda edizione della Regata ‘Trofeo Challenge Com.te Giovanni Ajmone Cat’ organizzata dall’Associazione ‘Pungolo Club’ che si svolgerà nel mare antistante Anzio domenica 26 giugno.

Invitiamo i nostri lettori a partecipare all’evento, quanto meno come piccolo ‘risarcimento’ alla figura di un uomo che ha fatto tanto per la nostra città, ma che la nostra Amministrazione ha dimenticato troppo in fretta.

 

Il Direttore

 

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